Cub: perché lo stato di agitazione nei nidi del Comune di Pisa?
Cub: perché lo stato di agitazione nei
nidi del Comune di Pisa?
Giovedì 8 Maggio si è tenuto l’ultimo incontro sulle aperture di
luglio dei Nidi d’Infanzia.
E nel corso di un mese di confronto le posizioni espresse dalla
Rsu e dalla Cub sono state molto chiare: non si accetta di lavorare in
condizioni disagiate in cambio di pochi euro, non è la monetizzazione della
precarietà che ci interessa ma condizioni lavorative e di vita dignitose.
Lo stress da lavoro correlato tra le educatrici ha raggiunto
livelli tra i più elevati degli ultimi anni del quale è doveroso farsi carico e
comprenderne le motivazioni
Sia ben chiaro che noi non siamo pregiudizialmente contrari alle aperture di luglio, abbiamo tuttavia idee in quanto a educazione e pedagogia diverse da chi considera i nidi dei parcheggi. Riteniamo intanto, infatti, che esista ancora un diritto del bambino al riposo e non solo la necessità di sostegno alle famiglie. Per questo si potrebbe anche pensare di rendere fruibile il mese di luglio alle famiglie che hanno entrambi i genitori che lavorano, lasciando la possibilità ai bambini che hanno almeno un genitore libero di poter trascorre un tempo più a sua misura con la figura di riferimento.
Riteniamo infatti ancora importantissimo rispettare i tempi e i
bisogni dell’infanzia che sembra vengano oramai surclassati, e di gran lunga,
dalle esigenze di una società che vuole adulti produttivi sempre.
Alla fine, lo stato di agitazione è stato unitario e questo
significa che le posizioni espresse sono state condivise, questo stato di
agitazione del Personale Educativo parte con la richiesta alla
Prefettura di Pisa di attivare le procedure amministrative di conciliazione
previste dalla legge (art.2, comma 2, legge n 146/1990, modificata dalla legge
n 83/2000 e successive modificazioni), dopo la chiusura con esito negativo del
confronto tra Rsu Sindacati e amministrazione comunale.
Ma quali sono le ragioni dello stato di agitazione? Possiamo
leggerle direttamente dal verbale finale della assemblea delle lavoratrici dei
nidi che ha rappresentato il mandato in base al quale ci siamo mossi
Microclima
L’assemblea
- chiede che sia effettuata preventivamente, nelle
strutture interessate all’apertura di luglio,
una valutazione dei rischi fisici fra i quali rientra sicuramente il microclima, con affidamento ad azienda specializzata. A seguito della sopra detta valutazione, chiede di climatizzare adeguatamente tutti i Nidi, sia a gestione diretta che a gestione indiretta, non limitandosi alle sole stanze del sonno o comunque ad una climatizzazione parziale e insufficiente. - Chiede inoltre la fornitura di zanzariere per le finestre dei Nidi in considerazione del fatto che la Regione Toscana non provvede più, per motivi ambientali, alla disinfestazione ed in considerazione che è comunque richiesta la circolazione e il ricambio dell’aria nelle strutture, nonché l’installazione di tende ombreggianti per esterni. Se tutto quanto sopra non fosse realizzabile, l’assemblea chiede di slittare l’apertura sperimentale di luglio al prossimo anno scolastico 2025-2026.
L’assemblea chiede, inoltre, che siano fornite tutte le attrezzature mancanti
che supportano il lavoro sia frontale che non frontale delle Educatrici, ad
oggi mancanti (computer, tablet, macchine fotografiche, stampanti a colori,
fasciatoi con scalette etc.). Il personale educativo fa queste richieste poiché
è ben consapevole del caldo presente nei servizi che è già presente fin da fine
maggio e per tutto settembre. Non è una novità ed era già stato posto
all’attenzione dell’amministrazione comunale più volte nel corso degli anni.
Prolungare a luglio questa agonia è veramente troppo per degli adulti,
figuriamoci per i bambini.
Ferie e ponti
L’assemblea chiede, vista l’apertura di luglio, che dei i 6
giorni di ferie che vengono attualmente godute durante l’anno scolastico, si
possa usufruire senza limitazioni di periodo e continuità durante tutto l’anno.
Si chiede che le stesse non vengano autorizzate all’ultimo momento come quasi
sempre capita e al contempo che sia garantita la relativa sostituzione.
Valutare la chiusura delle strutture nelle giornate di “ponte”.
Incentivo
L’assemblea chiede che tutte le attività ulteriori che si svolgono
oltre la fine dal calendario scolastico/educativo, prevista per l’anno
scolastico 2024-2025 per il 30/06/2025, siano incentivate previa
contrattazione.
In assenza di interventi risolutivi (e ci chiediamo perché
spendere tanti soldi nel rifacimento di strutture senza prevedere interventi di
microclima) abbiamo deciso di andare allo stato di agitazione,
Del resto, la Giunta Conti aveva tutto il tempo per attuare gli
interventi necessari, e indispensabili; infatti, la volontà di aprire a Luglio era
riportata nel programma di mandato e quindi non si capisce perché non
abbiamo operato conseguentemente. Forse perché speravano che il sindacato, in
cambio di incentivi, dimenticasse i problemi insoluti?
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