Manifesti raccontano. Le molte vie per chiudere con la guerra
Manifesti raccontano. Le molte vie per chiudere con la
guerra
di Laura Tussi
Manifesti raccontano...
Le molte vie per chiudere con la guerra
Libro a cura di Vittorio Pallotti e Francesco Pugliese
Recensione di Laura Tussi
Prefazione di Peter Van Den Dungen, coordinatore
generale della Rete Internazionale dei Musei per la Pace e Joyce Apsel, Università di New York
I manifesti pacifisti occupano un posto speciale tra i molti strumenti
usati per la promozione di una cultura di pace e per la protesta contro i vari
aspetti di una subcultura di guerra e di violenza.
I manifesti spesso attribuiscono un volto memorabile alle questioni sociali
e politiche e possono esprimere l'essenza di un messaggio tramite immagini
forti. La gamma di metodi e movimenti che operano in modalità nonviolenta per
la pace e la giustizia sociale e solidale sono evidenziati nella qualità
artistica e creativa e nelle informazioni, mirate ad esprimere il concetto
specifico, contenuto nei manifesti. Questo libro riporta una piccola selezione
di manifesti che evidenzia alcuni dei temi e delle idee centrali delle azioni e
delle iniziative di pace in Italia e nel mondo.
Questa raccolta di manifesti per la pace è una piccola porzione del vasto e
variegato arcipelago nonviolento e pacifista ed è solo una minima parte di
tutti i manifesti che sono stati stampati.
Il libro si propone anche di fornire ispirazione a coloro che, attualmente,
nel nostro presente, e in rapporto alle prossime generazioni, si impegnano
sulla vasta gamma di metodi, esperienze e iniziative possibili per creare un
mondo di pace e attualizzare un'utopia concreta di giustizia sociale e
solidale, di gestione nonviolenta e pacifica di conflitti e contrasti,
spaziando tra vasti temi e argomenti di sempre più schiacciante attualità.
Il libro tratta di disarmo nucleare, dagli anni '50 ad oggi, tramite le
marce per la pace e l'obiezione di coscienza, fino a giungere ad una vasta
panoramica e considerazione dei diritti umani, delle difese alternative, del
divario tra nord e sud del mondo, spaziando da schede descrittive sull’ONU e le
costituzioni per la pace ad argomenti relativi all'ecologia e all'ambientalismo
ecopacifista.
Educare alla pace -anche tramite i manifesti che raccontano -significa
trasmettere concetti di mondialità, di giustizia, di solidarietà, nel rispetto
per l'altro, nell'educazione alla cooperazione e all'interdipendenza tra
popoli, genti e minoranze, alla democrazia, alla responsabilità di tutti per
tutti, alla risoluzione dialettica e nonviolenta di contrasti e conflitti.
A questo proposito, gli Autori citano nella bibliografia testi recenti e
innovativi, tra cui “Il pensiero delle differenze. Dall'intercultura
all'educazione alla pace” e “Il dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza
contro ogni razzismo” (MIMESIS 2015, saggi di Laura Tussi), maturati in
ambiti intellettuali orientati alla nonviolenza, alla risoluzione dei conflitti
e all'antifascismo, ossia al superamento di qualsiasi forma dittatoriale e
autoritaria della società.
Grande rilievo meritano i capitoli riguardanti l'educazione alla pace e
relativi all'ecologia e all’ambientalismo ecopacifista, in quanto lottare contro la guerra significa lottare per l'ambiente.
Infatti ormai si parla di biocidio e geocidio, perché è in atto una
devastante guerra contro la natura e la terra. Per questi motivi è sempre più
urgente pensare a nuovi modelli di sviluppo e stili di vita sobri e
alternativi, con uno sforzo della ragione, un innovativo pensiero capace di
interrogarsi sulla ricerca e lo studio delle potenzialità implicite e delle
alternative possibili, perché progresso è tutto ciò che va in direzione della
pace e della libertà ed è compatibile con la solidarietà, l'equilibrio
ecologico e l'armonia universale.
La riconversione ecologica dell'economia è una necessità vitale per il
pensiero ambientalista e pacifista, per una sobrietà creativa, perché dove è
degradata la natura subentra anche il degrado dell'umanità, con l'ingiustizia,
la violenza, la guerra, la morte. Il libro offre una ricca e dettagliata
panoramica sui molti aspetti della pace e dei movimenti pacifisti, tramite
saggi istruttivi e un'ampia bibliografia contenente libri e articoli in
italiano e in inglese.
Molti di questi testi sono stati scritti da Francesco Pugliese - autore del
notevole volume riccamente illustrato dal titolo "Abbasso la guerra.
Persone e movimenti per la pace dall'800 ad oggi" - e il materiale
riguardante i manifesti è stato in gran parte prodotto da Vittorio Pallotti,
realizzando così un felice risultato, il libro, nato dalla stretta
collaborazione tra due esperti in ambiti intimamente correlati.
Nella prefazione al libro, Peter Van Den Dungen, coordinatore generale
della rete internazionale dei musei per la pace e Joyce Apsel, Università di
New York, sottolineano che il 2014 è l'anno della commemorazione del centesimo
anniversario di una delle più devastanti guerre di tutti i tempi e che ha avuto
un profondo effetto nella storia umana e ha prodotto un'altra guerra
catastrofica e, successivamente, la guerra fredda, con la minaccia delle armi
di distruzione di massa e dell'apocalisse nucleare.
La chiave per un crescente movimento pacifista per il disarmo, ampiamente
illustrato dai manifesti per la pace, consiste nell'educare la società e le
persone a trasformare in senso positivo le loro vite. Questo altro obiettivo
deve realizzarsi tramite la cessazione della produzione della vendita di armi e
la trasformazione della società verso la creazione di risorse che arricchiscano
l'esistenza mediante l'educazione, i programmi sociali, la creatività, i nuovi
modelli di sviluppo ecosostenibile, improntati sulla riconversione ecologica e
sull'utilizzo delle energie rinnovabili e delle risorse che l'ambiente offre
naturalmente all'umanità, per chiudere definitivamente con il nucleare civile e
militare, per affermare, con la forza della verità, la nostra obiezione e il
dissenso alle guerre imperialiste, fomentate e manovrate dalle multinazionali,
dalle superpotenze economiche e politiche, dai mercati dell'alta finanza e dai
signori dell'atomo.
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