Draghi mette l'elmetto e l'Italia va alla guerra Il discorso di Draghi in Parlamento
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea.
E' di queste ore la notizia che presso alcuni consolati ucraini si sta procedendo al reclutamento di mercenari da inviare in zone di guerra. Dopo la militarizzazione dei nostri territori cosa altro dobbiamo aspettarci?
Veniamo invece al discorso di Draghi in Parlamento, nel frattempo l'Italia sta inviando armi all'Ucraina a conferma che la risoluzione per porre fine al conflitto è funzionale a scopi diametralmente opposti,
Negli ultimi decenni, molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più trovato spazio in Europa. Non è assolutamente vero visto che la guerra ha attraversato l'Europa fin dal 1999 con la distruzione della ex Jugoslavia sotto i bombardamenti Nato
Che l’integrazione economica e politica che avevamo perseguito con la creazione dell’Unione europea ci mettesse a riparo dalla violenza. E' proprio con l'avvento della Ue che le spese militari aumentano in ogni paese come gli interventi a fianco della Nato
L’eroica resistenza del popolo ucraino, del suo presidente Zelensky, ci mettono davanti una nuova realtà e ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili. Si tace sul ruolo della Nato e il suo espansionismo militare ed economico nei paesi europei e di dà una immagine parziale e falsata del conflitto in corso come dimostra il sostegno militare italiano al governo dell'Ucraina Siamo al vostro fianco - nel dolore che avvertiamo di fronte alla guerra, nell’attaccamento alla pace e nella determinazione comune ad aiutare l’Ucraina a difendersi. L’aggressione – premeditata e immotivata – della Russia verso un Paese vicino ci riporta indietro di oltre ottant’anni.
E la ricostruzione di Draghi è unidirezionale a dipingere la Russia come potenza di aggressione dimenticando il Donbass e la penetrazione dell'Isis nei paesi ex Urss. Nel 2014, la Russia ha annesso la Crimea con un referendum illegale, e ha incominciato a sostenere dal punto di vista finanziario e militare le forze separatiste nel Donbass.
E sull'accerchiamento della Russia da parte della Nato ecco cosa dice il Premier Draghi A fronte del rafforzamento delle misure difensive sul fianco est della NATO, il Presidente Putin ha messo in allerta le forze di deterrenza russe, incluso il dispositivo difensivo nucleare.
Ed ecco sciorinare le cifre ufficiali dell'aiuto italiano alla Ucraina che omettono la parte dei rifornimenti militari L’Italia ha già contribuito in modo considerevole all’emergenza con un finanziamento di 110 milioni di euro a favore di Kiev come sostegno al bilancio generale dello Stato.
Ecco altre parti significative dell'intervento di Draghi in Parlamento.....Mi riferisco al passaggio dell’unità attualmente schierata in Lettonia, alla quale l’Italia contribuisce con 239 unità. Per quanto riguarda le forze navali, sono già in navigazione sotto il comando NATO. Le nostre forze aeree schierate in Romania saranno raddoppiate in modo da garantire copertura continuativa, assieme agli alleati. Sono in stato di pre-allerta ulteriori forze già offerte dai singoli Paesi Membri all’Alleanza: l’Italia è pronta con un primo gruppo di 1.400 militari e un secondo di 2.000 unità. L’Italia ha risposto all’appello del Presidente Zelensky che aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall’aggressione russa.
E non mancano i riferimenti alle manovre economiche e finanziarieSul piano finanziario le misure restrittive adottate impediranno alla Banca centrale russa di utilizzare le sue riserve internazionali per ridurre l’impatto delle nostre misure restrittive. In ambito UE si sta lavorando a misure volte alla rimozione dal sistema SWIFT di alcune banche russe. Questo pacchetto ha inflitto già costi molto elevati a Mosca. Nella sola giornata di lunedì, il rublo ha perso circa il 30% del suo valore rispetto al dollaro. La Borsa di Mosca si è chiusa ieri ed è rimasta chiusa e la Banca centrale russa ha più che raddoppiato i tassi di interesse, passati dal 9,5% al 20%, per provare a limitare il rischio di fughe di capitali. Stiamo approvando forti misure restrittive anche nei confronti della Bielorussia, visto il suo crescente coinvolgimento nel conflitto.
E si ribadisce la piena disponibilità del Governo Italiano alle future missioni di guerra....L’Italia è pronta a ulteriori misure restrittive, ove fossero necessarie.
La guerra diventa strumento per la svolta energetica e per imporre tagli ai consumi Se necessario, sarà opportuno adottare una maggiore flessibilità sui consumi di gas, in particolare nel settore industriale e quello termoelettrico. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è un obiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell’immediato.....Per questo, dobbiamo prima di tutto puntare su un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili – come facciamo nell’ambito del programma “Next Generation EU”..... Dobbiamo anche investire sullo sviluppo del biometano. Ma il gas rimane un utile mezzo per affrontare la transizione. Dobbiamo ragionare su un aumento della nostra capacità di rigassificazione e su un possibile raddoppio della capacità del gasdotto TAP.
Nasce la Nato della Ue con aumento delle spese militari..... In particolare, è necessario procedere spediti sul cammino della difesa comune, per acquisire una vera autonomia strategica, che sia complementare all’Alleanza Atlantica. La minaccia portata oggi dalla Russia è una spinta a investire nella difesa più di quanto abbiamo mai fatto finora.
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