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Non servono managers per la Pubblica amministrazione

 Si va facendo strada una nuova, si fa per dire, figura nella Pubblica amministrazione: il manager. Dopo gli anni nei quali i dirigenti assunti a tempo determinato erano pensati sul modello dei manager privati, quelli superpagati e scelti secondo una logica di impresa che con gli interessi pubblici ha poco a che vedere, con la scusa dei nuovi profili professionali da assumere a tempo determinato per il Pnrr , si va facendo strada l'idea che per il rilancio del settore pubblico abbiamo bisogno di figure apicali e manageriali. E in questa ottica vorranno stravolgere, o rivedere a seconda dei punti di pista, l'ordinamento dei profili professionali nella Pa fermo da oltre 20 anni. Per il Ministro Brunetta mancano esperti nel controllo di gestione, project management, esperti nell' analisi dei processi,  tecnici per la digitalizzazione e l' innovazione, in realtà mancano infermieri, medici, oss, tecnici amministrativi, ispettori alla sicurezza, educatrici per nidi e materne,

Entrate ed uscite dalla Pubblica amministrazione: i conti non tornano

Stando ai dati ufficiali, con i prossimi concorsi pubblici arriveranno nella Pubblica amministrazione nuove 119mila assunzioni a tempo indeterminato, numeri rilevanti se pensiamo a quanto avvenuto negli ultimi 20\30 anni. Ma da qui a ipotizzare un'inversione di tendenza rispetto alla erosione degli organici corre grande differenza, infatti nel 2020 siamo arrivati al minimo storico di 3,21 milioni di dipendenti che corrispondono al 5,6% dei residenti,  assai meno dei lavoratori pubblici in Germania (5,9%) e Francia (8,4%). Se invece guardiamo alla forza lavoro pubblica in rapporto agli occupati complessivi i In Italia i pubblici sono pari al 13,4%, mentre in Francia raggiungono 19,6% Il Ministro Brunetta punta sui nuovi concorsi e sulla semplificazione e  su un pacchetto ri riforme i cui esiti potrebbero essere invece tutt'altro che positivi se piegheranno la Pa alle istanze delle imprese. Al vaglio del Governo intanto la nuova legge delega sull’anticorruzione con decreti attu

Fuori i numeri: la Pa senza formazione e personale

La Pubblica amministrazione italiana al 1° gennaio 2021 contava 3,2 milioni di dipendenti, siamo ormai al livello piu' basso negli ultimi decenni con la perdita in 15 anni di circa 500 mila posti di lavoro. Siamo 31mila in meno rispetto al 2020 La responsabilità della continua erosione degli organici nella Pa è da attribuire ai 9 anni di blocco della contrattazione e delle assunzioni, alla mancata stabilizzazione dei precari, alla crisi pandemica che ha allungato i tempi delle procedure concorsuali.     La Pa italiana si conferma la piu' vecchia dei paesi Ue con una età media attorno ai 55 anni di età e con percorsi formativi del tutto insufficienti soprattutto in alcuni comparti.    La assenza di personale in molti servizi non puo' essere occultata, quando si parla di investimenti nella Pa dovremmo partire dai dati oggettivi come quello che prevede una media di 1,2 giorni di formazione a dipendente, una percentuale del tutto irrisoria rispetto agli altri paesi Ue. 

Rassegna stampa sull'omicio di Adil...e non solo

  Rassegna stampa sull'omicidio dei lavoratori Morti sul lavoro, presidio davanti alla sede degli industrali a Milano: "Leggi sulla sicurezza non applicate" - la Repubblica Lavoro: protesta a Milano, strage dovuta anche a Jobs Act - Lombardia - ANSA.it https://youtu.be/rG_noxSdkHs [COMUNICATO] Non è stato un incidente. Adil è stato ammazzato in nome del profitti - "TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI" (sicobas.org)

Assassinato il coordinatore SI Cobas di Novara, Adil Belakdim

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 riceviamo e pubblichiamo

Adil Belakhdim, operaio e sindacalista del Si Cobas Intervista ad un delegato del sindacato di base Cub di Pisa

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  Intervista a Federico Giusti della CUB (Confederazione unitaria di base) link all'intervista

L’impero americano d’Occidente schiera le truppe per la battaglia

L’impero americano d’Occidente schiera le truppe per la battaglia     Manlio Dinucci Si è svolto ieri, al quartier generale di Bruxelles, il Summit Nato: il Consiglio Nord Atlantico al massimo livello dei capi di stato e di governo. Esso è stato presieduto formalmente dal segretario generale Jens Stoltenberg, di fatto dal presidente degli Stati uniti Joseph Biden, venuto in Europa per chiamare alle armi gli Alleati nel conflitto globale contro Russia e Cina. Il Summit Nato è stato preceduto e preparato da due iniziative politiche che hanno visto Biden protagonista –    la firma della Nuova Carta Atlantica e il G7 – e sarà seguito dal vertice del presidente Biden col presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, il 16 a Ginevra, il cui esito è preannunciato dal rifiuto di Biden di tenere, come di prassi, una conferenza stampa finale con Putin. La Nuova Carta Atlantica, firmata il 10 giugno a Londra dal Presidente degli Stati uniti e dal Primo ministro britannico Bo

Il programma minimo dei padroni

 Le nuove regole riguardanti il mondo del lavoro potrebbero essere piu' o meno uguali per i paesi dell'Ue, non siamo noi a dirlo ma esponenti di Confindustria. Da anni sono contestate le differenti legislazioni nei paesi Ue in materia di lavoro, legislazioni dai quali dipende il costo della manodopera e il suo utilizzo flessibile, al di là dei rappori di forza presenti nei vari paesi dentro il conflitto tra capitale e lavoro, oggi con forza viene rilanciata la idea di regole comuni. Cosa sono poi queste regole? Intanto criteri per l'utilizzo delle risorse comunitarie visto che i vari PNRR potrebbero favorire alcuni settori industriali e capitalistici a discapito di altri, indirizzare invece gli investimenti europei verso un'unica direzione resta il modo migliore per affrontare sinergicamente la crisi. Non a caso il presidente della  Confindustria  insiste nel chiedere riforme economiche, dal  patto di stabilità agli eurobond, la revisione degli ammortizzatori sociali p

CONTRO IL DECRETO SOSTEGNI BIS: LA PROTESTA DELLA SCUOLA CONTINUA

 CONTRO IL DECRETO SOSTEGNI BIS: LA PROTESTA DELLA SCUOLA CONTINUA Cobas Sardegna, Cub, Unicobas, Usb in piazza a Montecitorio e nelle principali città italiane il 21 giugno prossimo Giovanna Lo Presti Portavoce Cub Scuola La conversione in legge del Decreto sostegni bis, almeno per quanto riguarda i due articoli che toccano direttamente la scuola (58 e 59), ci ha fatto comprendere di che qualità siano i componenti del “governo dei migliori”. Somigliano da vicino a chi li ha preceduti – anzi, governo dopo governo – l'arroganza cresce proporzionalmente rispetto all'ignoranza. Nel corso della pandemia abbiamo dovuto stupirci di fronte ai banchi con le rotelle, al pasticcio inverecondo delle GPS, alle continue affermazioni che ribadivano che nelle scuole il contagio non si diffonde; adesso lo stupore continua. Ma come si fa a prendere in giro una platea di lavoratrici e lavoratori informata dei fatti, non fosse altro perché quei fatti li toccano da vicino ed incideranno sulla loro

La stretta repressiva sui lavoratori. Intervista a Federico Giusti della CUB

  La stretta repressiva sui lavoratori. Intervista a Federico Giusti della CUB   http://www.linterferenza.info/video/la-stretta-repressiva-sui-lavoratori-intervista-federico-giusti-dei-cub-comitati-unitari-base/?fbclid=IwAR0mIc0sBQMfIkaF0ZnwD2RX1_RV9IrA4gY-uYY3UoR93ROPaT0kJAPARt4