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Ad Albiano d’Ivrea un laboratorio di pace contro la cultura della guerra. “Noi Tutti Partigiani” presenta i “28 libri della pace" Democrazia, diserzione, obiezione di coscienza e nonviolenza al centro dell’incontro del 28 agosto alla Fraternità CISV del Castello. Un confronto tra studiosi, educatori e attivisti per costruire alternative alla guerra. In un tempo segnato dal ritorno della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, dalla corsa al riarmo e dall’indebolimento del diritto internazionale, cresce l’esigenza di creare luoghi di confronto capaci di alimentare una cultura della pace. È con questo obiettivo che il 28 agosto, alle ore 21, la Fraternità CISV del Castello di Albiano d’Ivrea ospiterà l’incontro “Noi Tutti Partigiani con i nostri 28 libri della pace”, inserito nel campo intergenerazionale “In direzione ostinata e contraria. Meglio nudi che in divisa”, in programma dal 26 al 30 agosto. L’iniziativa nasce dalla convinzione che la pace non possa essere soltanto un ideale da proclamare, ma debba diventare un progetto culturale e politico da costruire attraverso lo studio, la formazione e la partecipazione civile. Il titolo stesso del campo richiama la necessità di scegliere strade controcorrente in un’epoca in cui il linguaggio della forza sembra prevalere sempre più spesso su quello del dialogo. Il percorso si propone di far dialogare generazioni diverse attorno ad alcune delle parole più controverse e decisive del nostro tempo: democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione, nonviolenza e obiezione di coscienza. Temi che saranno affrontati non soltanto sul piano teorico, ma anche attraverso laboratori e momenti di confronto finalizzati a individuare percorsi concreti di impegno civile. Tra i protagonisti dell’incontro vi sarà Valentina Pazé, docente di Filosofia politica all’Università di Torino e componente del laboratorio culturale e politico Volere la Luna, che offrirà una riflessione sul rapporto tra democrazia, diritti e partecipazione in una fase storica caratterizzata da profonde tensioni internazionali. Accanto a lei interverrà Pasquale Pugliese, esponente del Movimento Nonviolento, tra i promotori della Campagna di Obiezione alla guerra e della proposta di legge popolare “Un’altra difesa è possibile”. Filosofo, educatore e studioso del pensiero di Aldo Capitini, Pugliese approfondirà il significato della nonviolenza come metodo politico e come pratica quotidiana di trasformazione dei conflitti. La serata vedrà inoltre la partecipazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, che presenteranno il progetto “Noi Tutti Partigiani con i nostri 28 libri della pace”, una raccolta di opere dedicate alla memoria della Resistenza, alla nonviolenza, ai diritti umani e all’educazione alla pace. I volumi rappresentano un itinerario culturale che attraversa esperienze storiche e riflessioni contemporanee, proponendo la lettura come strumento di formazione critica e di costruzione della cittadinanza attiva. Il riferimento alla parola “partigiani” non richiama soltanto la memoria della lotta di Liberazione, ma assume un significato più ampio e universale: essere partigiani oggi significa scegliere di stare dalla parte della dignità umana, della giustizia, della solidarietà e della difesa dei diritti fondamentali contro ogni forma di guerra, discriminazione e sopraffazione. L’iniziativa intende inoltre superare il tradizionale modello del convegno accademico. Accanto alle relazioni dei relatori, i partecipanti saranno coinvolti in momenti laboratoriali dedicati alla progettazione di iniziative comuni, nella convinzione che la riflessione culturale debba tradursi in azione collettiva. Le domande che accompagneranno il confronto sono tanto semplici quanto decisive: che cosa possiamo fare di fronte alla crescente militarizzazione della politica internazionale? Come costruire reti di solidarietà? Quali strumenti utilizzare per promuovere una cultura della pace? Come coordinare esperienze diverse per incidere realmente nella società? La scelta della Fraternità CISV del Castello come sede dell’incontro non è casuale. Da anni questo luogo rappresenta uno spazio di formazione, dialogo interculturale e impegno sociale, ospitando iniziative dedicate alla cooperazione internazionale, ai diritti umani e alla cittadinanza globale. L’appuntamento del 28 agosto si inserisce così in un percorso più ampio che intende riaffermare il valore dell’educazione come forma di resistenza civile. In un’epoca dominata dalla comunicazione immediata e dalla polarizzazione del dibattito pubblico, i “28 libri della pace” propongono un esercizio controcorrente: fermarsi a leggere, comprendere, discutere e costruire insieme strumenti culturali capaci di contrastare la normalizzazione della guerra. Perché la pace non nasce dall’improvvisazione né dalla semplice assenza di conflitti. È il risultato di un lungo lavoro educativo, di una memoria condivisa e della capacità di trasformare la conoscenza in responsabilità collettiva. Ed è proprio questa la sfida che “Noi Tutti Partigiani” rilancia da Albiano d’Ivrea: fare della cultura un atto di resistenza e della nonviolenza una concreta prospettiva di futuro.
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