LA NECESSARIA REPLICA DEI LAVORATORI DEI MUSEI ALL' ASSESSORA ALLA CULTURA
Ci troviamo nella spiacevole posizione di dover replicare riguardo alle fallaci ultime dichiarazioni dell' Ass. Ilaria Bacci, nelle quali si mette in discussione la veridicità di quanto denunciato nel nostro comunicato del 4 marzo u.s..
Non sappiamo quali siano "i dati alla mano" in possesso dell'assessora, per noi è incontrovertibile il fatto che il museo diocesano è entrato il primo aprile 2025 nella gestione dei musei civici volterrani già a copertura del primo importante taglio dato dall'orario di apertura dei musei e del Palazzo dei Priori (ridotto da 9:00/19:00 a 10:00/18:30), e dalla cancellazione dell'unica postazione di sorveglianza in Pinacoteca, dedicata al monitoraggio e alla conservazione del patrimonio.
Il museo Diocesano, la scorsa stagione era fruibile dalle ore 10:00 alle 18:30 tutti i giorni, in inverno dalle ore 10:00 alle 16:00 e adesso per la nuova stagione turistica abbiamo ricevuto un primo prospetto di orario di apertura solo per quattro giorni a settimana..
...poi nella notte tra il 4 e il 5 marzo è sorta una nuova "rimodulazione" che spalma lo stesso numero di ore su tutti i giorni della settimana dalle ore 11:00 alle ore 16:00; l'ammanco è inconfutabile.
La "riflessione" che ha portato l'amministrazione a ridurre gli orari del Diocesano per rendere la stagione più "sostenibile" arriva dopo quella che di fatto è stata più che una "prova" un timido tentativo: il sito è stato aperto senza essere inaugurato e promosso: è rimasto senza alcuna cartellonistica esterna che inviti all'entrata e non adeguatamente indicato nella mappa informativa legata al biglietto Volterra card. Inoltre non è stato divulgato il catalogo o la guida del museo, tanto meno organizzati eventi o visite guidate che mettessero in relazione il nuovo sito con il patrimonio civico già fruibile.
Le continue "ipotesi" di cambiamento di orari e strategie ricettive anche delle aree archeologiche che confondono utenza e operatori turistici, impattano tra l'altro anche gravemente sull'organizzazione della vita dei lavoratori.
Alla signora Bacci forse sfuggono anche le reali ragioni che ci hanno portato ai presidi e agli scioperi del 2023 che non riguardavano il cambiamento di orari ma contestavano l'uscita del bando atteso da anni per la gestione del servizio che non garantisce adeguata copertura economica e tutela dei lavoratori condizionata da una severa formula di gradimento che stabilisce l'allontanamento degli operatori non graditi all'amministrazione, basata su parametri non oggettivi.
Il suddetto avviso di gara fu pubblicato pochissimi giorni prima dell'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti pubblici. Per questo motivo oggi non godiamo delle dovute tutele e garanzie che avrebbero portato all'applicazione del regolare contratto di categoria Federculture indicato addirittura anche nel bando stesso.
Auspichiamo che questi chiarimenti siano sufficienti e che rappresentino la base di un nuovo e proficuo rapporto di interlocuzione che possa finalmente tornare sui tavoli istituzionali stavolta senza promesse disattese.
I lavoratori esternalizzati dei Musei di Volterra iscritti al sindacato CUB
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