Io docente con la valigia in mano

 Sono entrata nella scuola dopo i 40 anni, stanca di un lavoro nel privato che mi aveva sottratto tempo, energie e affetti. Le porte nella scuola sono state spesso girevoli  e, a quasi 20 anni dalla laurea, ho deciso di provarci.

Quattro anni di precariato, ogni anno in una scuola diversa, in  ben tre province, lunghi viaggi nella Regione fino a quando ho deciso di prendere una stanza in affitto in una isola dove sono stata chiamata per una supplenza di 5 mesi . Ho tempo. per chiedere il trasferimento vicino a casa. fino al 2 aprile ma non se sia la scelta giusta. Ad esempio, una mia collega, con figlio di 10 anni, potrebbe chiedere l'avvicinamento in deroga alla ferma dei tre anni e sarebbe per lei non un privilegio vista la situazione, io stessa avrei potuto beneficiare della opportunità di ricongiungermi con i genitori ultra settantenni ma questa norma è nel frattempo sparita. Devo pensarci bene se valga la pena, normativa permettendo, di avvicinarmi a casa con il rischio poi di non completare l'orario. 

Anche se parlano di ripristinare la opportunità di avvicinamento avendo genitori over 65, penso che una madre con figli sotto i 14 anni abbia senza dubbio maggiori diritti, in fondo i miei genitori stanno bene ancora e sono autosufficienti. La riflessione amara è che rispetto a 5 anni fa guadagno quasi la metà, pensavo di non essere sottoposta a stress e pressione ma ero invece ignara della reale esistenza degli insegnanti. Almeno nell'isola abbiamo ritmi più lenti, questo aiuta anche nell'insegnamento.

Sbattute da una città all'altra, solo 10 anni fa un insegnante a tempo indeterminato dopo un anno poteva spostarsi, 10 anni e passa fa quando il Governo Renzi ha introdotto la ferma prolungata, termine militare e quindi emblematico della scuola trasformatasi in caserma, pari a 5 anni.

Oggi ci sono deroghe rispetto ai tre anni di ferma o ma occorre avere figli sotto i 14 anni, un disabile grave in famiglia, in tutta sincerità a cospetto di queste situazioni penso di essere solo fortunata. 

La idea che mi sono fatta è quella del docente con la valigia in mano, con uno stipendio basso soprattutto se lo confronto con settori del privato e gli insegnanti di altri paesi europei, con normative contorte e un sistema di deroghe intricato che poi fa la fortuna dei sindacati e delle loro consulenze previa iscrizione. Non ho sentito una parola sul ruolo dell'insegnante, sulla necessità di liberarsi dalle mille incombenze burocratiche, io preferirei insegnare più ore senza adempiere a obblighi burocratici assurdi. 

Avessi saputo a cosa stanno riducendo la docenza forse non avrei abbandonato il lavoro di prima, chi dovrebbe difendere la scuola pubblica fa di tutto per affossarla e con la scuola affondiamo anche noi docenti.


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