CROCIATI DEL TERZO MILLENNIO
CROCIATI DEL TERZO MILLENNIO
di Rodrigo Rivas
C'è in giro un sobrio personaggio che ama presentarsi senza camicia (come "un qualsiasi descamisado peronista"). Non è un pacifico "vacanziere al Lido", ma Pete Hegseth, Ministro della Guerra di Donald Trump.
Ama essere descamisado per poter
esibire i suoi due tatuaggi.
Quello sul bicipite dice “Deus Vult” (“Dio lo vuole”). Quello sul petto è la “Croce di Gerusalemme”, un simbolo crociato adottato da numerosi movimenti neofascisti e neonazisti.
Hegseth afferma d'ispirarsi al
predicatore Douglas Wilson, fondatore della “Comunione delle Chiese Evangeliche
Riformate” nell’Idaho che, nel 2025, ha postato su X un video nel quale
afferma che le donne non devono combattere, come da precetto biblico.
"Più sobriamente", Hegseth difende la necessità di un modello di famiglia strettamente patriarcale e, probabilmente per riaffermare che lui è un vero celodurista, propone l'uso della pena capitale contro gli omosessuali.
È in abbondante e importante
compagnia:
- Mike Johson, portavoce della
Camera dei Rappresentanti, sostiene che i parlamentari dell’opposizione sono
“posseduti dal demonio".
- Russell Vought, direttore
dell’Ufficio del Bilancio, si autodefinisce come "un fanatico
persecutore dei dipendenti pubblici".
- Il senatore Lindsey Graham sostiene
che "questa in corso è una guerra di religione. Determineremo il corso del
Medio Oriente per mille anni."
- Mellifluamente, il Segretario di
Stato Marco Rubio sostiene che "la guerra è necessaria perché l’Iran «è
governato da lunatici e fanatici religiosi".
-Infine, merita una citazione
Michael Huckabee, ex telepredicatore evangelista, poi governatore dell’Arkansas
e attuale ambasciatore in Israele.
Huckabee nega l’occupazione e
persino l'esistenza di un popolo palestinese.
Dopo la sua nomina ha dichiarato che se Israele vuole prendersi l’intero Medio Oriente ne ha pieno diritto perché opererebbe in base a una promessa divina.
Con piena coerenza, gli aggressori si presentano come l’alternativa democratica, civile, moderna e liberatrice ad una teocrazia fanatica, oscurantista e fuori dal tempo, conferendo alla guerra contro l’Iran un "carattere sacro e salvifico", e cioè "una vera e propria guerra santa”.
Il loro testo di riferimento è
l’Antico Testamento, in particolare il "Libro dell’Apocalisse".
Predice lo scontro finale tra le
forze del bene e del male, tra “il popolo eletto” e "le nazioni
nemiche".
Le guerre scatenate da Washington e da Israele sono parte del disegno divino e avvicinano la “fine dei giorni” e il "giudizio universale che premierà i “giusti”.
Per non essere da meno, il telepredicatore israeliano John Hagee afferma: Bisogna portare fino in fondo l’aggressione all’Iran poiché "altrimenti Russia, Turchia, ciò che resta dell’Iran e gruppi islamici marceranno su Israele. Ma Dio schiaccerà gli avversari di Israele".
Date un'occhiata all'Armagededon.
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