A 50 anni dal Colpo in Argentina Memoria antidittatoriale, solidarietà anti negazionista
A 50 anni dal Colpo in Argentina
Memoria
antidittatoriale, solidarietà anti negazionista
di Sergio Ferrari
Traduzione a cura del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
La brutalità repressiva di Videla, Massera e Agosti non si dimentica.
Nemmeno la gioventù scomparsa e torturata. Marzo, mese della memoria e della
SOLIDARIETÀ, con la maiuscola.
In questo momento politico e a mezzo secolo dall'ultimo colpo di Stato in
Argentina, questa solidarietà si esprime oggi in due direzioni: la
rivendicazione e difesa della Memoria, della Verità e della Giustizia, e la
denuncia del progetto antisociale dell'attuale Governo Milei.
Una
Dichiarazione contundente
Elaborata congiuntamente da Nunca Más, Argentinos para la Victoria Provincia 25
(regionale svizzera), l'Associazione El Periscopio di ex prigionieri politici
di Coronda, il Giardino dei Dispersi, Latino Lab e AMIS, questa Dichiarazione
ha ottenuto, inoltre, il sostegno di personalità politiche e sociali elvetiche.
Tra di esse, senatori e deputati nazionali, così come dirigenti dei principali
sindacati. (https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=939647161901274&id=100075679970704&rdid=26KTcFjfgv4JRuWU#).
Molte delle adesioni sono state immediate, alcune, argomentate. L'ex
deputata nazionale Anne-Catherine Menetrey, per esempio, ha scritto:
"Naturalmente, firmo con piacere questa dichiarazione!" È così
importante, non solo per questa data commemorativa, ma anche a causa
dell'oscurità del futuro che ci preparano i nuovi dittatori predatori e
l'evoluzione politica del mondo, in particolare in America Latina. È spaventoso
constatare il terrore che Donald Trump propaga, che ci lascia attoniti e impotenti”.
O la dirigente del principale sindacato elvetico che ha aderito alla
Dichiarazione ringraziando infinitamente i promotori "per questo grande
impegno" militante.
A partire dal 2 marzo e fino alla fine del mese si svolgeranno una decina di
attività molto diverse a Ginevra e a Berna, come il ricamo di un patchwork per
la memoria; presentazione di libri e proiezione di film; un colloquio
universitario e una videoconferenza con il Collettivo INTERMESAS dei Luoghi
della Memoria dell'Argentina (https://jardindesdisparus.org/wp-content/uploads/2026/02/Flyer-bleu-mars-mois-de-la-memoire.pdf).
Altrettante organizzazioni convocano lo stesso 24 marzo (anniversario del colpo
di stato, ndt), nella capitale svizzera, un'attività politico-culturale
incentrata sulla situazione attuale dell'Argentina in un "continente
minacciato" (https://www.solifonds.ch/veranstaltungen).
Per la professoressa Marcella Camerano, argentina residente in Svizzera,
militante per i Diritti Umani e membro di Argentini per la Vittoria-provincia
25, questo 50° anniversario del colpo di stato del 1976, il compito principale
dall'Europa consiste nel ricordare, riattualizzare e vitalizzare la militanza
di prossimità con gli attori sociali più dinamici dell'Argentina.
“Fondamentalmente, solidarizzarsi con l'impegno di una grande parte della
società argentina per la Memoria, la Verità e la Giustizia che è stata e
continua a essere il filo conduttore di quella lotta per i diritti umani”.
Questo impegno, sottolinea Camerano, trasforma l'Argentina in un "vero
esempio internazionale del lavoro quotidiano affinché la memoria collettiva
prevalga sull'oblio e sul negazionismo". Senza dubbio, una sfida molto
speciale, precisamente “in questa fase in cui il progetto di Milei si propone,
tra gli altri obiettivi, di imporre il negazionismo come ideologia dominante e
giustificare i crimini della dittatura”. In effetti, spiega Camerano, questo
progetto “nega lo Stato di diritto, le diversità e la lotta delle donne per la
parità di genere”. D'altra parte, "Ignora il riscaldamento
planetario." Ignora le organizzazioni multilaterali internazionali e i
loro programmi consensuali, come l'Agenda 2030". Visione reazionaria,
conclude Camerano, che porta Milei "ad avere come principali riferimenti
internazionali Donald Trump e Benjamín Netanyahu, mantenendo relazioni strette,
quasi carnali, con i massimi dirigenti neofascisti d'Europa".
Solidarietà
italiana
Anche in Italia durante il mese di marzo si promuovono molteplici iniziative.
In ambiti universitari come in chiese storicamente solidali, come la Valdese, e
proiezioni del film Identità in varie città. Una testimonianza-denuncia basata
sulla vita di Daniel Santucho, il nipote numero 133 restituito alla sua
legittima famiglia nel luglio 2023 quando aveva già 46 anni.
Le attività di solidarietà sono iniziate con un Colloquio Internazionale dal 4
al 6 marzo all'Università Roma Tre, convocato da una quindicina di
organizzazioni italiane con presentazioni di una ventina di personalità
italiane e argentine. Una di esse è Enrico Calamai, che come Console d'Italia a
Buenos Aires negli anni della dittatura promosse l'asilo e protese più di 300
persone, per lo più militanti perseguitati dalle forze repressive (https://www.amnesty.it/eventi/a-50-anni-dal-golpe-argentino-nunca-mas/).
Continuare a guardare con attenzione il passato, sottolinea Enrico Calamai, "aiuta a comprendere il presente". E permette così di rafforzare la solidarietà in un momento latinoamericano molto complesso dove “gli Stati Uniti promuovono una politica suprematista sempre più violenta e arrogante verso il Venezuela, il Messico, la Colombia, Cuba e buona parte del continente” e del mondo.
Per l'ex diplomatico italiano, è molto preoccupante il nuovo impulso bellico, fondamentalmente promosso dall'Occidente in una realtà mondiale dove sembra imperare l'oblio dei "milioni di persone che morirono nelle due guerre mondiali". Con l'aggravante che oggi si dispone di "una tecnologia distruttiva scollegata da qualsiasi considerazione etica, che può aprire la strada all'abisso nucleare". Una nuova guerra mondiale, conclude Calamai, potrebbe arrivare a cancellare qualsiasi possibilità di vita umana o di vita in generale sulla Terra. "E tutto accade davanti all'indifferenza dell'opinione pubblica, simile a ciò che accadeva in Argentina di fronte al fenomeno della sparizione."
La Francia
fraterna dice "presente"
Il 4 marzo, un primo colloquio con il contributo testimoniale e riflessivo di
militanti di diversi movimenti e organizzazioni negli anni '70, seguito, giorni
dopo, da un altro con l'analisi politica dei colpi di Stato in Argentina dal
1930 in poi. Tra il 19 e il 23 si svolgeranno tre attività culturali e
commemorative: la presentazione di Un cittadino comune in epoca di dittatura,
l'ultimo libro del giornalista rioplatense Víctor Hugo Morales; l'Itinerario della
Memoria in vari luoghi parigini legati alla resistenza argentina degli anni '70
e la proiezione all'Università Parigi-Città del film Io, la sorella Alice, del
regista Alberto Marquardt. Lo stesso 24 marzo, la comunità argentina e
latinoamericana, con il supporto di vari partiti e sindacati, convocano una
manifestazione massiccia nelle vicinanze dell'Ambasciata argentina, sito
emblematico della protesta solidale in questi ultimi cinque decenni (https://www.facebook.com/ACAFasamblea/?locale=fr_FR).
Con questo programma, l'ACAF si propone, in primo luogo, di "onorare le 30
mila persone scomparse, non solo dalla prospettiva della denuncia del
terrorismo di Stato, ma anche a partire da una rivendicazione dei fatti e delle
motivazioni che portarono allora tanti giovani a impegnarsi
politicamente", come spiega in un'intervista telefonica María Laura
Stirnemann, una delle organizzatrici. Figlia di padre scomparso e madre ex
prigioniera politica, Stirnemann ha promosso con sua sorella la creazione di
HIJOS in Francia negli anni novanta ed è stata tra le promotrici della nascita
dell'ACAF nel 2016.
Se una virtù ha dimostrato il decennio di esistenza di questa Assemblea, è
stata l'unità nella diversità. Inoltre, la loro decisione di mobilitazione e
protesta contro i progetti neoliberali in Argentina, promuovendo per questo una
solida rete di sostegno nella società civile francese. “Numerosi dirigenti di
partiti progressisti e sindacalisti ci accompagnano già da molto tempo.” E
contiamo nuovamente su di loro per la manifestazione del prossimo 24 marzo”,
commenta Stiernemann. Attualmente, come sempre, aggiunge, "cerchiamo di
rompere il discorso dominante riguardo all'Argentina e di de-costruire le
menzogne che vengono raccontate". Secondo lei, “Ci sono più articoli di
stampa che rivendicano Milei di quelli che lo criticano.” È essenziale raccontare
la vera storia quotidiana della gente; denunciare il tentativo governativo di
smantellare tutta la costruzione collettiva della Memoria, Verità e Giustizia;
confrontare il negazionismo di questo governo retrogrado; smascherare la
violenza della polizia e i meccanismi attuali di repressione; confrontare la
nuova riforma del lavoro con i pesi sociali e le perdite di diritti che essa
implica.
La critica che ha alternative. La denuncia che genera consapevolezza. Le consegne
che definiscono le priorità. Come conclude la Dichiarazione svizzera: "Mai
più il Terrorismo di Stato." No al progetto economico-sociale di Milei. No
al negazionismo in qualsiasi delle sue versioni in qualsiasi parte del pianeta.
Più che mai, ora si tratta di rafforzare la solidarietà internazionale attiva
che rifiorisce, proprio in questo marzo, con la stessa primavera europea.
Sergio Ferrari
Journaliste
RP/periodista RP
Tel: (00 41)
078 859 02 44
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