Campagna internazionale di solidarietà e protezione civile per la popolazione palestinese

Campagna internazionale di solidarietà e protezione civile per la popolazione palestinese  

di Laura Tussi

  Buon vento Flotilla 🍉💚 Esprimiamo la nostra completa solidarietà alle  tante persone che si stanno imbarcando con la Global Sumud Flotilla per  portare aiuti al popolo palestinese, ormai allo stremo dopo due

Negli ultimi anni la comunità internazionale ha visto crescere forme di solidarietà attiva a sostegno della popolazione palestinese sotto occupazione militare. Una delle iniziative in corso è la Campagna internazionale Faz3a, un progetto di protezione civile nonviolenta e solidarietà internazionale promosso dal Popular Struggle Coordination Committee (PSCC) e sostenuto da numerose associazioni italiane e internazionali.

La parola “Faz3a” (فزعة, pronunciata faz’a) in arabo significa “dare forza” o “venire in aiuto”. La campagna Faz3a trae ispirazione da questa antica tradizione di solidarietà comunitaria ed è stata rilanciata nel 2024 dal PSCC in risposta alla drammatica escalation di violenze e abusi contro le comunità palestinesi in Cisgiordania perpetrati da coloni israeliani e dalle forze militari, in un contesto segnato dalla persistente occupazione militare dei territori palestinesi dal 1967.

Secondo la documentazione ufficiale, la campagna è attualmente ancora attiva: sul sito internazionale Faz3a viene definita una iniziativa in corso, con inviti rivolti a volontari internazionali interessati a partecipare direttamente sul territorio.

Dalla guerra del 1967, l’occupazione militare di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est da parte dello Stato di Israele è stata ripetutamente oggetto di condanna da parte delle Nazioni Unite. La Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (2016) afferma che gli insediamenti civili israeliani nei territori occupati non hanno validità legale e costituiscono una violazione del diritto internazionale. La Corte Internazionale di Giustizia ha inoltre dichiarato nel 2004 l’illegalità del tracciato del muro costruito oltre la linea del 1967 e, più di recente, ha ribadito l’illegalità dell’occupazione militare nel contesto dei diritti umani.

L’aggravarsi della situazione dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e la successiva escalation militare ha determinato un peggioramento delle condizioni di vita nelle aree occupate, con un aumento di aggressioni contro civili palestinesi in Cisgiordania.

La campagna Faz3a mira a costruire e rafforzare una risposta civile internazionale strutturata, nonviolenta e solidale alle violenze subite dalle comunità palestinesi. Tra gli scopi principali vi sono fornire protezione civile nonviolenta internazionale alle comunità sotto attacco, in particolare nelle zone rurali della Cisgiordania; garantire una presenza internazionale di volontari come strumento di deterrenza e testimonianza diretta delle aggressioni; sostenere il diritto delle comunità locali a rimanere nelle proprie terre e preservare mezzi di sussistenza come agricoltura e pascolo; documentare e denunciare le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, contribuendo a informare l’opinione pubblica globale.

L’obiettivo generale è contribuire alla tutela della popolazione civile palestinese, contrastare i processi di espulsione forzata e la frammentazione territoriale.

In Italia la campagna viene promossa e coordinata da AssopacePalestina, con adesioni attive di organizzazioni come Un Ponte Per, COSPE, Cultura e Libertà e Pax Christi Italia, insieme a reti associative, volontari e realtà della società civile impegnate nella difesa dei diritti umani.

La presenza di volontari italiani nel quadro della campagna ha incluso attività di presenza solidale, documentazione e reportage dalle comunità palestinesi. Nel corso del 2024 e 2025 vi hanno partecipato più di 60 volontari italiani, che hanno condiviso le loro esperienze durante eventi pubblici e iniziative di sensibilizzazione in diverse città italiane.

La campagna Faz3a invita cittadini internazionali a partecipare direttamente sul campo o a supportare le attività attraverso iniziative di solidarietà, raccolta di fondi e sensibilizzazione nelle proprie comunità. La partecipazione diretta prevede un impegno volontario di durata variabile e una formazione specifica sulle tecniche di protezione civile nonviolenta e documentazione delle violazioni.

 

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