No alla guerra, no alla dittatura: stiamo dalla parte dei popoli!

 

No alla guerra, no alla dittatura: stiamo dalla parte dei popoli!

Amiche e amici,

Oggi vediamo ancora una volta come gli Stati Uniti d’America, insieme a Israele, abbiano deciso di scatenare un attacco militare su larga scala contro la Repubblica Islamica dell’Iran, colpendo Teheran e numerose città iraniane con raid aerei, missili e bombardamenti mirati contro infrastrutture, basi militari e persino residenze politiche di vertice fino alla uccisione Ali Kamenei.

oggi siamo ancora qui per dire una cosa semplice, ma potente:

la guerra non è la soluzione. Mai.

Oggi il mondo guarda con preoccupazione a ciò che sta accadendo tra gli Stati Uniti d’America e l’Iran.

Bombardamenti, minacce, terrore . Ancora una volta il linguaggio delle armi prende il posto della diplomazia.

Ma noi non siamo qui per fare il tifo per una bandiera contro un’altra.

Noi siamo qui per dire che i popoli non sono governi.

Che le persone non sono i loro leader.

Che i civili non sono obiettivi strategici.

Condanniamo con forza ogni attacco che viola la sovranità di uno Stato e mette a rischio vite innocenti. Ogni missile lanciato è una sconfitta della politica. Ogni bomba sganciata è un fallimento del dialogo.

Ma diciamolo con la stessa chiarezza:

non siamo qui a difendere il regime iraniano.

Il regime di Teheran non è un simbolo di libertà.

È un sistema che reprime il dissenso, che limita i diritti delle donne, che imprigiona oppositori, giornalisti, studenti. È un potere che ha spesso scelto la linea dura, dentro e fuori i propri confini.

Noi non dimentichiamo le proteste represse.

Non dimentichiamo le donne che hanno lottato per la libertà.

Non dimentichiamo chi ha pagato con il carcere o con la vita per aver chiesto diritti fondamentali.

Quindi lo diciamo forte:

No alla guerra americana.

No alla repressione del regime iraniano.

Sì ai diritti dei popoli.

Perché la verità è questa: quando scoppia una guerra, i regimi si rafforzano.

Le bombe non liberano i popoli.

Le invasioni non esportano democrazia.

Le sanzioni e gli attacchi spesso stringono la morsa proprio su chi già soffre.

Guardate la storia del Medio Oriente.

Quante volte l’intervento militare è stato presentato come soluzione definitiva?

E quante volte ha generato instabilità, radicalizzazione, nuovi conflitti?

La pace non si costruisce scegliendo tra due autoritarismi.

La pace si costruisce rafforzando il diritto internazionale, il dialogo, la pressione diplomatica multilaterale.

Noi non siamo ingenui.

Sappiamo che il regime iraniano ha responsabilità regionali.

Sappiamo che la questione nucleare preoccupa la comunità internazionale.

Ma proprio per questo servono accordi, verifiche, trattati, negoziati seri — non missili.

Ogni escalation aumenta il rischio di un conflitto regionale più ampio.

Ogni risposta militare prepara una contro-risposta.

E a pagare sono sempre le persone comuni.

Noi stiamo dalla parte:

     delle donne iraniane che chiedono libertà;

     dei giovani che vogliono futuro, non guerra;

     dei civili che non vogliono vivere sotto le bombe;

     dei cittadini americani che non vogliono che le loro tasse finanzino nuovi conflitti infiniti.

La nostra posizione è chiara e coerente:

✊ Contro l’imperialismo e gli attacchi unilaterali.

✊ Contro la repressione e la dittatura.

✊ Per la diplomazia, per i diritti umani, per la pace.

Non accettiamo la falsa scelta tra guerra e silenzio.

Non accettiamo la propaganda che ci obbliga a schierarci con un governo contro un altro.

Ci schieriamo con i popoli.

E diciamolo forte:

la sicurezza globale non nasce dall’umiliazione di una nazione.

La stabilità non nasce dalla paura.

La libertà non nasce dai bombardamenti.

Serve un cessate il fuoco immediato.

Serve il coinvolgimento della comunità internazionale per ridurre la tensione, non per alimentarla.

E serve anche una pressione chiara sul regime iraniano perché rispetti i diritti fondamentali dei propri cittadini. Perché nessuna pace è completa se non include la dignità umana.

Noi non siamo contro un popolo.

Non siamo contro una cultura.

Non siamo contro una religione.

Siamo contro la guerra.

Siamo contro la repressione.

Siamo per la libertà e per la pace.

E oggi, da questa piazza, mandiamo un messaggio al mondo:

Non in nostro nome si bombarda.

Non in nostro nome si reprime.

Non in nostro nome si sacrifica il futuro dei giovani per giochi di potere.

La pace è una scelta politica.

La giustizia è una scelta politica.

Il dialogo è una scelta politica.

Facciamo in modo che sia anche la nostra scelta collettiva.

Basta guerra.

Basta dittatura.

Viva i popoli, viva la pace.

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA LIBERTÀ E DELLA DEMOCRAZIA IN IRAN / ITALIA

 

Ass.culturale donna,vita,libertà (Firenze)

Commenti