Chiudiamo le basi USA e NATO,
Chiudiamo le basi USA e NATO, fermiamo la terza guerra mondiale! Una mobilitazione necessaria dopo settantasette anni di militarizzazione
In realtà, considerando il sistema delle alleanze militari, questa espansione non ha significato soltanto sicurezza, ma anche militarizzazione dei territori, limitazioni alla sovranità nazionale e un coinvolgimento crescente dei paesi alleati in conflitti e operazioni militari internazionali. In Italia la presenza di numerose basi e installazioni strategiche continua a essere oggetto di discussione politica e mobilitazione sociale, soprattutto tra coloro che denunciano i rischi connessi alla partecipazione indiretta del paese a operazioni militari e a scenari di guerra.
Negli ultimi anni, inoltre, la crescita delle spese militari e la corsa al riarmo hanno alimentato nuove preoccupazioni. Risulta peraltro evidente il fatto che l’attuale fase storica sia caratterizzata da un aumento delle tensioni tra grandi potenze e dal moltiplicarsi di conflitti regionali che rischiano di trasformarsi in crisi sempre più ampie. In questo contesto l’esistenza di grandi alleanze militari e di un sistema globale di basi armate viene percepita da alcuni come un fattore di ulteriore instabilità.
Le mobilitazioni contro la guerra e il riarmo
In risposta a questa situazione, diverse organizzazioni sociali, associazioni pacifiste e movimenti studenteschi stanno promuovendo nei prossimi mesi iniziative e mobilitazioni contro la guerra e contro l’aumento delle spese militari. Tra queste vi sono le mobilitazioni studentesche previste per oggi, 5 marzo, che intendono opporsi ai tentativi di reintroduzione della leva obbligatoria e denunciare i processi di crescente militarizzazione delle scuole.
Altre iniziative sono previste nelle settimane successive, tra cui la mobilitazione del 14 marzo a Roma contro il governo guidato da Giorgia Meloni e per il cosiddetto “No sociale” al referendum sulla giustizia. A queste si aggiunge la mobilitazione nazionale “Together”, prevista il 28 marzo sempre a Roma e promossa dall’area Stop Rearm.
Per i promotori di queste iniziative si tratta di momenti importanti per rafforzare una rete di opposizione alla guerra e per rilanciare una campagna più ampia contro la presenza delle basi militari straniere sul territorio italiano. L’idea è quella di valorizzare ogni mobilitazione, ogni iniziativa pubblica e ogni spazio di confronto per riportare al centro del dibattito il tema della pace, del disarmo e della sovranità dei popoli.
Il 4 aprile giornata di mobilitazione
In questo quadro il 4 aprile, anniversario della nascita della NATO, viene indicato come una data simbolica per promuovere una giornata di mobilitazione contro la presenza delle basi statunitensi e dell’Alleanza Atlantica in Italia. L’obiettivo dichiarato è quello di aprire una riflessione pubblica sul ruolo del nostro paese nelle strategie militari internazionali e sulle conseguenze che questa collocazione comporta.
Secondo molte realtà pacifiste, dalle basi presenti sul territorio italiano partono aerei, navi e sistemi logistici utilizzati nelle operazioni militari dell’Alleanza Atlantica. Per questo motivo il tema della presenza militare straniera nel nostro paese viene considerato da alcuni movimenti come una questione che riguarda non solo la politica internazionale, ma anche la sovranità nazionale e la responsabilità dell’Italia nei conflitti in corso.
Da qui nasce l’invito a organizzarsi, a fare rete e a coordinare tutte le realtà che già oggi si mobilitano contro la guerra, il riarmo e la NATO. L’obiettivo è costruire un movimento sempre più ampio e unitario capace di promuovere una politica estera fondata sulla pace, sulla cooperazione tra i popoli e sul superamento della logica dei blocchi militari.
In un contesto internazionale sempre più instabile, fermare la spirale della militarizzazione e della guerra rappresenta una responsabilità collettiva. Per questo la richiesta che emerge da queste mobilitazioni è chiara: aprire una nuova stagione di impegno civile e politico per la pace, per il disarmo e per la costruzione di un ordine internazionale basato sul dialogo e sulla sicurezza condivisa.
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