Risorse per il Riarmo: dalla coesione allo sviluppo dei paesi in un 'ottica ambientale all'ammodernamento del sistema di guerra. Il carattere strategico della guerra
Il Fondo di coesione UE nasce per lo sviluppo sostenibile, ossia per investimenti legati alle energie rinnovabili, incluse le reti transeuropee legate a nuove infrastrutture, i mezzi elettrici, l' efficientamento energetico, le tecnologie di ultima generazione senza impatto ambientale.
Fondi pensati al fine di superare i divari esistenti tra i vari paesi che ormai sono destinati, in parte, alla guerra, per costruire infrastrutture a uso duale e per produrre munizioni e sistemi di arma. Un anno fa oltre 12 miliardi di euro sono stati destinati a scopi bellici, ad esempio il potenziamento della mobilità militare, per promuovere sicurezza e capacità industriale e produttiva della difesa europea.
Se nel Vecchio continente si parla con sempre maggiore enfasi di riconversione industriale a fini di guerra, non desterà scalpore l'utilizzo di risorse economiche a fini militari. La tutela dell'ambiente può attendere insomma, il riarmo invece no.
Ma in tempi difficili con le elezioni politiche imminenti in alcuni paesi Ue, la preoccupazione di attribuire troppa rilevanza al complesso industrial militare ha avuto almeno l'effetto di aprire una discussione in seno alla Ue.
La riprogrammazione dei fondi di coesione, appena conclusasi, è nata dettata dalla esigenza di salvaguardare la immagine della Ue e di mostrare che almeno parte dei fondi comunitari sono destinati allo sviluppo dei paesi, poi i fatti ci diranno se molti soldi saranno serviti a tecnologie duali.
E se tra gli obiettivi ci sono anche progetti di guerra, la parte civile doveva essere comunque valorizzata maggiormente sapendo che i paesi interessati erano soprattutto Polonia ed Italia ossia le due nazioni strategiche militarmente per il fronte nord est (in funzione anti russa) e per quello mediterraneo nel Sud Europa.
La Polonia riceve 8 miliardi, l'Italia oltre 7, a seguire, ma decisamente staccati, Spagna con 3,2 miliardi di Euro, Portogallo con 2,5 e Grecia e Germania con 2 miliardi. In percentuale l'Italia assorbe quasi il 17 per cento delle risorse complessive relative ai fondi di coesione per il periodo 2021\7. La revisione dei progetti, destinatari delle risorse vede in ogni caso primeggiare alcune voci: competitività (15,2 miliardi), difesa (11,9), alloggi (3,3 ), acqua (3,1) ed energia (1,2).
Dubitiamo fortemente che certe riprogrammazioni siano invece avvenute su base volontaria, a spingerle sono un insieme di fattori che mettono insieme fabbisogni e richieste provenienti dai territori con la promessa di investimenti ulteriori da parte di importanti multinazionali.
Il fatto grave sta nell'utilizzo di quote rilevanti dei fondi comunitari per il riarmo quando il loro utilizzo originario avrebbe dovuto essere finalizzato alla coesione tra i vari paesi raggiungendo livelli di sviluppo analoghi con ampio ricorso ad energie alternative.
Anche da questi elementi si evince il carattere strategico della guerra nei nuovi scenari economici e industriali del vecchio continente
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