No alla governance dell'ordine pubblico
Abbiamo avuto, domenica 29 Marzo, una prima dimostrazione di fermo preventivo quando un centinaio di attivisti di area anarchica, riunitisi per celebrare due loro compagni deceduti probabilmente nella preparazione di un ordigno, sono stati fermati, identificati e portati in Caserma per diverse ore applicando una delle norme emanate nell'ultimo pacchetto sicurezza.
La governance dell'ordine pubblico nasce per evitare manifestazioni, assembramenti e eventuali disordini e per questo motivo viene applicato quel fermo preventivo che nasce come forma di sospensione della democrazia e della libertà di manifestare. La stessa idea della democrazia e delle libertà di movimento esce frantumata, sminuita se non proprio vilipesa se il diritto a esprimersi collettivamente è represso sul nascere per ragioni indiscutibili di ordine pubblico.
Tutto è lecito allora per evitare disordini, dopo anni di retorica della privacy a nessuno, o quasi, viene in mente che il riconoscimento facciale con programmi ideati e gestiti da una multinazionale israeliana è qualcosa di aberrante, l'avvento del capitalismo della sorveglianza.
E i margini di manovra della critica diventano angusti, il terreno è minato dai pregiudizi securitari costruiti per rendere accettabile quanto in teoria non lo sarebbe per svariati motivi.
La sospensione del diritto, della democrazia e della libertà di movimento sono i prodotti di quella governance dell'ordine pubblico destinata a riprodurre logiche aberranti, non inclusive, supportate d ideologie reazionarie.
L' ordine securitario ed econometrico tende a considerare la libertà collettiva e l'agibilità sociale in termini assai riduttivi, da qui la costruzione di un modello sociale dentro il quale le agibilità collettive sono assai ridotte andando in collisione diretta con la stessa libertà e democrazia, accettate solo in un versione assai angusta, quella versione utile alla salvaguardia dello status quo. Non ci chiediamo se una società sorvegliata sia più sicura, non pensiamo che la sorveglianza alla fine risponda a logiche proprietarie, elitarie, di mero controllo delle proprietà e dei privilegi di pochi.
Per comprendere la involuzione delle nostre società abbiamo bisogno di capire dove si indirizzano i processi di trasformazione e disinnescare il valore taumaturgico di alcuni termini il cui uso sottintende di per sè una visione della democrazia del tutto inaccettabile. Vale per la performance, qui declinata in uno dei suoi tanti aspetti, vale per molti altri termini riconducibili alla ideologia dominante, ideologia da cui guardarsi giorno dopo giorno se i suoi intenti sono quelli di costruire continue emergenze in nome delle quali calare provvedimenti repressivi .. E riconquistare una visione alternativa alla narrazione dominante significa anche acquisire stru
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