Pagelline, progressioni di carriera e erosione del potere di acquisto: cosa possiamo fare?

  

Buongiorno,

abbiamo meditato a lungo se prendere posizione  e con quali contenuti; alla ennesima telefonata ricevuta siamo andati a rileggere i contratti decentrati per avere delle argomentazioni fondate, non nascondere la testa sotto la sabbia ed evitare di attribuire a pochi responsabilità di molti.



Lo scorso anno, il 2026, non abbiamo sottoscritto l'intesa sulle progressioni verticali in deroga e parte di noi hanno scelto di non firmare il regolamento degli incentivi. Queste scelte erano dettate da poche ragioni, prima tra tutte la certezza che i criteri non erano chiari e condivisi e per questo abbiamo preferito assumerci l'onere della mancata firma.
Nel caso del decentrato 2024, quel testo lo abbiamo sottoscritto tutti, delegati Cub inclusi, c'erano soldi aggiuntivi per il fondo della produttività, si rimettevano in movimento le progressioni orizzontali (Peo) e ci sembravano queste situazioni condivise da tutti\e. Ma nei mesi successivi abbiamo toccato con mano due aspetti critici: il primo rappresentato dai cambi profili per chi si è trovato costretto a cambiare profilo per motivi di salute e non per scelta individuale . 
Parliamo di educatrici, agenti Pm, tecnici che per motivi di salute abbiano cambiato profilo e, dopo 25 o 30 anni di anzianità di servizio per la Pubbica Amministrazione, sono stati penalizzati ed esclusi dalle progressioni. Capiamo quanto sia difficile trovare dei criteri condivisibili specie quando la Magistratura contabile decide che solo il 50 per cento degli aventi diritto possano fare le progressioni, quando la anzianità di profilo prevale su quella di servizio.

Lo stesso discorso vale per i neo assunti: ci sono colleghi in servizio da 10 o 13 anni che non hanno ancora fatto una progressione orizzontale, situazione diffusa che alla fine getta discredito sullo stesso istituto contrattuale delle Peo (oggi differenziali stipendiali), delegittima lo stesso operato sindacale, trasmette un messaggio errato alla forza lavoro che poco o nulla sa di tutti gli ostacoli frapposti alle progressioni di carriera.

In particolare nel Comune di Pisa (su un totale di 630 dipendenti) gli aventi diritto alle progressioni orizzontali 2024 sono 268 (suddivisi in 48 funzionari - ex D, 163 istruttori - ex C, 57 operatori esperti - ex B) ed hanno goduto della progressione 134 dipendenti (suddividi in 28 D, 82 C, 24 B), meno di un quarto dei dipendenti del Comune.

Dipendesse da noi gli scatti sarebbero legati alla anzianità di servizio e automatici ma chi ha sottoscritto nel tempo i contratti ha tenuto in piedi un carrozzone per avvalorare la performance e la priorità della valutazione. 

Detto questo come Sindacato di Base Cub crediamo si debba terminare questo giro di progressioni (con i medesimi criteri) ma di cambiarli appena possibile in una ottica inclusiva, facendo pesare molto di più gli anni trascorsi senza progressioni e pesando magari l'anzianità di servizio per chi ha cambiato profilo per motivi di salute. Siamo certi della ragionevolezza delle nostre proposte e di questo e di molto altro vogliamo anche discutere ai tavoli sindacali.

Si ricorda inoltre che chi volesse presentare ricorso alla determina deve farlo entro la data del 14/04/2026.

Commenti