Il silenzio attorno alla riconversione industriale a fini bellici

 

Il silenzio attorno alla riconversione industriale a fini bellici


Nell’automotive le innovazioni tecnologiche rivestono un ruolo di grande importanza ma sono importate dall’esterno: alcuni settori – come per l’appunto l’automotive, ma anche il chimico o i servizi finanziari – non vantano un tasso di innovazione molto elevato e pertanto tendono a “inglobare” nuove tecnologie nei processi produttivi soltanto quando vengano sviluppate a latere, in altri settori, e solo in un secondo tempo “trasferite”.[1] 

Da qui nasce la utilità di dirottare parte della produzione verso il settore militare con un tasso di innovazione decisamente superiore nella speranza di un effetto positivo a cascata sull’economia industriale dell’industria automobilistica civile. 

La seconda spiegazione è data dal fatto che poi l’automotive abbia molto in comune con l’industria militare, in particolare in riferimento a microchip, componentistica meccanica, sistemi digitali e manifatturieri che trovano impiego duale sia su veicoli civili che bellici o ad esempio nella produzione di cingolati, blindati sui quali sono montati motori con tante componenti civili. 

Un’ulteriore ragione, infine, sta nelle difficoltà che le industrie automobilistiche europee stanno attraversando, per causa del calo delle vendite e della produzione (sottoutilizzo della capacità industriale, che si attesta attorno al 60% della produzione potenziale nel 2023)[2] e, nello specifico, della debolezza della domanda di auto elettriche nei Paesi Ue e della concorrenza globale estera.

            In tutto ciò, come notato dalla rivista specializzata Quattroruote, «L’incremento della spesa pubblica per la difesa e l’accesso agevolato ai fondi europei fungono da catalizzatori, rendendo attrattiva la riconversione degli impianti delle aziende automobilistiche».[3] 

Nel frattempo la cittadinanza non viene informata e per questo resta del tutto ignara dei processi di riconversione, dei quali non è sempre facile far emergere il disegno di coerenza complessivo.

Spesso e volentieri le aziende in fase di riconversione non danno notizia alcuna dei processi in atto, tutto avviene in  silenzio nel nome dei principi di riservatezza e segretezza la cui violazione è perseguita con il codice penale e pene severissime



[1] Cfr. M. Draghi, The future of European competitiveness, Part B: In-depth analysis and recommendations, p. 235.

[2] Cfr. Institute for Energy Research, Many of Europe’s Car Factories Are Underutilized, 2nd October 2024.

[3] A. Ascione, Renault entra nella difesa: 600 droni al mese. E altre Case auto sono già pronte, «Quattroruote», 12 Febbraio 2026.

Commenti