CONTRO L’ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA ALLA GIUSTIZIA E ALLA COSTITUZIONE

 CONTRO L’ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA ALLA GIUSTIZIA E ALLA COSTITUZIONE

di Tiziano Tussi

Gramsci oggi – sul sito dal 20 marzo 2026

 

Ho un amico che anche di fronte a comportamenti osceni del governo è incrollabile nella sua fiducia nel governo e in Giorgia Meloni. Ce n’è più di uno, si fa per dire. Così come negli USA moltissimi hanno votato Donald Trump, anche se ora sembra un po’ appannato il suo appeal verso gli elettori USA. Il referendum di domenica e lunedì prossimi è di grande importanza. 

Al di là delle interpretazioni dei due campi politici maggioritari verso il quesito referendario, quello che risulterà, spero, sarà ancora una volta rammentare al poter politico di non sentirsi così sicuro sul suo piedistallo nel trattare i cittadini come utili idioti.  


Già nel 2006 ci aveva provato il centro destra  con la stesura di un testo in una baita in montagna tra  Andrea Pastore di FIDomenico Nania di ANRoberto Calderoli della Lega Nord e Francesco D'OnofrioUdC. Niente da fare, non passò lo stravolgimento della Costituzione, con larga maggioranza.   Renzi ci riprovò nel 2016. Stesso risultato. 

Con differenze di contrari alla richiesta più o meno simile a quell’altro di dieci anni prima. Ora, dopo dieci anni, ancora un tentativo. Siamo nel 2026 ed ancora ci vene richiesto di approvare un prospetto di cambiamento non indifferente della Costituzione, interessati sette articoli della stessa. 

Ed ancora una volta il popolo italiano deve rispondere similmente alle altre due volte. Al di là di quello che ci si potrebbe sentire verso la protervia del nostro Primo ministro, al di là dell’antipatia immediata, dell’epidermide, verso gli esponenti del suo governo, al di là della ripetizione costante di motivazioni ed atteggiamenti assolutamente ingannevoli per portare il popolo a votare a favore, dobbiamo pensare al momento significativo. Non sono elezioni qualsiasi. È un tentativo di fare passare lo smantellamento del nostro vivere strutturato sostenuto nella Costituzione. 

Perciò indipendentemente da quello che è lo specifico della proposta referendaria occorre vigilare per gli anni a venire, per noi e per chi sarà qui dopo di noi. Una eredità piena di decenza e di eticità per le nuove generazioni, anche se loro poco forse se ne accorgono, data la loro lontananza dal mondo politico. 

Ma più lontani si è e più tragedie accadono, per ora, lontano da noi, ma sempre più vicine. Il mondo è un vaso comunicante. La perdita di decenza in un luogo precipita addosso agli altri. Per questo è necessario mantenersi eticamente sempre pieni di valori collettivi per impedire, per quello che si può, un trascinamento sociale frantumante il vivere pubblico.

 

Tiziano Tussi

 

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