Sulle orme di Rodari, alla scuola della fantasia. Naturalandia del maestro Carlo Bellisai di Laura Tussi Carlo Bellisai è un maestro e soprattutto un caro amico che mi ha fatto dono di questo suo manuale didattico, ossia un libello o meglio un pamphlet per allievi e anche per insegnanti dal titolo “Naturalandia: poesie per bambini e ragazzi per l’equilibrio del pianeta e la nonviolenza”. Edito da Multimage la casa editrice che non può mai mancare quando si tratta di pace e amore e nonviolenza. Questo incantevole manuale vede la prefazione della sociologa Elena Buccoliero e le illustrazioni in chiaroscuro dell’artista Laura Mura e senza poter dimenticare l’ispirazione di fondo infusa nella mente del maestro dai suoi molteplici allievi incontrati in innumerevoli anni scolastici di onesta professione magistrale. Naturalandia presenta poesie e rime che seguono in molti casi un codice binario che accosta animali e vegetali e elementi naturali del pianeta terra. L’autore crede fermamente che gli allievi e i bambini possano apprendere in modo diverso, un modo diverso di esistere basato sul dialogo contrapposto allo scontro, la fantasia in alternativa alla forza, la cooperazione al posto della competizione. Carlo Bellisai conduce il lettore a comprendere che la realtà può cambiare se rinnoviamo il modo di pensarla. L’autore vede la nonviolenza come un archetipo primigenio e primario e spontaneo che si costruisce educando alla fantasia per immaginare alternative all’odio e alla violenza e alla guerra e soprattutto all’ecatombe nucleare, e sviluppando il pensiero critico, usando le parole come strumento di pace. Tutto questo si collega all’idea di scuola di un grande maestro, che sogna e agisce per una istituzione scolastica che non impone, ma libera e sprigiona la creatività e di conseguenza la pace. Carlo Bellisai, maestro elementare e appassionato educatore, si inserisce idealmente nel solco tracciato da Gianni Rodari, raccogliendone l’eredità pedagogica e creativa. Come Rodari, anche Bellisai concepisce la scuola non come un luogo rigido di trasmissione del sapere, ma come uno spazio vivo, dove l’immaginazione diventa strumento di crescita e libertà. Nella sua pratica didattica, il racconto, il gioco linguistico e la fantasia assumono un ruolo centrale. L’insegnamento non si limita alle regole grammaticali o alle nozioni, ma si apre alla scoperta, alla curiosità e alla partecipazione attiva degli alunni. In questo senso, il maestro non è solo colui che spiega, ma chi accompagna, stimola e costruisce insieme ai bambini un percorso di apprendimento condiviso. Seguendo l’esempio di Rodari, Bellisai valorizza l’errore come occasione creativa e il linguaggio come strumento per interpretare il mondo. Le sue lezioni diventano così laboratori di idee, dove ogni bambino può esprimersi liberamente, sviluppando senso critico e capacità di immaginare realtà diverse. In un tempo in cui la scuola rischia talvolta di diventare sempre più standardizzata, la sua figura richiama l’importanza di un’educazione umana, inclusiva e capace di mettere al centro la persona. Proprio come insegnava Rodari, educare significa anche dare voce alla fantasia, perché è lì che nasce la possibilità di cambiare il mondo. E Naturalandia è essenzialmente un’opera che si inserisce nella narrativa per ragazzi con un forte messaggio educativo e ambientale e soprattutto pacifista in un’ottica di nonviolenza. Il libro racconta un mondo immaginario, appunto Naturalandia, dove la natura è protagonista e gli uomini, animali e ambiente devono convivere in equilibrio e in cui emergono problemi legati all’inquinamento e al rispetto del pianeta. Attraverso varie storie e rime cadenzate semplici e simboliche, Bellisai affronta temi importanti come la tutela dell’ambiente e la responsabilità dell’uomo e il rispetto degli esseri viventi. Il cuore del libro è chiaro. L’essere umano deve imparare a vivere in armonia con la natura e prendersi cura di madre terra. Come nelle storie di Gianni Rodari, anche qui il messaggio passa attraverso la fantasia, i personaggi simbolici e situazioni che fanno riflettere. I temi chiave sono l’educazione ecologica, il rispetto per l’ambiente, la convivenza pacifica e l’importanza delle scelte individuali per contrastare il deterioramento di noi stessi e di madre terra e quindi della natura di cui tutti siamo figli. In breve Naturalandia è un libro pensato soprattutto per giovani lettori, e insegna che proteggere la natura significa proteggere anche noi stessi e significa soprattutto creare e costruire la pace. La Nonviolenza può essere insegnata in diverse modalità, con regole, con storie e con esempi. Ma il messaggio è universale, ossia vivere insieme in modo pacifico è possibile. Un altro mondo è possibile. E necessario.

 Sulle orme di Rodari, alla scuola della fantasia. 

Naturalandia del maestro Carlo Bellisai 

di Laura Tussi

Carlo
Bellisai è un maestro e soprattutto un caro amico che mi ha fatto dono di questo suo manuale didattico, ossia un libello o meglio un pamphlet per allievi e anche per insegnanti dal titolo “Naturalandia: poesie per bambini e ragazzi per l’equilibrio del pianeta e la nonviolenza”. Edito da Multimage la casa editrice che non può mai mancare quando si tratta di pace e amore e nonviolenza.

Questo incantevole manuale vede la prefazione della sociologa Elena Buccoliero e le illustrazioni in chiaroscuro dell’artista Laura Mura e senza poter dimenticare l’ispirazione di fondo infusa nella mente del maestro dai suoi molteplici allievi incontrati in innumerevoli anni scolastici di onesta professione magistrale.

Naturalandia presenta poesie e rime che seguono in molti casi un codice binario che accosta animali e vegetali e elementi naturali del pianeta terra.

L’autore crede fermamente che gli allievi e i bambini possano apprendere in modo diverso, un modo diverso di esistere basato sul dialogo contrapposto allo scontro, la fantasia in alternativa alla forza, la cooperazione al posto della competizione. Carlo Bellisai conduce il lettore a comprendere che la realtà può cambiare se rinnoviamo il modo di pensarla.

L’autore vede la nonviolenza come un archetipo primigenio e primario e spontaneo che si costruisce educando alla fantasia per immaginare alternative all’odio e alla violenza e alla guerra e soprattutto all’ecatombe nucleare, e sviluppando il pensiero critico, usando le parole come strumento di pace. Tutto questo si collega all’idea di scuola di un grande maestro, che sogna e agisce per una istituzione scolastica che non impone, ma libera e sprigiona la creatività e di conseguenza la pace.

Carlo Bellisai, maestro elementare e appassionato educatore, si inserisce idealmente nel solco tracciato da Gianni Rodari, raccogliendone l’eredità pedagogica e creativa. Come Rodari, anche Bellisai concepisce la scuola non come un luogo rigido di trasmissione del sapere, ma come uno spazio vivo, dove l’immaginazione diventa strumento di crescita e libertà.

Nella sua pratica didattica, il racconto, il gioco linguistico e la fantasia assumono un ruolo centrale. L’insegnamento non si limita alle regole grammaticali o alle nozioni, ma si apre alla scoperta, alla curiosità e alla partecipazione attiva degli alunni. In questo senso, il maestro non è solo colui che spiega, ma chi accompagna, stimola e costruisce insieme ai bambini un percorso di apprendimento condiviso.

Seguendo l’esempio di Rodari, Bellisai valorizza l’errore come occasione creativa e il linguaggio come strumento per interpretare il mondo. Le sue lezioni diventano così laboratori di idee, dove ogni bambino può esprimersi liberamente, sviluppando senso critico e capacità di immaginare realtà diverse.

In un tempo in cui la scuola rischia talvolta di diventare sempre più standardizzata, la sua figura richiama l’importanza di un’educazione umana, inclusiva e capace di mettere al centro la persona. Proprio come insegnava Rodari, educare significa anche dare voce alla fantasia, perché è lì che nasce la possibilità di cambiare il mondo.

E Naturalandia è essenzialmente un’opera che si inserisce nella narrativa per ragazzi con un forte messaggio educativo e ambientale e soprattutto pacifista in un’ottica di nonviolenza.

Il libro racconta un mondo immaginario, appunto Naturalandia, dove la natura è protagonista e gli uomini, animali e ambiente devono convivere in equilibrio e in cui emergono problemi legati all’inquinamento e al rispetto del pianeta.

Attraverso varie storie e rime cadenzate semplici e simboliche, Bellisai affronta temi importanti come la tutela dell’ambiente e la responsabilità dell’uomo e il rispetto degli esseri viventi.

Il cuore del libro è chiaro. L’essere umano deve imparare a vivere in armonia con la natura e prendersi cura di madre terra. Come nelle storie di Gianni Rodari, anche qui il messaggio passa attraverso la fantasia, i personaggi simbolici e situazioni che fanno riflettere.

I temi chiave sono l’educazione ecologica, il rispetto per l’ambiente, la convivenza pacifica e l’importanza delle scelte individuali per contrastare il deterioramento di noi stessi e di madre terra e quindi della natura di cui tutti siamo figli.

In breve Naturalandia è un libro pensato soprattutto per giovani lettori, e insegna che proteggere la natura significa proteggere anche noi stessi e significa soprattutto creare e costruire la pace. La Nonviolenza può essere insegnata in diverse modalità, con regole, con storie e con esempi. Ma il messaggio è universale, ossia vivere insieme in modo pacifico è possibile. Un altro mondo è possibile. E necessario. 

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