La notte di Halloween e le feste popolari di Marx
Lettera aperta al Blog
(non avremmo mai pensato di intervenire su questo argomento ma la lettera inviataci merita di essere pubblicata)
La notte di Halloween (il tuo "dolcetto o scherzetto") finisce sempre all'alba del 1° novembre, ma la fine delle feste e il ritorno alla realtà quotidiana e materiale sono la metafora perfetta per il trionfo del materialismo storico.
Mentre Halloween celebra il mondo degli spiriti, delle maschere e delle superstizioni (ciò che Marx definirebbe parte della "sovrastruttura" culturale e ideologica), il giorno dopo si torna a fare i conti con la "struttura" economica: il lavoro, la produzione, i prezzi e i rapporti di forza sociali.
Ecco come il materialismo storico "ritorna" non appena si spengono le lanterne di zucca:
* Dalle idee alla materia: Il materialismo storico smaschera l'illusione. Halloween sembra una festa di pura fantasia, ma in realtà è un enorme motore di consumi (costumi, dolci, eventi) regolato dalle leggi del mercato capitalista.
* La fine della tregua sociale: Il "dolcetto o scherzetto" è una forma rituale di redistribuzione della ricchezza (i bambini che chiedono ai proprietari di casa). Finita la festa, i rapporti di proprietà e le disuguaglianze reali tornano intatti.
* La realtà del quotidiano: Esaurita la distrazione della festa, la coscienza sociale torna a focalizzarsi sulle condizioni materiali di esistenza (il costo della vita, i mezzi di produzione, la giornata lavorativa).
In sintesi, i fantasmi e gli scheletri di plastica tornano negli scatoloni, mentre le reali forze materiali che muovono la storia rimangono al loro posto.
Se vuoi approfondire, preferisci analizzare come il capitalismo ha trasformato le feste popolari o vogliamo ripassare i concetti chiave di struttura e sovrastruttura in Marx?


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