Salvini a Pisa: una visita non gradita
Riceviamo e pubblichiamo da Redazione Pisana Lotta Continua e Casa del Popolo di Pisanello
Salvini a Pisa: una visita non gradita
La presenza di Salvini a Pisa per la campagna elettorale sarà accompagnata
da proteste. Noi rivendichiamo la legittimità di contestare il leader della
lega per innumerevoli motivi. Non ci si venga a raccontare che lediamo il
diritto democratico alla parola! Aualcuno dovrebbe ricordare ai leader della destra che seminare
campagne di odio e di razzismo è assai più pericoloso di qualche sputo, giusto
per riportare i fatti alle reali dimensioni.

Da anni esiste un flirt tra la Lega e gruppi di estrema destra, tanto che questi soggetti hanno manifestato insieme in tante occasioni, mentre i parlamentari del Carroccio hanno partecipato spesso a convegni dell’estrema destra. Lega e neo fascisti sono accomunati dalla contestazione delle forme di welfare verso gli ultimi, siano essi italiani o stranieri, e dalle campagne di odio contro l'arrivo dei migranti e richiedenti asilo nelle città. Tutto ciò mentre difendono la realtà del lavoro nero che vede i migranti e i proletari italiani schiavizzati nei campi per la raccolta di pomodori o nei magazzini della logistica.
La Lega è un partito che accusa di ladrocinio gli altri (chi non ricorda lo
slogan Roma ladrona a rappresentare un Nord onesto
in antitesi a un Meridione parassitario) ma nelle sue fila annovera
parlamentari (quai tutti ricandidati) accusati di avere gestito a fini privati
i finanziamenti pubblici. Lo scandalo che vede protagonisti i Bossi è solo la
punta di iceberg di un sistema malato e colluso con i poteri forti.
La Lega scimmiotta il Fronte nazionale in Francia, la parabola del
Carroccio ricorda quella della Francia di 20 anni fa con la debacle della sinistra (dopo l'alleanza
elettorale con il Ps di Mitterand). All’epoca interi settori operai e popolari impoveriti
dall'Europa di Maastricht passarono armi e bagagli alla destra nazionalista e
xenofoba, la destra nostalgica di Petain alleato dei nazisti nella seconda
guerra mondiale. Una parabola, quella del Fronte Nazionale, che presenta
analogie con quanto accade da tempo in Italia: non dimentichiamo del resto che
già negli anni novanta la Lega era il partito più votato dagli operai del
Nord.
Salvini dice di essere contro la riforma Fornero ma non dice una parola
sulla necessità di ripristinare il sistema di calcolo previdenziale retributivo
per restituire dignità e potere di acquisto alle nostre pensioni. Sicuramente
si accontenteranno di qualche settimana di anticipo della pensione rispetto a
quanto previsto dalla Fornero. Si vende fumo, insomma, approfittando della
esasperazione di tanti lavoratori e lavoratrici costretti a ritardare il
pensionamento di anni pur lavorando magari da 40 anni o quasi. Ha gioco facile
la Lega a presentarsi nella veste di forza politica vicina agli operai ma non
un dito ha mosso contro il lavoro gratuito a Expo (favorito dal Governatore
Maroni), non un dito contro la delocalizzazione delle aziende nell'Est europeo
decretando il licenziamento, e la miseria, per migliaia di lavoratori\trici.
Dopo le roboanti parole di inizio campagna elettorale, gli ultimi giorni vedono
la Lega ripiegare su posizioni compatibili con i padroni del Settentrione, con
i loro interessi antitetici a quelli di operai e disoccupati .
La Lega strizza l'occhio ai poteri forti, ha già smesso di parlare dell'Europa
e dell'Euro, l'opposizione alle regole di Maastricht è solo demagogia perchè
nella sostanza stanno solo inseguendo gli interessi degli imprenditori piccoli
e medi per i quali chiedono finanziamenti da Industria 4.0 (si leggano
innumerevoli articoli pubblicati da Il sole 24 ore). E poi non una parola sui
tagli allo stato sociale, contro le delocalizzazioni industriali, un partito
che prende di mira facili obiettivi come i migranti ma poi tutela gli interessi
dei poteri economici forti.
Lo stragista di Macerata viene dalla Lega ed è stato candidato nelle sue
fila, in un partito in cui i rigurgiti xenofobi e razzisti sono il pane
quotidiano. E nella storia questi rigurgiti sono solo serviti per dividere le
masse popolari utilizzandole alla occorrenza o mandandole a morire in guerra.
La storia di oggi e quella di ieri la dicono lunga!
Per questo Salvini non è persona gradita a Pisa. la sua presenza elettorale
il giorno 23 marzo sarà accompagnata da manifestazioni di protesta. Non
vogliamo dare lezioni su come scendere in piazza, siamo consapevoli anche del
fatto che eventuali incidenti possano essere presentati dalla stampa come la
sterile contrapposizione di centri sociali antidemocratici che vogliono
impedire a un partito legale la libertà di parola .
Di certo le manifestazioni del Febbraio contro la Meloni e la presenza
nelle piazza di gruppi fascisti possono subire facili campagne repressive, la
retorica dell'ordine democratico. Resta il fatto che nel nostro paese, per
decenni, hanno avuto la patente democratica forze che con la democrazia non
hanno niente a che spartire.
E' opportuno smascherare il ruolo della Lega, le sue politiche razziste e
funzionali alla salvaguardia dei poteri forti, funzionali agli interessi
industriali del Nord. Da qui vogliamo ripartire perché all'indomani della
campagna elettorale si riprenda una azione concreta per contrastare non solo
gli interessi padronali ma anche i loro terminali politici, quelli che alla
occorrenza vestono abiti populisti e demagogici ma allo stesso tempo agitano
campagne di odio verso gli ultimi, Gli ultimi, oggi rappresentati dai migranti,
ben presto potranno essere i ceti sociali meno abbienti dei quartieri popolari,
esclusi dalle politiche securitarie ed emarginati in quartieri ghetto senza
lavoro e senza servizi
Casa del popolo di Pisanello
Redazione Pisana di Lotta Continua
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