Chi manipola la informazione?

  Un gruppo di ex corrispondenti esteri ha preso posizione contro l'informazione di parte e mainstream sulla guerra, si tratta di giornalisti con decennale esperienza nei teatri di guerra, una presa di posizione importante sulla quale ogni sincero democratico dovrebbe riflettere. Per queste ragioni merita attenzione la dichiarazione di un mese fa del direttore della CIA Bill Burns secondo cui  “la Russia sta perdendo la guerra dell’informazione sull’Ucraina”.

Noi non abbiamo elementi per sostenere che la Russia si sia macchiata di crimini umanitari visto che l'analisi delle fonti e la loro verifica prima di pubblicare notie non sembrano avere diritto di cittadinanza nell'attuale giornalismo fermo restando che il ricorso alla guerra è di per sè un atto criminale. 

Abbiamo invece infinite prove sulle stragi ucraine in Donbass ma non vogliamo parlare di stragi di serie a e di serie b, aborriamo le stragi e le violazioni dei diritti umani in quanto tali.

Ma è indubbio che nella “guerra dell’informazione” gli Stati Uniti non hanno rivali, ci hanno abituato a decenni di informazioni manipolate e le smentite arrivano con anni di ritardo quando ormai i riflettori mediatici sono puntati altrove. Il possesso degli organi è di per sè uno strumento di potere, la cattiva informazione può fare piu' danni delle bombe, una menzogna ripetuta all'infinito diventa verità assoluta. E oggi sarebbe utile comprendere chi siano i proprietari dei principali organi di stampa, i loro interessi economici per avere almeno il beneficio del dubbio.

Da decenni viene combattuta una guerra ibrida  e la guerra dell’informazione è parte essenziale di questi dispositivi. Parlare di un occidente assediato e minacciato da Russia e Cina è fuorviante, basterebbe guardare ai paesi Nato e alla collocazione delle basi militari, parlare di un Oriente assetato di sangue e di guerra è la solita falsificazione della verità perchè le guerre sono state create per lo piu' dall'Occidente o direttamente o con il massiccio rifornimento di armi.

E questi ci sembrano dati incontrovertibili.

Una guerra alla informazione è stata lanciata da settimane, ne sono prova la chiusura delle corrispondenze dai paesi alleati della Russia salvo poi l'imbarazzo nel commentare notizie di cronaca come gli accordi tra Russia India e Pakistan a conferma che nel mondo Putin non è cosi' isolato come si vorrebbe far credere. 

Disinformazione e inganno  sono parte integrante delle guerre come il risorgere di luoghi comuni e vecchie ideologie tanto che da anni la Cia parla della strategicità della comunicazione per acquisire alture psico culturali oltre  a quelle geografiche. 

Stanno di fatto riscrivendo la storia e per farlo necessitano di alimentare non solo parziali, o del tutto false, informazioni ma costruire un immaginario collettivo ad uso e consumo della Nato, della Bussola europea, degli Usa.

Gli Stati Uniti  attraverso le loro multinazionali controllano  i principali canali informativi e social da Google a Facebook,  da YouTube a Twitter,  riscrivono la pagine perfino di Wikipedia…

La “guerra dell’informazione sull’Ucraina” è iniziata da decenni e ancor prima del 2014, sono state spese a tale scopo cifre colossali che superano il Pil di intere aree del globo.. 

Cosi' facendo si sta trasformando oggi la Russia e domani la Cina nel male assoluto , il capro espiatorio di tutti i mali del mondo e da qui nasce la odierna informazione di massa.


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