CUB PISA A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTTILLA

 

In queste ore numerose barche sono in viaggio verso la Palestina, il Governo israeliano ha già dichiarato che tratterà i membri della Flottiglia alla stregua dei terroristi e vista la immane strage in corso c'è da esserne certi. . Ma chi sono i terroristi? I membri della Freedom Flottilla o i governanti di Israele?

Dopo anni e dopo oltre 60 mila morti civili anche sindacati fino ad oggi silenti si stanno attivando non senza parole d’ordine equivoche e contraddittorie, ad esempio l’esaltazione della Freedom Flottilla come modello di azione non violenta. Forse davanti a un genocidio la sola risposta è la non violenza o invocare il rispetto del diritto internazionale ormai trasformatosi in mera impunità per gli autori di immane stragi? E forse qualche domanda dovremmo porcela sui continui attacchi sferrati al rapporto all'Onu sulle complicità di Governi e aziende pubbliche e private con il Genocidio del Popolo palestinese 

Urge riconoscere il diritto all’ Autodeterminazione del popolo palestinese e per farlo bisogna cambiare prospettiva acquisendo un punto di vista antitetico a quello del sionismo, inclusi gli intellettuali democratici sionisti dal volto umano.

 Ai palestinesi non viene riconosciuto il diritto ad esistere e a resistere, a rivendicare la loro autodeterminazione o ad esprimere una cultura che non sia legittimata dai media occidentali.

Ci ricordiamo ancora quando le elezioni democratiche a Gaza videro la sconfitta dell’ANP e per questo non vennero riconosciute valide, la democrazia parlamentare va bene solo quando a vincere sono le coalizioni amiche dell’Occidente, prone alla tutela di interessi antitetici a quelli di un popolo a cui oggi negano perfino il diritto all’esistenza.

Ci sono innumerevoli responsabilità rispetto al genocidio del popolo palestinese, i silenzi degli intellettuali e del mondo della conoscenza per noi sono particolarmente pesanti, ricordiamo l’opera di sistematica falsificazione della realtà come quando si negava l’apporto della Resistenza palestinese, e quindi anche di Hamas, per contrastare la infiltrazione di Al Qaida e Isis nei campi profughi palestinesi.

La storia viene scritta dai vincitori e nel caso Palestinese è più che mai evidente tanto da creare una cortina di menzogne per non arrivare al cuore della realtà, ad esempio equiparando antisionismo e antisemitismo, trasformando inermi civili in terroristi pronti ad ogni nefanda azione

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Centinaia di attivisti fanno parte della Global Sumud Flotilla, mossi da molteplici cause, tutti insieme convinti che la società civile debba oggi assumersi l’onere di rompere l’assedio imposto da Israele che uccide non solo i palestinesi con le bombe guidate dalla intelligenza artificiale ma con la fame, la denutrizione, le mancate cure. E’ in atto un genocidio e anche i lavoratori e le lavoratrici italiani non possono rimane fermi, passivi e distaccati spettatori. Per questa ragione scenderemo in piazza come CUB a fianco degli attivisti e delle realtà solidali con la Freedom Flottilla, facciamo sentire la nostra voce contro il genocidio, contro la deportazione, la pulizia etnica.

 

 

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