I droni e la Serbia

 

La leggiamo in questi termini: pressioni, manifestazioni di piazza contro il Governo, una rivoluzione colorata alle porte e poi, improvvisamente, tutto tace. Parliamo della Serbia, un paese bombardato e semi distrutto da una guerra Nato e Onu nel 1999, subito trasformato in distretto industriale per le manifatture occidentali



Oggi la Serbia diventerà sede di industrie e laboratori per droni, sta nascendo infatti un polo industriale dedicato ai velivoli senza pilota. La data prevista per l'apertura? Al più tardi nella tarda  primavera 2026

Ne parla anche il portale  Analisi Difesa

Questo progetto ambizioso verrà realizzato in collaborazione con «uno dei nostri principali partner stranieri» e si inserisce in una strategia militare che punta a schierare circa 80.000 droni kamikaze entro i prossimi due anni.

L’impegno della Serbia nello sviluppo di tecnologie autonome non è un fenomeno recente, come confermato dalle attività dell’Istituto tecnico militare (VTI) del Ministero della Difesa. Sotto la guida di Miodrag Milenković-Babić, le industrie nazionali hanno accelerato infatti la creazione di sistemi da attacco e ricognizione già integrati nelle locali Forze Armate. Tra le innovazioni nazionali spicca la famiglia di droni FPV denominata “Komarac” (nelle foto sopra e sotto) che include versioni avanzate dotate di cavi in fibra ottica o armate con testate specifiche e lanciarazzi RPG M-80 “Zolya”.

https://www.analisidifesa.it/2026/01/un-polo-industriale-per-la-produzione-di-droni-in-serbia/


Non parliamo solo di produzione interna ma della acquisizione di droni tattici “Hermes-900” e sistemi multicalibro “PULS” di fabbricazione israeliana.

La Serbia si avvarrà della collaborazione israeliana? O \e di quella Cinese con l’adozione di un drone da ricognizione che monta tecnologia di ultima generazione proveniente dalla Cina?

 

 

 

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