La lotta del Governo contro i poveri

Cancellato di imperio il Reddito di cittadinanza adducendo la motivazione che i disoccupati non accoglievano offerte di lavoro, ridicolizzato e bypassato il salario minimo , queste tra le prime decisioni del Governo Meloni



Dovevano ampliare il welfare? Lo hanno ridotto optando per i bonus al posto dei servizi che costano di più e necessitano di assunzioni, di spese consolidate e ripetute nel tempo ma che sono poi difficilmente cancellabili (al contrario di un mero sussidio)

Storicamente ricordiamo che nei primi 17 anni del Regime Fascista i salari rimasero  praticamente fermi mentre invece aumentavano esponenzialmente le ricchezze degli industriali, degli agrari, di quanti avevano beneficiato della soppressione, anche fisica, di sindacalisti e oppositori politici.
 
Perfino la natura statalista delle destre si scontra con la realtà, smentita da scelte operate in ambito fiscale tra detassazioni e mancati interventi sociali, alla fine è stata penalizzata la parte più povera del paese, i salari sono stati mortificati dalla erosione del potere di acquisto, i contratti nazionali siglati a un terzo della inflazione.
 
Il Governo Meloni, al pari degli Esecutivi precedenti, ha rinunciato ai proventi di parte delle tasse per restituire alle buste paga un po' di ossigeno anche se, fin da ora, mancano le risorse al welfare attraverso la detassazione e i tagli al cuneo fiscale per altro richiesti dal Sindacato.

Ma alla lunga la coperta è corta, se i soldi pubblici li regali alle imprese mascherando la loro reiterata volontà di non aumentare i salari, quei soldi mancheranno al Welfare e alla fine si favorirà il privato. 
 
Non solo i salari hanno perso potere di acquisto ma la cancellazione del Reddito di cittadinanza con la sua sostituzione attraverso l’assegno di inclusione penalizza fortemente i ceti meno abbienti, ridicolizza la povertà e trasforma i poveri in macchiette di nulla facenti

 
Il governo Meloni ha approvato la decontribuzione per i redditi fino a 35 mila euro per poi virare verso il taglio del cuneo fiscale fino a 40 mila. Sono queste misure sufficienti a recuperare potere di acquisto? Dati alla mano  diremmo di no senza per altro considerare l'indebolimento progressivo del welfare che ricordiamo è un bene comune e soprattutto per le classi sociali meno abbienti.
 
E rispetto al RdC sono dimezzate le risorse, i salari perdono centinaia di euro e i ceti meno abbienti beneficiano di meno aiuti pubblici.

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