La profezia che si avvera
È il rumore della storia che si ripete.
Cambiano i nomi, cambiano le bandiere, cambiano i nemici,
cambia financo la nostra politica… ma la logica resta immutata: la guerra non è
un fallimento del sistema, è il suo prodotto più riuscito.
E mentre i popoli bruciano, qualcuno contabilizza.
Così era ieri, quando l’industria e la finanza giocavano su
più tavoli durante le guerre mondiali e così è oggi, mentre si ridefiniscono
equilibri energetici e si riscrivono alleanze sotto la pressione dei conflitti.
Eppure, continuiamo a fingere sorpresa.
Un messaggio, un avvertimento mafioso.
Nella II guerra
mondiale, scrivo in Mediterraneo, stesso sangue stesso fango: «I Thissen
magnati dell’acciaio in Germania, insieme a Prescott Bush e al suocero
di questo George Herbert Walker finanziarono il partito nazista… Solo
con l’attacco giapponese a Pearl Harbour Roosevelt si determinò a sequestrare
la Union Bank che Bush, Walker e Harriman avevano usato per finanziare i
Thyssen. Intanto l’occupazione nazista della Francia era iniziata ma nessuno
sapeva che i camion tedeschi montavano motori Ford costruiti col permesso di
Henry Ford decorato con la gran croce dell’aquila, la più alta onorificenza
nazista conferita a un civile. Anche i Panzer tedeschi erano prodotti da I.G.
Farben che faceva parte di un cartello con la Standard Oil dei Rockefeller. …
Ancora la Standard Oil/I.G. Farben era la produttrice del Zyklon B il veleno
usato per “gasare” milioni di ebrei, genocidio per il quale due ebrei, scoperto
il fatto, citarono in giudizio il governo USA: Kurt Julius Goldstein e Peter
Gingold. Tutto questo passò in silenzio mentre il giornale The Times celebrava
Hitler tra gli anni Trenta e Quaranta come il genio del miracolo economico
tedesco».
Oggi… a ben vedere si potrebbe interpretare la cosiddetta proxy
war degli U.S.A. contro la Russia - ora presente anche in Mediterraneo -
come una guerra contro l’Europa! Profetiche in questo senso anche le parole di
Victoria Nuland «l’Europa si fotta», allora assistente del Segretario di Stato
USA. Sì, ci stiamo fottendo con le nostre stesse mani, mentre il principale sospettato,
«annunciato dal tintinnio degli speroni stretti sugli stivali insanguinati» avanza
prepotente, metti dazi, rapisce capi di Stato, bombarda a piacere senza aver
subito attacchi di sorta… anche per obbedire al capo di governo di Israele. Si
tratta dello stesso gringo che ha sterminato gli indiani d’America e
incatenato i neri d’Africa… anche allora alla ricerca di risorse energetiche e
tesori.
Oggi sappiamo che il sabotaggio dei gasdotti russi è opera
dell’Ucraina, lo ha riferito l’avvocato dei sabotatori arrestati, uno dei quali
consegnato alla Germania dall’Italia dopo il suo arresto. Un attacco a una
struttura strategica, civile ed energetica che ha messo in ginocchio l’economia
europea e italiana… con grande godimento di paesi come USA, Norvegia, Polonia…
e nessuno ha invocato l’art. 5 del trattato NATO. In compenso la nostra Unione
Europea studia come rispondere alla Russia nel caso questa attacchi uno dei
Paesi europei che dovesse in futuro lanciarle contro droni in nome e per conto
dell’Ucraina.
E mentre si parla di difesa dei “valori”, si accettano costi
economici e sociali che erodono le fondamenta stesse di quei valori.
Così la verità dei fatti è protetta. Coperta… distorta.
E noi, spettatori informati, diventiamo comparse
consapevoli.
Questa è la differenza rispetto al passato.
Oggi sappiamo.
Sappiamo come si costruiscono le guerre, sappiamo a chi
servono e sappiamo chi paga il prezzo.
È una profezia in corso di avveramento.
E questa volta, quando accadrà, nessuno potrà dire: “non si
poteva immaginare”.
Perché abbiamo visto tutto e abbiamo scelto di continuare.
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