Incidenti sul lavoro? Evitare che si ripetano

 Dalla newsletter on-line “Punto Sicuro” https://www.puntosicuro.it (a cui è possibile iscriversi online gratuitamente), riporto esempi di infortunio, descritti in specifiche schede della ATS Brianza. Questo nell’ottica di analizzare gli infortuni da parte di RLS e lavoratori, per evitare che si ripetano.

Marco Spezia



 

Una fonte di rischio esplosiva si può definire definisce “Qualsiasi materiale solido combustibile, finemente suddiviso e disperso in aria sotto forma di polvere, che può provocare, se innescato, un’esplosione.

Questa caratteristica di potenziale esplosione è riscontrabile sia in sostanze classificate pericolose dalla normativa (polvere di alluminio e altri metalli, preparati farmaceutici, ecc.) sia in altre classificate “non pericolose” (farina, granaglie, latte in polvere, zucchero, polvere di Dopo aver ripreso alcuni casi storici e aver segnalato vari gravissimi incidenti avvenuti in tutto il mondo, il documento presenta alcuni casi occorsi in Italia, con particolare riferimento alla Regione Piemonte.

ESEMPI DI ESPLOSIONI NEI LUOGHI DI LAVORO E LORO CONSEGUENZE

Nella rubrica di oggi ne riprendiamo tre:

legno, ecc.)”.

-        12 giugno 1989 (5 morti) - Esplosione del Molino Alimonti di Guardiagrele (CH): intorno alle ore 16,30 esplose un silo in legno del molino Alimonti in contrada Villa Maiella a Guardiagrele. Avvertita fino a diversi chilometri di distanza, l'esplosione venne seguita da una pioggia di detriti nel raggio di centinaia di metri.

-        9 gennaio 2001 (5 morti) - Esplosione nella Pettinatura Italiana di Vigliano Biellese (BI): Intorno alle 17,50 si verificò una deflagrazione di vaste proporzioni al piano terra dello stabilimento tessile che provocò il decesso di tre persone, il ferimento di altre otto, nonché vistosi danni a una parte della struttura. L’evento iniziatore è stato attribuito ad un incendio, dovuto probabilmente ad un surriscaldamento o allo scintillio di un componente o di una giunzione della rete di illuminazione, a cui seguì una deflagrazione, che si propagò per l’apporto di altro combustibile (polverino), portando sia ad un incremento di pressione, con i conseguenti danni alle coperture dei capannoni, sia alla vistosa fiammata, vista anche all’esterno dello stabilimento.

-        16 luglio 2007 (5 morti) - Esplosione del Molino Cordero di Fossano (CN): Verso le ore 15, presso il molino era iniziata la fase di scarico della farina da una cisterna, quando ci fu una prima esplosione, a seguito della quale persero la vita cinque dipendenti che erano dentro o nelle immediate vicinanze del fabbricato. Dopo circa un quarto d’ora dalla prima esplosione, ci fu l’esplosione della cisterna, dovuta alla presenza della farina in sospensione, che causò danni fino a centinaia di metri di distanza, ma non provocò ulteriori vittime. La prima esplosione si può attribuire ad una carica elettrostatica accumulata sulla parte di tubazione di scarico in gomma flessibile, a causa del mancato collegamento equipotenziale a terra dell’automezzo.

LE ESPLOSIONI DA POLVERE: COME EVITARE LE SORGENTI DI INNESCO

Per fornire qualche spunto di prevenzione delle esplosioni riporto alcune indicazioni su come evitare le sorgenti di innesco.

I casi in esame, riportano anche varie misure per evitare le atmosfere esplosive, indicano che qualora non sia possibile impedire la formazione di un atmosfera esplosiva pericolosa, bisogna evitarne l'innesco.

E questo può essere ottenuto agendo sulla presenza di fonti di innesco e/o riducendone la probabilità.

Chiaramente per mettere in atto misure di protezione efficaci si devono conoscere i vari tipi di fonti di innesco e le loro modalità di azione.

Ad esempio, se le superfici calde possono venire a contatto con atmosfere esplosive, si dovrebbe garantire un determinato margine di sicurezza tra la temperatura massima raggiungibile dalla superficie e la temperatura di accensione dell'atmosfera esplosiva.

Riguardo poi alle scintille di origine meccanica si indica che la formazione di scintille provenienti da attrito o urto può essere limitata mediante la scelta di appropriate combinazioni di materiali. Con attrezzature di lavoro che hanno parti in movimento si devono evitare, in via di principio, per le postazioni dove vi siano attrito, urti o abrasioni, le combinazioni metalli leggeri e acciaio (escluso l'acciaio inossidabile).

Per il materiale elettrico possono essere installati in aree a rischio di esplosione solo apparecchi elettrici conformi ai requisiti richiesti dall’Allegato L al D.lgs. 81/08.

Se parliamo di elettricità statica, le misure di sicurezza da adottarsi contro le scariche elettrostatiche sono principalmente la messa a terra di tutte le parti conduttive dell’impianto che presenta rischi di accumulo di carica. Una resistenza verso terra minore di 1 MΩ è adeguata alla dissipazione dell’energia statica.

Queste altre misure atte ad evitare le cariche elettrostatiche:

-         indossare sempre calzature adatte su pavimenti con una resistenza elettrica totale della persona contro il terreno di non più di 108Ω;

-         evitare materiali e oggetti a bassa conducibilità elettrica;

-         diminuire le superfici non conducenti;

-         garantire la messa a terra degli automezzi di carico/scarico;

-         evitare canalizzazioni e recipienti metallici conduttori, rivestiti all'interno di un isolamento elettrico, nei processi di trasporto e di riempimento di polveri.

Commenti