Lo schifo della guerra
di Tiziano Tussi
Oramai la
guerra in Israele attorno a Gaza, ma anche nei territori palestinesi, ha
raggiunto punte di schifo umano impressionante. L’ultimo in ordine di tempo, mi
pare, l’assalto ai camion che trasportano beni alimentari per la striscia e
conseguente distruzione del carico da pare di settori della destra israeliana
che inneggiano a questa distruzione.
Il supporto sociale viene loro anche da alcuni
famigliari degli ostaggi ancora in mano ad Hamas e da altre frange della
società israeliana. Perché schifo umano? Perché distruggere alimenti inviati a
chi sta morendo di fame è una cosa atroce. Dare da mangiare agli affamati è indicato
nelle scritture cristiane, dare da bere agli assetati, pure. Non si individua
il genere delle religioni di affamati ed assetati, ma si impone di dare loro soddisfazione.
Altri esempi, laici e di altro sentore: “Ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame.” E questi era un assassino (De André). Insomma,
al di là dei rimandi e dei lampi di ricordi sparsi, distruggere le vite di diseredati
attraverso la distruzione del cibo che dovrebbe salvarli è veramente orribile.
Episodi di tale tipo si sono ripetuti ultimamente.
Ognuno cerca di fare ciò che,
secondo lui, potrebbe portare alla fine di questo confronto militare. Ogni
attore sulla scena recita una parte, non risolutiva, ma intanto il tempo passa
e chissà? (Lo stesso accade anche in Ucraina, con altre condizioni di scontro).
Attori internazionali, USA ed Europa Unita; attori locali, governo di Israele e
gruppi militarizzati palestinesi. Ipotetiche vie per una risoluzione dei
problemi; uno stato, due stati, nessuno stato?
Mario Capanna, ad esempio, ha
appena pubblicato il suo timo libro sulla situazione mediorientale ed anche lui,
ed il suo coautore, Luciano Neri, sono a favore dei due stati. Edward Said,
tanti anni fa, appoggiava invece la creazione di uno stato, evidentemente
bi-confessionale o quasi. Nessuno stato palestinese invece dicono oramai molti,
specialmente dopo la bella avventura (naturalmente ironico) di Hamas il 7 di ottobre
dello scorso anno. E prima o poi anche da sinistra qualcuno dovrebbe mettere
sotto lente critica il comportamento di questi gruppi militari palestinesi, da
ultimo Hamas, per la loro dabbenaggine sociale rispetto ai poveri civili palestinesi,
dentro e fuori da Israele. Se non si deve accettare supinamente che lo schifo
continui per l’infinito tempo a venire e se si pensa di provare ad immaginarsi
una soluzione alla situazione che pare un cul-de-sac occorre non avere
remore di dire qualcosa di radicale.
Ma temo che non vi saranno altre
possibilità di quest’ultima infinita tragedia, condizione che si protrarrà
all’inverosimile, con lo schifo attuale accanto a sé. E sempre più saranno
superati altri limiti, che parevano invero invalicabili, così come Hamas ha
fatto. Sempre più vi saranno nuove forme di scontro militare che passa attraverso
distruzioni di vite civili, tanto non importa, nell’immediato, a nessun attore
sulla scena, la morte di questo o quello, di migliaia di civili, e per
converso, di migliaia di israeliani-ebrei. Con conseguente allargamento ed intralcio
di discorsi che nulla possono risolvere: antisemitismo, antisionismo, liberazione
dei popoli, squilibrio delle forze, rapporti internazionali, previsione di
guadagni per ricostruzioni varie, rapporti politici interni ed internazionali.
Ogni considerazione su queste ed altri scenari e situazioni raggiungono solo il
risultato di intorbidire ancora di più le acque della razionalità umana, che è
stata, che è, totalmente schiacciata dal turbinio di interessi immediati, e
contrastanti, che vengono perseguiti. Quindi per fortuna non essere nati in quei
luoghi, finché possiamo dirlo e finché possiamo starne fuori. Ma anche questo
tanto sicuro non è ed allora via per un altro giro di giostra sulla pelle, per
ora, di chi vive lontano da noi, dal nostro Occidente, pieno di pace.
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