Il codice Ipca erode il potere di acquisto dei salari: cambiamolo

 Gianna difendeva il suo salario della inflazione....e Noi?

 
Chi tutela i salari e le pensioni dalla erosione del potere di acquisto? E' la prima domanda da rivolgere ai lavoratori, alle lavoratrici nel corso di incontri ed assemblee. 


Aggiungeremmo poi un secondo quesito: perchè il potere contrattuale è andato restringendosi nel corso del tempo? Le nostre paga, detto brutalmente, vanno di pari passo con il reale costo della vita e senza contrattare materie rilevanti ha ancora senso il sindacato specie se al conflitto privilegia pratiche deleterie come concertazione e cogestione?
 
I nostri salari, al cospetto di quelli dei paesi Ue, continuano ad essere tra i più bassi specialmente per alcune professioni, ad esempio un insegnante, un infermiere o un medico, un tecnico specializzato in Italia guadagnano meno di quanto percepirebbero in altri paesi dell'Unione Europea. E sempre i dati comunitari dicono che per quasi 30 anni i salari italiani sono rimasti sostanzialmente fermi mentre in altri paesi Ue crescevano 
Se la contrattazione collettiva non ha recuperato il potere d’acquisto (è avvenuto l'esatto contrario), quella decentrata a sua volta segue a ruota la discesa agli inferi delle dinamiche salariali basandosi  su sgravi fiscali, sulla detassazione dei premi per applicare infine istituti contrattuali divisivi e economicamente modesti.
 
L’aumento del greggio e del gas non vengono contemplati nel calcolo del costo della vita, sia sufficiente questo dato per dimostrare che la erosione del potere di acquisto salariali è iniziata da quando hanno applicato questo sfavorevole sistema di calcolo del costo della vita (il codice Ipca) e  puntualmente, ad ogni rinnovo contrattuale, accumuliamo perdite effettive del potere di acquisto. Nell'arco di un quarto di secolo sommandosi le varie perdite siamo arrivati alla mortificazione dei salari. 
Un discorso a parte meriterebbe l'assegno previdenziale il cui recupero del costo della vita resta comunque insufficiente.
 
Il codice Ipca diventa quindi uno dei grandi temi rimossi dal sindacato se stessa Cgil continua a vantarsi di quelle controriforme che poi sono  causa della nostra sconfitta, della perdita di potere di acquisto e di contrattazione.
 
In una assemblea sindacale ci chiedevano se nell’anno in corso i minimi tabellari siano tornati ai livelli antecedenti alla pandemia recuperando parte del potere di acquisto smarrito anche per la crescita dei generi elettrici, la nostra risposta è stata negativa, nessun recupero effettivo con alcuni contratti nazionali che escono ancora più deboli dalle ultime contrattazioni.
La obiezione alle critiche rivolte al codice Ipca sono poi sempre le stesse: ogni responsabilità è data dai ritardi con i quali si rinnovano i contratti, se prendiamo i CCNL della PA siglati in estate, averli sottoscritti puntualmente non ha fermato l'erosione del potere di acquisto. Altro escamotage per nascondere la realtà è dato dalla sostituzione una tantum della indennità di vacanza contrattuale (una miseria) con gli arretrati per parte della durata del contratto ma anche in questo caso, permanendo il codice Ipca il risultato non manca e i nostri salari continuano ad essere fermi
 

Commenti