Il nostro Onore

 Il nostro Onore

 Patrizio Andreoli

Partito Comunista Italiano/Comitato Centrale



Sulla piattaforma telematica “Congedati Folgore/Giornale quotidiano non secondo a nessuno”, sotto il titolo “Accadde oggi, 9 settembre 1943”, viene pubblicato un breve articolo che esalta il comportamento del 185° battaglione paracadutisti che all’epoca, al comando del Cap. Sala “[…] defeziona e segue i Tedeschi (scritto propriocon la “T” maiuscola!) verso la Basilicata. Il Comandante Capitano Edoardo Sala lascerà al Comandante del Reggimento un biglietto per informarlo della sua scelta che si chiude con le parole “Per l’Onore d’Italia!”, frase che diverrà il motto dei Paracadutisti della Repubblica Sociale Italiana [ … ]” Peccato che in quelle stesse date, anzi sin dallo stesso 8 settembre, vi siano stati altri paracadutisti che fecero parte della Divisione “Nembo” e del successivo Gruppo di Combattimento “Folgore” schierati col Regno del Sud e gli Alleati contro i nazifascisti.

Reparti che inserendosi nel Corpo Italiano di Liberazione (CIL) ricostituirono le aviotruppe combattendo duramente sotto il comando del Generale Giorgio Morigi lungo il crinale adriatico (battaglia di Filottrano e non solo), sino alla liberazione di Bologna. Ma di questo nulla si dice, né vi è traccia sul “quotidiano non secondo a nessuno”. Allineandosi allo spirito dei tempi e all’onda nera che cresce in maniera sempre più preoccupante nel Paese, si preferisce sottolineare ben altre scelte sul piano dei valori espressi e degli episodi militari ricordati.

Lasciate che si ricordi a nostra volta ai paracadutisti -quelli in congedo e quelli ancora in servizio- che oggi sulla casacca non portano più il gladio d’argento repubblichino, ma le stellette della Repubblica nata dalla lotta Antifascista e dalla Lotta di Liberazione Nazionale contro l’occupante tedesco e i traditori fascisti. Quella Repubblica e quella Costituzione (offesa e costantemente insidiata) su cui -a proposito di onore- hanno giurato fedeltà. 

Quella è la nostra Patria. Lì, sta l’onore d’Italia riscattato col sangue di oltre sessantamila partigiani uccisi, feriti, mutilati; col sacrificio dei militari trucidati a Cefalonia, con il “no” alla Repubblica Sociale (e alla promessa di implicita immediata liberazione) espresso tra miseria, fame e deportazione dagli oltre seicentomila soldati italiani internati nei lager nazisti; con le staffette trucidate, coi torturati, con il girotondo interrotto dei bambini di Sant’Anna di Stazzema, i morti di Marzabotto, i morti inermi sulle aie, le migliaia di civili, di italiani, fucilati per crudeltà e volontà di sterminio. 

Il nostro Onore, l’unico che senza rischio di retorica siamo in grado di scrivere con la maiuscola, si chiama Resistenza!

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