Dinamiche salariali perdenti

 Più o meno tutti i contratti, a causa del codice Ipca, hanno perso potere di acquisto nel corso degli anni e questa erosione è iniziata sul finire degli anni ottanta in concomitanza con i primi processi di privatizzazione.


Se poi misuriamo il potere di acquisto includendo il welfare aziendale e i premi di produttività si rischia di portare il ragionamento sui salari in un terreno paludoso dimentica gli scatti di carriera, ad esempio nella Pubblica amministrazione, in certe situazioni sono a beneficio di minoranze e in altri casi avvengono poche volte nell'arco di una intera vita lavorativa.

Guardare allora alle cifre effettivamente percepite potrebbe essere funzionale a impedire un ragionamento serio sui salari, sulla erosione del potere di acquisto, sul costo della vita che va a velocità decisamente maggiori delle dinamiche contrattuali.

In fondo la discussione in corso è banale e si cerca di far passare un ragionamento pericoloso in base al quale i salari degli italiani andrebbero calcolati in maniera diversa, giusto ad occultare un fatto ossia che mentre noi perdevamo potere di acquisto, per circa 30 anni, in altre parti della Ue i salari andavano in direzione opposta.

Poi ci sono differenze tra i vari comparti, basterebbe ricordare che un comparto come quello della vigilanza ha ancora paghe orarie decisamente inferiori alla media europea, ricordare che un insegnante o un sanitario italiano percepiscono anche il 30 per cento meno di un collega di altro paese europeo.  Le differenze poi tra nuovi e vecchi assunti sono andate crescendo nel tempo.

Abbiamo letto commenti sulla mancata sospensione degli aumenti contrattuali nel periodo pandemico, a detta di questi signori, si fa per dire, avere coperto gli anni della pandemia con rinnovi dei contratti nazionali sarebbe stato sbagliato. Ci chiediamo se questo discorso non sveli in realtà l'arcano ossia che vorrebbero dei salari come variabile dipendente dai profitti, destinati a crescere solo quando i ricavi padronali aumentano vistosamente.  

Durante lo shock inflazionistico, le retribuzioni reali aumentano assai meno nei servizi rispetto alla manifattura. 

Nota: I salari orari corrispondono alla componente “salari e stipendi” dell’Indice del Labour Cost Index. I valori reali sono ottenuti con l’indice dei prezzi al consumo (CPI).

Fonte: Oecd Employment Outlook 2026 (fig. 1.11 – panel C e fig. 1.A.7).
https://lavoce.info/archives/113745/salari-italiani-se-cambia-la-misura-il-problema-resta/

Tirando le somme del nostro discorso possiamo arrivare ad alcuni punti fermi

  • è il codice Ipca a farci perdere terreno dal reale costo della vita
  • Alcuni contratti sono stati siglati con aumenti tanto bassi da acuire la perdita economica
  • Nel calcolo del potere di acquisto vorrebbero inserire tutta una seria di voci accessorie che invece andrebbero trattate a parte perchè diseguali tra lavoratore e lavoratore. Inserendo queste voci vorrebbero dimostrare che la erosione del potere di acquisto è inferiore alle statistiche
  • I  salari non hanno tenuto testa allo shock inflazionistico e nei prossimi anni non recupereremo il potere di acquisto perduto


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