Gli Usa sferrano un pesante attacco imperialista al Venezuela e fanno prigioniero Maduro


Gli Usa sferrano un pesante attacco imperialista al Venezuela e fanno prigioniero Maduro


Nelle prime ore del 3 gennaio le forze armate statunitensi hanno attaccato il Venezuela e catturato il Presidente Maduro trasferendolo fuori del paese. Ancora le notizie in merito ai danni causati risultano alquanto frammentarie, tuttavia, l’operazione militare illegale sembra assumere i connotati della cronaca di un attacco annunciato da quando il Venezuela è diventato il nemico numero uno degli Usa, falsamente accusato di essere un crocevia per la produzione e il commercio di droga

Altri paesi, dove i cartelli della droga controllano indirettamente i Governi, sono invece alleati degli Usa e intoccabili. Addirittura, l’ex presidente Hernandez dell’Honduras condannato a 45 anni negli Usa è stato scarcerato da Trump.

La droga non è la causa degli attacchi statunitensi, Trump ha imposto il blocco totale dello spazio marittimo e aereo del Venezuela da alcuni mesi e ha mirato da anni a mettere in ginocchio l’economia venezuelana tramite pesanti sanzioni per poi accaparrarsi il petrolio con il quale il Paese riesce a garantire cibo, medicinali e anche misure di welfare assenti in tanti altri paesi dell’area.

E’ quindi il petrolio il vero obiettivo degli Usa come ha candidamente ammesso alla fine anche lo stesso Trump e per averlo si è disposti a costruire castelli di menzogne e campagne funzionali a deviare altrove la attenzione, a rendere giustificabile agli occhi della opinione pubblica questo intervento militare.

Il Venezuela annovera le maggiori riserve di petrolio al mondo, la riduzione delle quotazioni del greggio, le misure di boicottaggio Usa hanno prodotto un grave crisi economica alla quale segue oggi l’attacco militare. 


Diventa dirimente il controllo delle riserve petrolifere del Venezuela ricordando che l’azienda nazionalizzata, la Pdvsa, incaricata di gestire il petrolio necessita da sempre di raffinerie e trattamenti particolari in terra straniera a causa delle caratteristiche di “pesantezza” del greggio venezuelano.

Abbattendo il regime di Maduro e impossessandosi del petrolio gli Usa otterrebbero molteplici risultati che vanno dal rovesciamento del sistema politico nel paese, alla bancarotta di Cuba che dipende quasi interamente dal greggio venezuelano fino al controllo totale del “giardino di casa propria” con quella dottrina Monroe tipicamente imperialistica che nel ‘900 ha soffocato violentemente ogni esperienza popolare e socialista nel continente latino-americano. E che ora Trump ripropone in forma rinnovata come codificato nel recente documento di Strategia di Sicurezza Nazionale.

Lo sfruttamento delle risorse venezuelane era annunciato dalla dottrina strategica Usa, accaparrarsi nell’emisfero occidentale, Nord Centro e Sud America, Groenlandia compresa, le risorse del sottosuolo, i metalli rari sottraendoli ai paesi detentori. E’ il nuovo volto dell’imperialismo statunitense: dal dominio unilaterale globale alla stretta sul “cortile di casa”, facendo carta straccia del diritto internazionale.

Questa strategia geopolitica sembrerebbe delineare una nuova Yalta con spartizione del pianeta in sfere di influenza fra le prime 3 potenze militari mondiali: agli Usa le Americhe, alla Russia lo spazio ex sovietico e alla Cina l’Estremo Oriente.

La redazione di Oltre Confine\Radio Grad

 

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