L'impero colpisce ancora

 Due notizie emblematiche forniscono la chiave di lettura degli eventi internazionali in corso. La prima: Trump vuole accrescere la spesa militare statunitense portandola da 900 a 1.500 miliardi di dollari nel 2027.  





Due notizie emblematiche forniscono la chiave di lettura degli eventi internazionali in corso. La prima: Trump vuole accrescere la spesa militare statunitense portandola da 900 a 1.500 miliardi di dollari nel 2027.  Poiché al budget del Dipartimento della Guerra si aggiungono altre spese di carattere militare nei bilanci di altri Dipartimenti, per l’ammontare di circa 500 miliardi di dollari, la spesa militare degli Stati Uniti salirebbe a oltre la metà della spesa militare mondiale. “Questo ci consentirà - ha dichiarato Trump - di costruire l’Esercito dei sogni a cui abbiamo diritto da tempo e, cosa ancora più importante, che ci manterrà al sicuro indipendentemente da quale sia il nostro nemico”. La seconda notizia: contrariamente a quando previsto in Occidente, i dazi USA non hanno fatto calare le esportazioni della Cina, che nel 2025 sono cresciute del 5,5% portando il surplus commerciale allivello record di 1.190 miliardi di dollari.


La Cina supera già gli Stati Uniti in diversi settori. Ad esempio l’industria cinese BYD è divenuta leader mondiale nelle vendite di auto elettriche, superando la statunitense Tesla. Mentre le vendite di auto Tesla sono diminuite nel 2025 del 16% dopo che il presidente Trump ha eliminato i crediti federali che incentivavano l’acquisto di auto elettriche, le vendite di auto BYD sono aumentate del 28%. Allo stesso tempo l’economia russa non è crollata, come si prevedeva in Occidente, sotto l peso delle sanzioni, ma ha aperto nuovi sbocchi ad Est per il suo export energetico e ha sostituito le importazioni bloccate dalle sanzioni con importazioni da paesi amici o da produttori russi.


Gli Stati Uniti si preparano a potenziare ulteriormente la loro macchina bellica, che già oggi permette loro di mantenere 750 basi militari in 80 paesi e truppe in circa 1609 paesi di tutti i continenti. Obiettivo primario della loro strategia sono non solo Russia e Cina, ma i BRICS di cui esse fanno parte quali membri fondatori. Non riuscendo a impedire il crescente sviluppo e allargamento dei BRICS e di qualsiasi altra coalizione di paesi che si sottragga al predominio dell’Occidente, gli Stati Uniti – la maggiore potenza dell’Occidente – ricorrono alla sovversione interna e all’aperta aggressione per smantellare i BRICS e qualsiasi altra coalizione sfidi il loro predominio. 


In tale quadro si inserisce il rapimento del presidente Maduro e la rapina del petrolio venezuelano da parte degli Stati Uniti. Trump – scrive il Wall Street Journal - sta pianificando un'iniziativa di ampia portata per riabilitare i giacimenti petroliferi del Venezuela e commercializzarne la produzione. Ciò ridisegnerebbe la mappa petrolifera globale, mettendo gli Stati Uniti al comando della produzione di uno dei membri fondatori dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio. 


 Il petrolio è un delle principali motivazioni anche dell’attacco statunitense all’Iran, le cui riserve petrolifere accertate sono al terzo posto mondiale dopo quelle venezuelane e saudite.  Mentre gruppi interni finanziati e addestrati dai servizi segreti statunitensi e occidentali gettavano benzina sul fuoco di manifestazioni popolari per far divampare uno scontro armato e provocare morti, il presidente Trump incitava alla rivolta con questo messaggio su Truth Social: “Patrioti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE - PRENDETE IL CONTROLLO DELLE VOSTRE ISTITUZIONI!!! Memorizzate i nomi degli assassini e dei violenti. Pagheranno un prezzo molto alto. I SOCCORSI STANNO ARRIVANDO. Make Iran Great Again!  Rendiamo di nuovo grande l'Iran!

Poiché al budget del Dipartimento della Guerra si aggiungono altre spese di carattere militare nei bilanci di altri Dipartimenti, per l’ammontare di circa 500 miliardi di dollari, la spesa militare degli Stati Uniti salirebbe a oltre la metà della spesa militare mondiale. “Questo ci consentirà - ha dichiarato Trump - di costruire l’Esercito dei sogni a cui abbiamo diritto da tempo e, cosa ancora più importante, che ci manterrà al sicuro indipendentemente da quale sia il nostro nemico”. La seconda notizia: contrariamente a quando previsto in Occidente, i dazi USA non hanno fatto calare le esportazioni della Cina, che nel 2025 sono cresciute del 5,5% portando il surplus commerciale allivello record di 1.190 miliardi di dollari.


La Cina supera già gli Stati Uniti in diversi settori. Ad esempio l’industria cinese BYD è divenuta leader mondiale nelle vendite di auto elettriche, superando la statunitense Tesla. Mentre le vendite di auto Tesla sono diminuite nel 2025 del 16% dopo che il presidente Trump ha eliminato i crediti federali che incentivavano l’acquisto di auto elettriche, le vendite di auto BYD sono aumentate del 28%. Allo stesso tempo l’economia russa non è crollata, come si prevedeva in Occidente, sotto l peso delle sanzioni, ma ha aperto nuovi sbocchi ad Est per il suo export energetico e ha sostituito le importazioni bloccate dalle sanzioni con importazioni da paesi amici o da produttori russi.


Gli Stati Uniti si preparano a potenziare ulteriormente la loro macchina bellica, che già oggi permette loro di mantenere 750 basi militari in 80 paesi e truppe in circa 1609 paesi di tutti i continenti. Obiettivo primario della loro strategia sono non solo Russia e Cina, ma i BRICS di cui esse fanno parte quali membri fondatori. Non riuscendo a impedire il crescente sviluppo e allargamento dei BRICS e di qualsiasi altra coalizione di paesi che si sottragga al predominio dell’Occidente, gli Stati Uniti – la maggiore potenza dell’Occidente – ricorrono alla sovversione interna e all’aperta aggressione per smantellare i BRICS e qualsiasi altra coalizione sfidi il loro predominio. 


In tale quadro si inserisce il rapimento del presidente Maduro e la rapina del petrolio venezuelano da parte degli Stati Uniti. Trump – scrive il Wall Street Journal - sta pianificando un'iniziativa di ampia portata per riabilitare i giacimenti petroliferi del Venezuela e commercializzarne la produzione. Ciò ridisegnerebbe la mappa petrolifera globale, mettendo gli Stati Uniti al comando della produzione di uno dei membri fondatori dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio. 


 Il petrolio è un delle principali motivazioni anche dell’attacco statunitense all’Iran, le cui riserve petrolifere accertate sono al terzo posto mondiale dopo quelle venezuelane e saudite.  Mentre gruppi interni finanziati e addestrati dai servizi segreti statunitensi e occidentali gettavano benzina sul fuoco di manifestazioni popolari per far divampare uno scontro armato e provocare morti, il presidente Trump incitava alla rivolta con questo messaggio su Truth Social: “Patrioti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE - PRENDETE IL CONTROLLO DELLE VOSTRE ISTITUZIONI!!! Memorizzate i nomi degli assassini e dei violenti. Pagheranno un prezzo molto alto. I SOCCORSI STANNO ARRIVANDO. Make Iran Great Again!  Rendiamo di nuovo grande l'Iran!

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