Se si vendono armi non possiamo parlare di diritti umani: il caso degli Emirati Arabi

 Pochi anni or sono, correva l'anno 2019, l’allora Governo Conte vietava la vendita di armi ad Arabia Saudita ed Emirati impegnati, su opposti fronti, nella sanguinosa guerra in Yemen. Vennero sospesi accordi commerciali che prevedevano anche ingenti quantitativi di armi.


Non siamo certo noi a rimpiangere quel Governo ma a vedere l'Esecutivo Meloni viene nostalgia di chi almeno prendeva atto che le armi italiane avrebbero intensificato delle guerre. 

Oggi Meloni attua quell'accordo di un anno fa tra Italia e Emirati, basta leggere un articolo de Il Fatto Quotidiano pubblicato il 21 Gennaio:

«L’architettura è specificata nell’articolo 3, che istituisce un “Comitato Congiunto di Cooperazione per la Difesa”, composto da rappresentanti paritari dei Ministeri della Difesa (italiano e emiratino). Il vero fulcro sostanziale è l’articolo 4, che elenca le 25 aree di cooperazione. Spaziano dal convenzionale (politiche di sicurezza, addestramento militare, esercitazioni) all’avanzato: cooperazione industriale, ricerca e sviluppo su spazio e IA, cyber-security, export di equipaggiamenti militari con supporto logistico, sviluppo di “sistemi d’arma futuri”, intelligence militare e persino aspetti “soft” come storia militare, attività sportive o sostenibilità ambientale. Una visione onnicomprensiva: non solo scambio di beni, ma co-sviluppo tecnologico e joint venture industriali. Operazioni che andranno protette da attenzioni indesiderate: l’articolo 9 infatti dedica ampio spazio alla gestione di “informazioni classificate”, equiparando livelli di segretezza (Segretissimo=top Secret) e imponendo protezioni rigorose contro divulgazioni, con obbligo di indagini e divieto di trasmissione a terzi senza consenso».[1]

Gli Emirati Arabi diventano non solo un partner energetico di primaria importanza, che possiede non solo greggio ma anche diversi giacimenti di metalli rari. Inoltre sono anche un alleato di Israele[2]: assieme a questo stanno tentando di estendere la propria influenza sino al Corno d’Africa (ad esempio dislocando basi militari nel Somaliland[3]). La cittadinanza italiana è disposta a chiudere un occhio davanti a questi fatti a distanza di 10 anni dall'omicidio di Giulio Regeni i cui carnefici oggi sono liberi e protetti da un paese a cui vendiamo armi?



[1] T. Rodano, Italia-Emirati Arabi, patto d’acciaio su armi e Difesa, «il Fatto Quotidiano», 21 Gennaio 2026.

[2] https://www.geopolitica.info/la-cooperazione-tra-israele-ed-emirati-arabi-uniti-tra-business-e-infrastrutture/#:~:text=Dalla%20cooperazione%20commerciale%20agli%20investimenti%20diretti%20esteri%20sino,Israele%20nei%20decenni%20precedenti%20%E2%80%93%20Egitto%20e%20Giordania.

[3] https://www.assopacepalestina.org/2025/12/29/perche-israele-tra-tutti-gli-stati-membri-delle-nazioni-unite-e-la-prima-nazione-a-riconoscere-il-somaliland/ e https://www.youtube.com/watch?v=cXrdtoWtA5U.

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