Il massacro dei manifestanti non fermerà il cammino verso la libertà Dichiarazione del Centro degli Scrittori dell’Iran
Il massacro dei manifestanti non fermerà il cammino verso la libertà
Dichiarazione del Centro degli Scrittori dell’Iran
27 gennaio 2026
La Repubblica Islamica, in meno di due settimane, ha ripetuto su scala
ampia e terrificante tutti i crimini che aveva commesso nei quarantasette anni
del suo dominio sanguinoso. Come purtroppo si temeva, «il governo ha riempito
le prigioni e i cimiteri di manifestanti».
Tagliando ogni possibilità di comunicazione – da Internet agli SMS fino alle linee telefoniche – il potere ha massacrato nel silenzio assoluto una popolazione esasperata; ha etichettato i massacrati come “rivoltosi” e “nemici” e ha aperto la strada alla prosecuzione di una guerra totale contro il popolo. Ha prelevato con la forza i feriti dagli ospedali, seppellito di nascosto i morti, ammucchiato i cadaveri a strati nei capannoni e stipati nei camion, e ha costretto i familiari smarriti a cercare i propri cari tra pile di corpi.
Migliaia di persone – bambini, anziani e giovani – sono state arrestate; il
numero delle sparizioni forzate di questi quarantasette anni è aumentato; e,
proseguendo la politica del terrore, il regime ha cercato di mettere a tacere i
testimoni dei crimini, compreso il personale sanitario. All’ombra della
repressione e del monopolio della voce ufficiale, il governo ha registrato
tutto ciò nei propri media come una messa in scena trionfale.
Questa spirale di morte ha gettato una società in lutto e ferita in uno stato di tale shock da far sembrare impossibile un cambiamento radicale della situazione per volontà popolare. Le dimensioni spaventose dei crimini del regime hanno aperto la strada alle potenze sfruttatrici, che cercano di nascondere la loro sanguinosa storia coloniale dietro la maschera del “salvatore” e di trarre profitto dal sangue e dall’insurrezione del popolo. È certo che coloro che legano il sogno della libertà a un intervento militare vogliono costruire il proprio edificio sulle rovine di questa terra. Il destino del popolo non è scegliere tra il regime reazionario al potere e le potenze sfruttatrici e i loro agenti.
La storia delle insurrezioni, delle repressioni e
delle nuove rinascite ha dimostrato che la forza e la volontà di un popolo
stremato da corruzione, discriminazione e disuguaglianza non scompariranno:
esse si organizzeranno consapevolmente e si imporranno ai detentori del potere
e del capitale. È il popolo a determinare il proprio destino.
Il Centro degli Scrittori dell’Iran, che da anni, sotto la repressione del potere, difende il diritto alla libertà di espressione senza limiti né eccezioni e si è sempre schierato al fianco del popolo amante della libertà, continuerà con tutte le sue forze a dare voce ai repressi e ai libertari fino a quando tutti i mandanti e gli esecutori dei crimini del regime non saranno sottoposti a un processo popolare e giusto.
Il Centro degli Scrittori dell’Iran
chiede agli scrittori amanti della libertà e alle istituzioni affini in tutto
il mondo di non distogliere nemmeno per un istante lo sguardo dall’Iran e di
essere la voce dei manifestanti, dei familiari delle vittime e dei detenuti.
Centro degli Scrittori dell’Iran
7 Bahman 1404 (calendario iraniano)
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