Intervento pisano alla assemblea nazionale del Coordinamento No Nato

 Cari\e vi salutiamo scusandoci ma impegni precedentemente assunti, una iniziativa a Pisa sull'analisi di classe nel paese e i cambiamenti sociali intervenuti, ci impedisce di partecipare di persona a questa assemblea NO Nato.


Volevamo tuttavia far pervenire un contributo, non tanto come No Camp Darby, la cui esperienza  sta esaurendosi, ma come singoli e piccoli collettivi che hanno animato questo comitato quando molte altre realtà contro la guerra si rifiutavano di guardare alle basi Usa e Nato come ostacolo oggettivo alla pace. 

Gli ultimi mesi dimostrano che la opposizione a queste basi è di vitale importanza transitando dalle stesse ingenti quantitativi di armi e imponendo alle amministrazioni locali opere infrastrutturali per rendere funzionali le basi ai nuovi obiettivi strategici Usa e Nato. Il caso del dragaggio del Fosso dei Navicelli e la apertura di una stazione ferroviaria per il trasporto di armi da e verso Camp Darby è la eloquente dimostrazione di quanto abbiamo appena detto.

Il tempo è tiranno e andiamo direttamente alle questioni ossia  al Riarmo che si porta dietro

  • un aumento esponenziale delle spese militari e mero discapito di quelle sociali
  • la nascita dell'economia di guerra che sancisce anche dei cambiamenti sociali ineluttabili come dimostra la proposta di una sorta di welfare differenziato a favore del personale militare. Un antipasto lo avremo presto con norme previdenziali ad hoc che permetteranno ai militari di andare in pensione prima degli altri e magari con assegni accresciuti, lo avremo con un piano casa costruito per le forze dell'ordine quando l'emergenza abitativa riguarda una pluralità di soggetti sociale e di lavoratori e lavoratrici.
  • L'economia di guerra  assegnerà maggiore forza alle tecnologie duali destinando crescenti risorse economiche a ricerche valide soprattutto a fini militari e in parte utilizzabili anche a uso civile
  • I processi di militarizzazione delle scuole e delle università saranno sempre più diffusi piegando l'autonomia della didattica e della ricerca a fini militari. Un 'anticipazione è data dalla pretesa di assegnare ai cadetti di Modena un corso di laurea ad hoc presso l'Università di Bologna trovando la opposizione dell'ateneo Felsineo che tanto ha indignato il Governo e i vertici delle Forze armate, potremmo poi menzionare altri esempi con la diffusa e sistematica presenza di militari nelle scuole e quei processi securitari che riguardano proprio il mondo della istruzione
  • Una stretta repressiva, di cui abbiamo avuto prova con le prime denunce per le mobilitazioni avvenute nell'autunno scorso, con una spasmodica ricetta securitaria contro i cosiddetti nemici interni che poi sancirà il restringimento degli spazi di libertà e di democrazia nonchè quelli delle agibilità democratiche
  • Una analisi delle cause economiche e strutturali della guerra e del riarmo perchè i processi scaturiscono sempre da cause oggettive non sufficientemente indagate: Molte, troppe, realtà, contro la guerra preferiscono alla analisi e intrepretazione della realtà delle narrazioni che alla fine ci fanno perdere di vista le cause dei processi in atto

Vorremmo chiudere questo nostro intervento con alcune proposte pratiche

  • Urge fare rete e mettere insieme alcune campagne capaci di mettere al centro le questioni della democrazia, la opposizione al riarmo e ai processi di militarizzazione. Non dobbiamo trasformare argomenti del genere in pratiche residuali, unire le forze attorno alla lotta al Riarmo significa anche comprendere la filiera della sicurezza, un tema al quale abbiamo dedicato uno studio che metteremo a disposizione del Comitato No Nato, dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'Università, disponibili a presentarlo sui territori.
  • Individuiamo alcuni momenti unificanti attorno a parole d'ordine condivise trasversalmente. Noi stiamo da tempo pensando che la bonifica dei territori inquinati dalle servitù militari e dai processi speculativi sia un argomento dirimente da collegare alla salute pubblica. Basti pensare a quanto avviene a Niscemi per capire che le risorse al militare andrebbero impiegate a ben altri scopi.
  • Proponiamo dei momenti di riflessione in occasione della Giornata del ricordo, l'operazione fatta sulle foibe ha anche una valenza ben definita per la propaganda di guerra, per operazioni di revisionismo storico il cui intento è specificamente politico e rivolto all'oggi

Ci fermiamo qui lasciando spazio ad altri interventi e ad una riflessione collettiva sulle proposte fatte

 


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