In ricordo di Giulio Tussi: iniziativa in una scuola del Milanese
Per ricordare Giulio Tussi, scomparso nel novembre del 2024, sentiamo il bisogno di fermarci un momento prima delle parole, nel silenzio che accompagna le persone autentiche. Giulio, papà della nostra giornalista Laura Tussi, sebbene avesse straordinarie capacità intellettuali, non amava i riflettori, non cercava riconoscimenti, non costruiva discorsi altisonanti. Ma aveva uno sguardo gentile, attento alle relazioni, alle piccole cose che tengono insieme una comunità. Le sue parole erano essenziali, ma capaci di restituire il senso profondo dell’incontro umano, soprattutto tra generazioni, culture, fragilità diverse.
Era un uomo che osservava e ascoltava. Nei suoi ragionamenti non c’era mai protagonismo, ma una costante attenzione agli altri: bambini, anziani, insegnanti, famiglie. Giulio sapeva cogliere ciò che spesso sfugge, il bisogno di una mano, di una figura di riferimento, di un affetto semplice. Forse per questo il suo esempio continua a parlare anche oggi, perché custodisce un valore: quello della cura, della presenza, della comunità vissuta come luogo di umanità condivisa.
Pubblichiamo questa sua breve cronaca come gesto di memoria e gratitudine, e anche come modo per ricordare che il racconto più vero non è sempre quello che grida, ma quello che sa accompagnare con rispetto e delicatezza la vita quotidiana
Nella scuola Tommaso Grossi di zona 4 Corvetto, a Milano, si è tenuta una manifestazione canora per festeggiare la fine dell’anno scolastico.
L’incontro è stato organizzato da alcune insegnanti e realizzato grazie alla gioiosa collaborazione di tutte le classi, con tutti, ma proprio tutti, i bambini. Hanno preparato alcune canzoni adatte a duettare con il coro.
Il coro era composto da una quarantina di “nonne e nonni” provenienti da Nova Milanese e appartenenti all’Università della terza età del circolo ricreativo “La Triestina”.
L’incontro tra i bambini e questi nonni è stato davvero entusiasmante. I corsisti hanno confessato di essersi commossi più volte per l’accoglienza festosa e affettuosa di questa felice e multietnica popolazione scolastica. I bambini li accerchiavano, stringevano loro le mani, facevano mille domande simpatiche, e solo il richiamo imperioso della direttrice li obbligava a rioccupare i propri posti.
La sensazione che più risaltava era il bisogno del nonno. Questa figura parentale, per la maggior parte di quei bambini, non è presente nella famiglia perché rimasta nella terra d’origine.
L’inizio dell’incontro è stato dedicato alle prove dello spettacolo, che si è poi svolto alla presenza di numerosi e graditi ospiti, genitori e parenti dei bambini. Ci tenevano davvero a fare bella figura e ci sono riusciti oltre le proprie aspettative.
I bambini sono stati disciplinatissimi sotto la ferma direzione delle coordinatrici e delle insegnanti. Hanno cantato molto bene, alternandosi tra le classi nel fraseggio delle strofe, mentre tutti insieme ripetevano il dialogo musicale con il coro dei nonni.
Si sono salutati bambini, nonni e genitori con la promessa reciproca di ripetere questo affettuoso incontro.
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