I frutti avvelenati della società securitaria

Ha ragione Vincenzo Scalia nel dire che non saranno i provvedimenti repressivi la migliore soluzione per affrontare e risolvere le problematiche della convivenza civile. 



Laddove, invece, Scalia esprime contrarietà alla idea che la violenza giovanile sia la vera anomalia italiana, afferma con chiarezza il rifiuto di una società chiusa e non accogliente e in primis per le giovani generazioni. Molto sarebbe da discutere nel merito dei social e ancor di più sul disagio giovanile, sui modelli proposti e sulla facile autoassoluzione di chi scarica sui giovani le cause del degrado di chi sta comodamente seduto nei salottini televisivi.

L'associazione tra coltelli, arma bianca, malavita e giovani è veramente preoccupante come del resto equiparare giovani e violenza pensando poi che il monopolio della violenza stessa sia a carico di qualche etnia.

Il malessere sociale colpisce la società tutta ed è anche il risultato del depotenziamento della scuola e del welfare, delle disuguaglianze sociali ed economiche, inutile ignorarne le cause perchè la verità, prima o poi, torna sempre a galla.

A seminare odio nel paese ci hanno pensato anche esponenti di partiti oggi in parlamento che pensavano del tutto naturale andare sui mezzi pubblici spruzzando il DDT addosso a qualcuno  o portando i maiali a pascolare nell'area destinata alla costruzione di una moschea.

Se scorriamo i giornali ci si accorge di orribili reati commessi da autoctoni ben integrati, potremmo portare decine di casi per dimostrare la banalità del male, chi invoca repressione spesso è il soggetto sociale che ritroviamo protagonista dei terribili fatti di cronaca.

Qualcuno in Italia spinge verso la società statunitense, tutti armati pronti a sparare sapendo che questo modello sociale ci porterà solo in un vicolo cieco. La violenza è ormai diffusa e trasversale e, in questa fase storica, diventa anche una forma di regolamentazione del rapporti sociali, spiana la strada alla repressione e al securitarismo e prova ne sia l'ennesimo pacchetto sicurezza, lo stato di abbandono in cui versa la giustizia per minori, il continuo aumento delle pene.

Se pensiamo che la risposta sia quella di accanirsi contro i piccoli reati ignorando quelli più gravi, continuando a trasformare il giovane o l'immigrato in nemico della tranquillità e della coesistenza pacifica, renderemo servizio solo a una società nella quale la violenza sarà endemica e strutturale prestandosi ad una ulteriore esclusione sociale di tanti soggetti. 

E' la cosiddetta ipertrofia sicuritaria di cui parla Scalia o l'Osservatorio Repressione da tanto tempo denunciando al contempo la situazione nelle carceri italiane tra suicidi, violenze, detenuti che dovrebbero beneficiare di misure alternative alla pena. 

E ancora sui giovani, guardiamo a quanto investe il paese per la loro inclusione sociale, al numero invece crescente degli abbandoni scolastici, alle politiche di cittadinanza che inclusive non sono. e ancora guardiamo al securitarismo che ha costruito una società piena di contraddizioni, di paure, di chiusure, di disagi e di miseria nella quale la soluzione è sempre e solo una: la militarizzazione e la repressione.

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