Paese in crescita o in decadenza?

 Prima di ogni ulteriore commento chiediamoci se il Governo abbia fatto abbastanza per combattere la erosione del potere di acquisto, il caro vita, se ha adottato politiche di welfare adeguate.


E al contempo è corretto chiedersi se eventuali spese siano compatibili con i dettami di Maastricht, se le scelte operate dal centro destra siano le sole possibili permanendo politiche di austerità eccezion fatta per gli investimenti militari
 
Partiamo da queste domande per arrivare al cuore delle questioni, quali scelte sarebbero state possibili da un Governo?
 
Nel corso del tempo abbiamo evidenziato che innumerevoli scelte sono state operate in perfetta continuità tra i vari esecutivi: dai pacchetti sicurezza alle norme in materia di immigrazione, dagli sgravi fiscali al welfare integrativo, da aumenti contrattuali inferiori al costo della vita al mancato investimento nello stato sociale.
 
La novità del Governo Meloni non esiste se non nella vuota propaganda mediatica, inadeguate le scelte in materia di salari, il carovita ha subito un rallentamento ma intanto continua a colpire gli stipendi reali
 
E le politiche estere sono state perfino peggiori al passato con l'appiattimento su Israele e Usa con  l'aumento del costo della vita e delle bollette con l'acquisto, a caro prezzo, di gas e petrolio dagli Usa
 
Non abbiamo recuperato terreno rispetto alla crisi del 2008 o alla impennata inflazionistica tra il 2021 e il 2024, anche considerando le detassazioni la erosione è evidente.
 
La scelta delle destre si è rilevata perdente, puntare tutto sulla defiscalizzazione tenendo bassi i salari e le pensioni, non intervenire nelle dinamiche contrattuali lasciando inalterate le regole vigenti che ritardano di anni i rinnovi e alla fine sottoscrivono intese al ribasso. Per quanto ne dica la Banca d'Italia non aumentano i risparmi, si spende meno perchè domina la incertezza, la paura e la risposta alla crisi è quella di un approccio timoroso o prudenziale, pochi sono i soldi da spendere e la forbice sociale ed economica è sempre più larga.
Le scelte del Governo vanno verso i bonus, meglio sarebbe intervenire sui servizi, sulla gestione pubblica degli stessi ma scelte del genere comporterebbero un aumento rilevante delle spese sociali da qui ai prossimi anni. E' pauroso il depauperamento dello stato sociale, anni fa si parlava di società della cura come risposta all'invecchiamento della popolazione, oggi il dibattito politico bypassa letteralmente determinanti argomenti, prova ne sia che i nuovi asili nido da costruire nel Meridione sono stati cancellati nelle continue revisioni del welfare.
 
Chiudiamo sull'aumento degli occupati, i dati vanno letti con onestà intellettuale e mai parzialmente, i numeri degli under 35 che non lavorano e non studiano sono preoccupanti, mostrano un paese fermo come dimostrerebbero anche le ore lavorate, le ore di cassa  integrazione. Interi settori che in alcune economie mondiali da anni sono avanti sia in termini di occupati che di investimenti in ricerca e sviluppi nel nostro paese sono ancora fermi o decisamente indietro. 

Alla luce di queste scarne considerazioni giudicate voi lo stato di salute del paese. 

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