Il declino della Ue

La crisi della Ue è di lungo corso, dal 2007\8 alla pandemia senza dimenticare le ripercussioni della guerra in Ucraina e della spirale speculativa sui prezzi energetici e alimentari.




La UE se si guardasse allo specchio rischierebbe di non riconoscersi dopo avere eluso i ritardi strutturali, le profonde trasformazioni sociali, le troppe disuguaglianze economiche e sociali, la incapacità di darsi delle comuni regole in materia di lavoro, fisco, welfare. 
La Ue sopravvaluta da tempo il suolo ruolo credendosi ancora al centro del mondo quando presenta tassi di crescita di gran lunga inferiori ad alcune potenze regionali emergenti, di conseguenza prova a interrompere il declino accrescendo le spese militari.
Nei prossimi giorni, il 28 Gennaio, si terrà a Bruxelles un incontro  denominato "Priorità dell'industria sul percorso verso la prontezza alla difesa UE"  con invitati, debitamente selezionati, provenienti dalle principali industrie militari europee
 
Questo Dialogo sull'Implementazione faciliterà interazioni dirette tra i rappresentanti dell'industria della difesa e HRVP Kallas. I rappresentanti dell'industria della difesa partecipanti saranno invitati a condividere le loro valutazioni sulle sfide di attuazione, gli ostacoli, i colli di bottiglia e i vincoli strutturali, nonché opportunità, best practice e possibili soluzioni per garantire l'aumento della capacità produttiva di difesa dell'UE al fine di ampliare le capacità di difesa di cui gli Stati membri hanno urgentemente bisogno
 
 
L’UE sta scommettendo sulla nascita di quel complesso industrial militare altamente tecnologico che necessiterebbe di politiche comuni e di condivise pratiche.
 
Sono invece ben note le divisioni interne ai paesi anche nella produzione dei sistemi di arma con accordi concorrenziali stipulati da  industrie  paesi che alla fine scatenano una guerra interna al vecchio continente senza per altro arrestare la egemonia delle multinazionali Usa.

 
In una risoluzione sulla Politica estera comune, approvata a grande maggioranza  dal Parlamento europeo, si condanna l'operato Usa e l'utilizzo di mezzi economici coercitivi (i dazi ) per il controllo della Groenlandia. Ma nella risoluzione si ribadiscono tutti i valori, si fa per dire, della Nato a cui la Ue si sta aggrappando nella consapevolezza che la tenuta della Alleanza Atlantica di natura militare salverà il vecchio continente dalle fauci statunitensi. Se la Ue si attacca alla Nato, gli Usa invece sembrano non volersi vincolare all'Alleanza Atlantica e guardano con crescente diffidenza la Unione europea come dimostrano i dazi e le politiche Trumpiane che hanno di fatto diviso i paesi europei
 

La Ue si nasconde asseconda i disegni strategici Usa senza chiedersi se questi disegni non siano alla fine costruiti proprio per indebolire il vecchio Continente. 

Urge prendere atto delle scelte errate operate negli ultimi anni, del fallimento della cosiddetta Europa dei popoli si preferisce il Riarmo, si considera reale e imminente la minaccia di una aggressione Russa al vecchio continente. Eppure chiunque sa che acquistando petrolio e gas dagli Usa le spese sono cresciute a dismisura, intanto il Parlamento europeo pensa che solo aumentando le sue spese militari possa tornare protagonista e ipotizza l’allargamento dell’UE rappresenti un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali.


L' Europa ha bisogno, per gli attuali vertici della Ue, di una capacità di difesa forte, autonoma e operativa superando gli interessi nazionali di breve periodo e non solo completare un mercato unico della difesa, ma anche dare un reale significato alla clausola di assistenza reciproca dell’UE. Questa è la risposta alle mire e alle minacce Usa, questa è la tanto decantata politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC). la cui efficacia è tutta da dimostrare
 

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