Aeronautica e difesa italiana
In Italia, la Difesa è trainata dall’industria aeronautica, aerospaziale e, in parte, navale. Fa invece scalpore che, come sostenuto dallo studioso Giorgio Beretta in un saggio del 2023,[1] il peso dell’industria delle armi nell’economia italiana vada ridimensionato. Riferendosi ai dati dell’Anpam,[2] egli ha precisato che il giro d’affari di armi e munizioni comuni equivale a quello dell’industria del giocattolo.
Di più, la stessa produzione di armi a
scopo militare, ritenuta indispensabile da tanti commentatori economici, anche
considerata assieme al suo indotto impiega “solo il 3,8% di tutti gli occupati
nel settore manifatturiero”[3].
E, cosa ancor più importante, non produce che lo 0,6% del Pil italiano.
Tuttavia, pur senza assumere il carattere determinante che, in modo
interessato, già gli attribuiscono certi opinionisti, nell’arco di qualche anno
le dimensioni di questo controverso settore potrebbero aumentare, e in modi
significativi. Peraltro, visti i processi su cui abbiamo già insistito, la
filiera militare potrebbe darsi un’articolazione inedita, collocando in una
sorta di invisibilità diversi suoi
settori.
Intanto, negli ultimi cinque anni
l’Europa ha raddoppiato la spesa per la difesa. O, volendo essere fiscali – e
tenendo quindi conto dell’inflazione –, si è registrato quasi il 70% di spesa
in più, con un rapporto spesa/Pil per la prima volta sopra il 2%. Si tratta di
un continuo finanziamento pubblico alle imprese di guerra che non produce vera
crescita nei paesi interessati, avvantaggiando solo specifiche frazioni
capitalistiche.
Può sembrare un paradosso, ma
molti degli odierni cantori del Riarmo sono quelli che, in altre fasi,
sostenevano il più rigido controllo del debito pubblico in tutti gli Stati
europei. Ora, invece, propugnano una politica virtualmente in grado di accrescerlo
in modo esponenziale. Invero, non tutti gli economisti condividono il dogma del
contenimento del debito a qualsiasi costo. Ma colpisce che il suo superamento
avvenga per il settore militare e non a sostegno delle spese sociali.
[1] G.
Beretta, Il paese delle armi.
Falsi miti, zone grigie e lobby nell’Italia armata, Altreconomia, 2023.
[2] Associazione Nazionale Produttori
Armi e Munizioni sportive e civili.
[3] Redazione
«la Difesa del Popolo», In
Italia, la produzione di armi vale quanto quella dei giocattoli, 8 Marzo
2023, in https://www.difesapopolo.it/in-italia-la-produzione-di-armi-vale-quanto-quella-dei-giocattoli/.
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