Storia di un accordo travagliato che la Ue stenta ad accettare
L’Accordo di Partenariato Ue-Mercosur.
Parte 1
Dopo un’interminabile fase negoziale
protrattasi per un venticinquennio, venerdì 9 gennaio, l’Accordo di
Partenariato Ue-Mercosur (UE-Mercosur Partnership Agreement)[1],
ha ottenuto l’approvazione a maggioranza qualificata da parte del Consiglio
europeo.
Dopo l’ultimo rinvio di un mese della
votazione del Consiglio, infatti, il via libera alla prosecuzione dell’iter è
arrivato dopo il cambio di posizione dell’Italia indotto dalla dichiarazione
della Commissione di anticipare il finanziamento di 45 miliardi di euro dei
fondi della Pac, la Politica agricola comunitaria, e dall’abbassamento della
soglia per l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia su alcuni
prodotti agricoli sensibili dall’8% al 5%[2].
Non fondi aggiuntivi ma solamente messi a disposizione degli agricoltori,
principali oppositori dell’accordo, prima dei termini previsti. Tanto è bastato
al governo Meloni per convertire il diniego in voto favorevole nell’arco di un
mese, mentre hanno mantenuto la loro opposizione Francia, Irlanda, Austria, Ungheria
e Polonia, e la sua astensione il Belgio.
La firma ufficiale dell’Accordo è
arrivata sabato 17 ad Asuncion in Paraguay alla presenza dei presidenti della
Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio dell’Unione europea, Mario
Costa e dei capi di stato di Argentina, Xavier Milei, del Paraguay, Santiago Peña e dell’Uruguay, Yamandù Orsi, mentre
non ha partecipato Luis Inacio “Lula” da Silvia, uno dei principali sostenitori
dell’Accordo.
Meno scontata, tuttavia, potrebbe
rivelarsi la successiva ratifica da parte del parlamento europeo, prevista nei
prossimi mesi, viste le dichiarazioni avverse del presidente francese Macron
che sembra essersi posto alla guida il drappello dei paesi oppositori.
Sull’Accordo, oltre alla mobilitazione dei trattori che annunciano battaglia, è
sopraggiunto anche il voto favorevole del Parlamento europeo di mercoledì 21 sull’ammissibilità
del ricorso alla Corte di Giustizia europea contro l’Accordo che ne allungherà
sensibilmente i tempi.
Ad ogni buon conto l’iter prevede che una volta ottenuta
l’approvazione del Parlamento europeo, l’accordo potrà entrare in vigore in
forma provvisoria, il cosiddetto interim Trade Agreement, previa
approvazione della Commissione e del Consiglio a maggioranza qualificata. La
piena ratifica e la successiva entrata in vigore definitiva dell’UE-Mercosur
Partnership Agreement avverrà tuttavia solo dopo il via libera da parte dei
parlamenti nazionali degli stati membri.
Il Mercosur
Il Mercosur, Mercato Comune del Sud o
del Cono Sud, è una organizzazione economica sudamericana, nello specifico un’Area
di Libero Scambio, istituita nel 1991 col Trattato di Asuncion ed entrata in
vigore nel 1995, composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con il
Venezuela che dopo aver acquisito lo status di paese membro nel 2012 è stato
successivamente sospeso nel 2017. La Bolivia ha sottoscritto nel 2012 un
protocollo di adesione che è sempre in corso di approvazione da parte dei
parlamenti degli stati membri.
Secondo il Consiglio Europeo “nel
loro complesso le 4 economie, con un Pil di 2.700 miliardi di euro, costituiscono
la sesta economia più grande del mondo, al di fuori dell’Ue” con una popolazione,
secondo il sito del Mercosur, di 295 milioni di persone[3].
Nettamente preminente è il ruolo del Brasile che annovera
circa 220 milioni di abitanti e una economia che, secondo Ocse, rappresenta 1/3
del totale dei 33 stati dell’America Latina e Caraibica e si attesta in undicesima
posizione a livello mondiale con un Pil stimato per il 2025 di 2.260 miliardi
di $ e di quello pro capite di 10.578 $, secondo i dati del Fmi[4].
L’interscambio Ue-Mercosur
Dall’inizio del millennio la Cina ha incrementato
esponenzialmente la penetrazione economica e le relazioni commerciali con
l’America Latina, nel suo complesso, superando l’Unione Europea. Nello
specifico delle relazioni col Mercosur, secondo i dati della Commissione, nel
2000 l’Ue copriva una quota di import del Mercosur di circa 6 volte superiore
di quella della Cina, nel 2024 la quota di Pechino superava del 40% quella
dell’Ue. Grazie anche all’accelerazione dell’ultimo decennio allorché, a fronte
di un aumento del valore dell’interscambio dell’Ue del solo 4%, la Cina ha
registrato un’impennata del 60%, anche grazie alle relazioni consolidatesi
tramite la comune adesione al blocco dei Brics in qualità di soci fondatori,
che l’ha portata nel 2023 a coprire una quota del 26,7% del commercio totale
(tab. 1).
Tabella 1: quote del commercio di
beni e servizi del Mercosur dei primi 3 partner, anno 2023. Fonte[5]
|
Partner |
Quota di commercio del
Mercosur |
|
Cina |
26,7% |
|
Unione europea |
16,8% |
|
Stati Uniti |
13,9% |
Analizzando l’interscambio di beni
fra Ue e Mercosur del 2024 rileviamo come l’entità dei flussi risulti alquanto
equilibrata con un valore dell’import europeo di 56 miliardi di euro a fronte di
un export di 55,2 miliardi, mentre per quanto riguarda i servizi forniti risulta
netta la preminenza Ue con 29,2 miliardi di euro, contro i soli 13,4 miliardi
del blocco sudamericano (grafico 1).
Nel complesso nel 2024 il controvalore dell’interscambio
totale di beni e servizi fra le due aree geoeconomiche si è attestato a 153,8
miliardi di euro.
Grafico 1: il valore dell’interscambio di beni e servizi fra
Ue e Mercosur nel 2024 in miliardi di euro.
I prodotti esportati dall’Ue verso il blocco sudamericano, secondo
i dati forniti dal Consiglio europeo[6],
sono per il 94% manufatturieri in primis macchinari e apparecchi industriali,
prodotti chimici e farmaceutici e mezzi di trasporto, mentre dal Mercosur
importiamo soprattutto prodotti agricoli (soia, caffè ecc.) e legname, prodotti
minerari e petrolio, carta e pasta di cellulosa.
Secondo i fati del Consiglio, l’Ue, rappresenta “il più
grande investitore nei paesi del Mercosur, con uno stock di investimenti (Ide)
di circa 390 miliardi di euro nel 2023”[7].
L’Accordo non riguarda solo gli
scambi commerciali
Una volta entrato in vigore, l’Accordo porterà nell’arco di
un quindicennio a una riduzione dei dazi doganali sul 91% delle merci esportate
dall’Ue verso l’area sudamericana, mentre Bruxelles azzererà le tariffe sul 92%
dei prodotti provenienti da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Fino ad oggi i prodotti industriali europei
sono stati gravati da dazi doganali alquanto significativi, visto il 35% sui
ricambi auto, il 20% sui macchinari, il 18% sui prodotti chimici e il 14% su
quelli farmaceutici, pertanto il loro graduale abbattimento agevolerà le
esportazioni europee di una ampia gamma di prodotti fra cui mezzi di trasporto,
macchinari industriali e farmaci, solo per citarne alcuni. Una volta eliminate
le tariffe previste dall’Accordo, le previsioni del Consiglio europeo indicano
un risparmio per i dazi doganali di oltre 4 miliardi di euro all’anno per le
imprese che esportano nel Mercosur.
Infine, per quanto riguarda le imprese del blocco
sudamericano l’Accordo favorirà soprattutto l’export di carne bovina, pollame e
soia.
Secondo il Consiglio europeo “L’accordo
comprende inoltre disposizioni per agevolare gli investimenti (Ide) ed
eliminare gli ostacoli agli scambi transfrontalieri di servizi, in particolare
quelli digitali e finanziari”.
Inoltre, un aspetto significativo e
alquanto sottaciuto riguarda “Le disposizioni in materia di appalti pubblici
che consentiranno alle imprese dell’Ue di accedere alle procedure di appalto
pubblico nei paesi del Mercosur”[8]
alle stesse condizioni di quelle locali.
L’accordo di Partenariato Ue-Mercosur una volta a regime istituirà
un mercato integrato di oltre 750 milioni di persone le cui economie
rappresentano complessivamente il 20% del Pil mondiale e il 25% degli scambi
mondiali.
Nella seconda parte del lavoro ci occuperemo degli effetti
sugli strategici settori dell’agricoltura e delle materie prime minerarie e
degli impatti che l’accordo produrrà su prodotti e comparti sensibili.
Andrea Vento
23 gennaio
2026
Gruppo
Insegnanti di Geografia Autorganizzati
[1] https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur/eu-mercosur-agreement_en
[2] 1) Elenco
prodotti agricoli sensibili: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13733-2025-ADD-1/it/pdf
2) Il regolamento stabilisce in che modo l’Ue può
sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni agricole
dal Mercosur qualora danneggino i produttori Ue:
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13733-2025-INIT/it/pdf
[3] https://www.mercosur.int/en/
[4] https://www.worldometers.info/it/pil/brasile-pil
[5] https://sbilanciamoci.info/i-gravi-impatti-dellaccordo-ue-mercosur/
[6] https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-mercosur-trade/
[7] https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-mercosur-trade/
[8] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/01/09/eu-mercosur-council-greenlights-signature-of-the-comprehensive-partnership-and-trade-agreement/
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