I cattivi maestri e i predicatori ideologi: come si rovescia la storia e si militarizza la scuola

 Ne hanno parlato esponenti del centrosinistra, docenti, sindacati, giornali locali e nazionali e non ultimo l'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ci riferiamo a una schedatura, o presunta tale, di insegnanti cosiddetti di sinistra, quelli rei di riconoscersi nei valori della Resistenza, dell'antifascismo e del sessantotto.



Da quanto leggiamo, e si apprende anche dai social,  una organizzazione giovanile di destra, emanazione di Fratelli d'Italia, Azione studentesca, nella città di Pordenone invita studenti e studentesse a segnalare tutti gli insegnanti che in classe facciamo una palese propaganda politica ed ideologica. Ma come si distingue la propaganda politica ed ideologica? O si scambia una lezione sul giacobinismo o sulla Resistenza come un atto sovversivo preferendo invece dei corsi sulla Restaurazione, sul Fascismo e sulla cultura liberale e liberista?
 
Leggiamo testualmente dal sito dell'Osservatorio

"Siamo riusciti a visionare direttamente il questionario, accedendo dal QRcode del volantino diffuso dalla stessa organizzazione (clicca qui per il volantino e il QRcode) e, tuttavia, anche quanto apparso sui quotidiani nazionali è sufficiente per inquadrare questa iniziativa di uno dei bracci giovanili di Fratelli d’Italia, il partito che è al governo del nostro Paese. La stessa organizzazione che ritiene che durante le lezioni di educazione civica non si debba parlare di Antifascismo....".
 
Il Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara cosa ha da dire rispetto a queste iniziative? Ad oggi non è dato sapere se dal Governo condanneranno questo clima intimidatorio nei confronti della libertà di insegnamento e della autonomia didattica, intanto è acclarato che nelle scuole superiori non è gradita la presenza di Francesca Albanese. Anni or sono venne intrapresa una campagna contro alcuni libri di testo giudicati troppo comunisti, dai cataloghi di numerose case editrici sono scomparsi autori scomodi, i libri dei quali non sono stati nel frattempo ristampati.
 
Una lotta aperta contro i cosiddette cattivi maestri identificati con chi ha contribuito a svecchiare la scuola aprendola alla attualità, quella attualità oggi vista come nemico assoluto perchè capace di aprire le menti alle giovani generazioni.
 
Un attacco scomposto ma dietro a cui si cela un pensiero unico, quello di una scuola chiusa, senza libertà della didattica, autonomia degli insegnamenti e possibilmente con linee sulla educazione civica che preferiscano alla Costituzione la formazione finanziaria per le nuove generazioni.

Fa decisamente paura una scuola libera nella quale si parli senza stereotipi di colonialismo, razzismo e della storia recente che invece vorrebbero bandire. Siamo davanti a una grande paura: il timore che venga diffusa e acquisita la cultura della critica, della disobbedienza al militarismo, della apertura mentale e culturale a molteplici culture e religioni.

E per ricordare lo spirito dei nostri Costituenti val la pena di ricordare l'art 33 della Costituzione:
 
L'art.33 della Costituzione che riportiamo testualmente
 
"L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato." E quell'autonomia è di vitale importanza per la libertà e la democrazia, sarà il caso di ricordarlo al Ministro Valditara
 

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