Perché scendere in piazza contro il rapimento di Maduro? Un lavoratore contro la guerra che non lesina critiche al Bolivarismo
Un lavoratore contro la guerra e l'imperialismo Usa che non dispensa qualche critica al Bolivarismo
Mi sono chiesto, davanti alle manifestazioni contro il rapimento e la detenzione del Presidente del Venezuela da parte statunitense, se valga ancora la pena di parlare del diritto internazionale, se esiste quel diritto che non è stato capace di arrestare il genocidio dei palestinesi o garantire acqua e cibo alla popolazione di Gaza lasciata morire sotto i bombardamenti e di fame. Il diritto internazionale a cosa serve se un paese come gli Usa decide di aggredire dei popoli senza che la comunità internazionale prenda posizione e sanzioni il presidente Trump?
Ma al contempo un diritto internazionale, un
insieme di regole condivise, dovrebbe almeno limitare la legge della giungla in cui il più forte decide per tutti rappresentando un 'ancora per i popoli oppressi.
Oggi più di ieri domina la legge del più forte, le regole della giungla, negli Usa si riduce l’aspettativa di vita tra i bianchi poveri, tra crisi del 2008 e la pandemia le condizioni di vita sono decisamente peggiorate.
Eppure, gran parte dei bianchi poveri ha votato Trump, gli hanno riconosciuto ampi consensi pur sapendo che la loro condizione di vita non sarebbe cambiata. Ai loro occhi preferibile Trump a Biden, meglio un presidente che utilizza linguaggi comprensibili dal popolo e si sente autorizzato ad intervenire ovunque sapendo di restare impunito, del resto i padroni hanno stili di vita che affascinano gli operai sfruttati.
E' consolatorio vivere nella illusione che un Presidente miliardario sostenuto dai
settori reazionari, dalle multinazionali del petrolio possa migliorare le
condizioni della classe lavoratrice promettendo di reinternalizzare tutte le
produzioni possibili, quando poi negli Usa riportano solo quello che serve alla
industria delle armi. Possiamo biasimare noi italiani gli operai bianchi statunitensi per avere votato Trump ? Penso di no, ricordiamoci di Berlusconi.
Oggi Maduro, domani un altro ipotetico nemico degli Usa, oggi il Venezuela come ieri la Siria, l’Iran, il Libano, dopo anni tornano gli stati canaglia ai quali vengono attribuite minacce costanti all’ordine statunitense.
Chi ha una anima ambientalista, ha subito l’inquinamento e la devastazione ambientale anche con lutti personali (morti per mesotelioma tra i familiari) non sarà mai dalla parte dell’estrattivismo guardando, nel caso dello sfruttamento intensivo delle risorse di un paese, agli aspetti sociali, alle conseguenze sulla salute dei popoli. Tuttavia sono da valutare altre questioni, ad esempio l’utilizzo dei soldi derivanti dalla vendita di petrolio.
Alcuni sindacati venezuelani, anche di base, ci parlano di corruzione ma la
realtà ricorda anche le tante case popolari, scuole e ambulatori costruiti negli
ultimi 20 anni. Il Bolivarismo non ha
mai statalizzato le banche raccontava un esponente comunista e quindi questa
esperienza potrà definirsi avanzata, popolare, qualunque definizione anche
positiva ma non socialista. Altri invece
si identificano invece totalmente in Maduro. Ma sta a noi entrare nel merito di tutte
le questioni?
Basta
almeno giudicare inammissibile un atteggiamento passivo davanti al mondo che
cambia e quando si consumano autentiche tragedie, vale per i palestinesi, vale per il Venezuela.
Per questo scendiamo in piazza anche se su Maduro permane più di qualche riserva specie dopo avere ascoltato le proteste dei sindacati venezuelani. Maduro non è Chavez, ma anche il Venezuela di 20 anni fa non è quello di oggi, la popolazione viene da anni di sofferenze derivanti soprattutto dalle politiche Usa, sa di essere stata strumentalizzata dagli yankee, è disillusa, non capisce gli eventi. Se qualcuno ci chiede di sposare in toto la Rivoluzione Bolivarista diciamo di no perchè quella rivoluzione forse è finita da tempo e i suoi sostenitori occidentali lo ignorano.
Se crolla il Venezuela anche Cuba cadrà a ruota, Cuba che dopo decenni di
embargo continua a resistere anche grazie all'aiuto di paesi come Messico, Brasile e Venezuela.
Ci hanno parlato della corruzione dilagante in Venezuela, dove c’è fame e penuria arrivano inesorabilmente i fenomeni corruttivi ma di chi è la colpa di questa situazione? Degli aggrediti o dell’aggressore? Ogni democrazia popolare ha dovuto fare i conti con infiltrati, approfittatori e speculatori.
Se si affama un popolo, lo isoliamo dal mondo privandolo di ogni genere di necessità, con quale coraggio poi possiamo assurgerci a grandi moralisti? Nell’Italia della guerra e del dopo guerra perché nasceva e prosperava il mercato nero? All’indomani della Seconda guerra mondiale quanti ex fascisti si ripulirono per andare ad occupare gli stessi posti di responsabilità con il consenso degli Usa e della DC? E le stesse dinamiche non si verificano ancora oggi?
Scendiamo allora in piazza contro l’imperialismo statunitense, non trovo altro modo per definire tanta prepotenza, che rischia di portarci ad una guerra mondiale, Ue e Usa spingono anche il nostro paese ad accrescere senza sosta le spese militari, Crosetto parla di minacce ibride, di attacchi informatici al paese, tutto serve per il Riarmo, Si scende in piazza contro l’assenza di regole che portano un paese militarmente forte ad invadere un’altra nazione più debole perché vuole accaparrarsi tutte le ricchezze di questa ultima, speculare sulla pelle di un popolo e può farlo impunemente .
Si scende in piazza sapendo che saremo, come lavoratori e lavoratrici, le prime vittime di una escalation di guerra, ne subiremo le conseguenze anche attraverso l’aumento dei generi di prima necessità, dei prodotti energetici. Dovremmo arrabbiarci e mobilitarci contro gli embarghi e le speculazioni che fanno più danni , questa è la verità.
Ci
sembrano tutte buone ragioni per non stare a casa, voi che ne dite invece?
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