Europa o sovranismo?


 
Le ultime elezioni hanno sancito la crisi politica della Ue e del suo Parlamento con la profonda erosione dei consensi ai tradizionali partiti di centro sinistra e centrodestra, 


 
La Ue sovranazionale non esiste e attribuire la causa delle divisioni interne ai sovranisti significa non fare i conti con la realtà, con la crisi tedesca, con il bilancio comunitario di scarso peso e gli equilibrismi attorno al Riarmo per accontentare tutti i paesi produttori di armi. E' comunque innegabile che a spaccare la Ue sono ancora una volta gli Stati Uniti verso i quali le formazioni politiche della destra guardano con sempre maggiore, ma inspiegabile, simpatia.
 
La Europa sconta tuttavia una crisi economica, alcuni dei suoi paesi sono molto più indietro di alcune potenze regionali emergenti, ci sono paesi in decadenza come l'Italia, la Germania dopo 30 anni di illimitata crescita è arrivata in recessione, le mire coloniali francesi sono state sconfitte in Africa, l'ingresso di Turchia, Israele e Russia nel Mediterraneo ha sottratto spazi a tutta la Ue. E poi fin troppe sono le differenze sociali ed economiche all'interno della UE, è in crisi quella stessa idea di Unità che si basava su un forte welfare, sul ruolo del pubblico
 
L'arrivo di Trump decreta la nascita di nuovi equilibri e differenti rapporti di forza che vedono la Ue soccombere anche per divisioni interne, considerato il fatto che su commercio, finanza, lavoro, fisco, clima, salute e sicurezza non esistono strategie e politiche comuni
E ancora irrisolto è il reperimento delle materie prime, il documento strategico denominato Bussola Europea aveva anticipato i contenuti predatori e imperialisti oggi presenti nel documento della Casa Bianca, eppure, a contrario degli Usa, la Ue non è in grado di attuare politiche imperialiste
 
 
Per colmare le lacune critiche in termini di capacità sono necessari: 1) una comprensione condivisa tra gli Stati membri sulle priorità più urgenti in materia di investimenti in capacità, alla luce dei recenti orientamenti del Consiglio europeo; 2) un impegno stabile e a lungo termine per affrontarle; 3) un chiaro accordo tra gli Stati membri sul quadro di governance per ciascun tipo di capacità, che può variare da uno all'altro; e 4) finanziamenti e incentivi dell'UE per aiutare gli Stati membri a mobilitare le risorse di bilancio necessarie e a spenderle nel modo più efficiente e mirato. L'UE già aiuta gli Stati membri a identificare le carenze e le priorità in termini di capacità a livello dell'UE,  supporta gli Stati membri nell'avvio nuovi progetti di capacità, a partire dall'armonizzazione dei requisiti.
 
 
Se i sovranismi portano acqua al mulino della reazione, del conservatorismo e di un nazionalismo che spesso si porta dietro rivalutazioni del nazi fascismo, dall'altra l'adesione alla Europa di Maastricht ha giocato brutti scherzi ai lavoratori che davanti all'austerità, all'aumento dell'età pensionabile, alla erosione del potere di acquisto e di contrattazione sono apparsi del tutto disarmati. Manca un sindacato in Europa capace di contrastare le politiche europee più nefaste per la classe lavoratrice. E se iniziassimo proprio da un coordinamento dei sindacati europei in termini conflittuali? Forse sarebbe una reale alternativa al liberismo da una parte e al sovranismo dall'altra


 
 
 
 
 
 
 

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