La politica USA ha sempre ragione?

 

La politica USA ha sempre ragione?


 di Tiziano Tussi




"sarà anche un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana" (dichiarazione attribuita a Frankill Delano Roosevelt avente come oggetto Anastasio Somoza, uomo forte, padrone del Nicaragua in era pre-sandinista)

"Ho parlato con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il nostro Ambasciatore a Caracas. L'UE sta monitorando attentamente la situazione in Venezuela. L'UE ha ripetutamente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. Chiediamo moderazione. La sicurezza dei cittadini dell'UE nel paese è la nostra massima priorità." Questa dichiarazione è stata resa nota il 3 gennaio 2026 da Kaja Kallas, alto rappresentate per gli Affar esteri e la politica di sicurezza dell'Unione Europea.

Dichiarazione quanto mai ipocrita e male assemblata. Sarebbe interessante dimostrarne le perplessità linguistiche e logico razionali. Ma lasciamola come sfondo. Fa venire in mente un libro di Philip K. Dick, La svastica sul sole o L'uomo nell'alto castello. Un testo del 1962 nel quale si ipotizza che i nazisti tedeschi e il Giappone fascista abbiano vinto la Seconda guerra mondiale e si siano spartiti il mondo, Stati Uniti compresi. Un avvenire distopico o, meglio, ucronico, che scompagina la realtà e mette sul tavolo una situazione inimmaginabile.

La storia viene scombussolata e cambiata a favore di una ipotesi storica sorprendente. Sorprendente: la parola che ci fa capire come i dirigenti dell'UE siano messi con le spalle al muro dalla politica di Trump e cerchino solo di assorbire tutto quanto succede pur di mantenere una parvenza di normalità nei rapporti politici internazionali. Ma normale oramai non v'è più nulla. Normale in senso liberaldemocratico.

Trump, e di questo dobbiamo gioire, almeno da parte di chi ancora ragiona razionalmente, ha messo a nudo le ipocrisie, le doppiezze, le finzioni della classe politica europea, e non c'è voluto poi molto. Ha tolto le maschere che rendevano ambigui e/o falsi i comportamenti dei politici europei. Non c'è più scampo, ora si ragiona in modo diretto e diritto. Trump ci ha riportati nel vero gioco che la politica democratica, a livello mondiale, ha da tempo messo in campo.

Una simulazione della verità e dell'etica che doveva guidare il nostro vivere civile. La rincorsa all'alterazione, a volte acuta, di quello che la pervicacia della ricerca del successo economico e politico volevano nascondere. Il popolo come obiettivo da coccolare, vezzeggiare, illudere, accompagnare al bar del karaoke, del divertimento assoluto. Andavano bene qualsiasi distorsione della realtà per raggiungere il risultato finale, il potere.

Ma ora tutto ciò è caduto e rimane in piedi l'unica voglia di fare soldi e di guadagnare sempre più senza doppiogiochismi. Questo pare piaccia e comunque lo si può perseguire, ora più di prima, senza complessi di colpa, visto che a capo del mondo occidentale vi è un predatore seriale come Trump. Se lo fa lui lo possiamo fare tutti. Se Trump dice bugie a raffica, possiamo farlo anche noi in Europa. Senza rimorsi o colpe da espiare, senza pudore. Chi non lo capisce stia indietro, al di fuori del cerchio magico della moltiplicazione dei guadagni, illecitamente prodotti.

Si può leggere in questo modo quello che è accaduto in Venezuela e la rivendicazione di territori contigui agli Stati Uniti, leggi Groenlandia, sul cui territorio gli Usa possono fare quello che vogliono, da tempo. L'accettazione di un mondo unipolare sotto la guida degli USA ha coperto tutti gli angoli del mondo. Russia e Cina, India compresa, perseguono e cercano di vivere ed agire come il sogno americano, ora incubo, dimostra.

Pensiamo solo alla ricchezza di Musk, Zuckerberg, Bezos, per citarne solo tre. Cosa se ne faranno di tutti quei miliardi di dollari? A cosa possono servire? Qui non si può pensare solo alla ricchezza, l'ammontare dei soldi ed affini è stratosferica. Il loro uso quale può essere? Vengono in mente, perciò, e i romanzi di Fleming, con i film annessi, che descrivono voglie di controllo del mondo. Sembra si possa considerare in questo senso l'insistenza di andare nello spazio per controllare... cosa poi? Ed immaginarsi un modo più complicato per gestire meglio il nostro pianeta. Dopo questo mondo rimane quell'altra avventura. Insomma un avvenire che non si sa dove finisce e dove sia cominciato. La differenza con i decenni passati è palese. In quei tempi vi sera una possibilità di alternativa di vita, oltre che di scontro politico.

Tutto sfumato, a meno di non considerare la Corea del Nord come una possibilità reale.

Ma ecco come termina un suo articolo sul Corriere.it dell'8 gennaio Federico Rampini: "L'internazionalismo liberale è un fallimento morale e politico se non è in grado di distinguere tra l'aggressione di Russia e Cina, che cercano di inghiottire le democrazie vicine, e un'azione militare statunitense volta ad arrestare un dittatore fuorilegge alleato con i peggiori attori del mondo». Tanto per sottolineare che la politica USA ha sempre ragione anche nelle vesti di uno sparviero, ricco.

www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 13-01-26 - n. 951

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