Dalla logistica alla infrastruttura di guerra: il caso della Palancolatura del Fosso dei Navicelli
Dalla logistica
alla infrastruttura di guerra: il caso della Palancolatura del Fosso dei
Navicelli
Nei giorni
scorsi sono iniziati i lavori di palancolatura del Fosso dei Navicelli fino
allo Scolmatore, il Sindaco di Pisa parla di strategico intervento per la
nautica Pisana, noi invece pensiamo sia funzionale soprattutto al trasporto della
logistica militare dalla base Usa di Camp Darby. Due opinioni contrapposte e
inconciliabili? Intanto arriva lo stanziamento governativo di 30 milioni di
euro per la navigabilità del Fosso presupposto indispensabile il transito di barche
più grandi che potrebbero essere civili e militari.
È proprio questa
la novità assoluta, l’uso duale dei Navicelli, i finanziamenti Usa prima e ora
del Governo italiano, Pisa si va sempre più indirizzando verso un grande hub di
guerra che include Camp Darby, l’aeroporto militare, la futura base del
Tuscania, le basi esistenti sul territorio toscano fino alle imprese impiegate
nel settore militare.
Il sindaco e il Governo
parlano di una infrastruttura strategica, di un settore in ascesa ma prima
dovrebbero spiegarci quale sia il futuro della cantieristica pisana, se ci
saranno investimenti, assunzioni, nuove aziende, aumento delle commesse, se è
previsto anche un uso sportivo delle acque, se saranno operati interventi
contro l’inquinamento delle acque e a salvaguardia dell’ambiente. E resta
innegabile che le ingenti risorse destinate ai Navicelli abbiano una originaria
richiesta da parte del Pentagono e di Camp Darby, del resto, la stessa Port
Autority ha ammesso il ripetuto transito di chiatte militari con materiale
bellico non meglio definito in un’area del nostro territorio sulla quale le
autorità locali e nazionali non sembrerebbero avere alcuna competenza. Dietro,
quindi, alle dichiarazioni della Maggioranza a Palazzo Gambacorti e al Governo
si cela quindi un’altra verità: ben vengano tecnologie e infrastrutture a uso
duale, del resto il vecchio Decreto Infrastrutture prevedeva nuovi insediamenti
militari in Toscana e a Pisa.
E se con i soldi
pubblici si finanzia in questo modo anche la infrastruttura di guerra, i nostri
territori verranno sempre più attraversati da armi e logistica militare, da qui
la corretta denuncia secondo la quale Pisa e il suo territorio, la sua
provincia stessa presto potrebbero essere un Hub militare. E’ questo lo
sviluppo del territorio di cui si parla?
CUB PISA
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