Chi specula sulla guerra e sul rincaro dei prezzi deve pagare

 Chi specula sulla guerra e sul rincaro dei prezzi deve pagare

 


La guerra genera l’aumento dei prezzi energetici e i rincari determinano il crollo del potere di acquisto dei salari. A calcolare il costo della vita per i rinnovi contrattuali il codice Ipca che non prende in esame i costi dell’energia, quel codice va cancellato perché è tra le cause principali del crollo dei salari reali e non ci saranno rinnovi in grado di salvaguardare il potere di acquisto.

A pagare la guerra è la collettività specie se l’energia dipende dai combustibili fossili e non da fonti rinnovabili. I provvedimenti adottati dal Governo per contrastare il caro bollette e l’aumento dei carburanti servono a nascondere la complicità del Governo con la guerra.

Non siamo solo davanti a una emergenza economica e sociale, bisogna far pagare i costi a chi provoca guerre e speculazioni finanziarie: tassare gli extra profitti del comparto fossile e militare porterebbe a un extra gettito fino a 4,5 miliardi di euro con cui finanziare la istruzione, il Servizio sanitario nazional, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la sicurezza energetica dei consumatori e per bilanciare gli effetti.

Dal 2021 al 2024 gli utili netti delle prime 15 aziende italiane del settore bellico sono quasi raddoppiati, per il settore energetico, solo nel 2022, i profitti delle 5 maggiori compagnie petrolifere sono aumentati del 125% rispetto al 2021 e la crescita successiva è stata ancor maggiore.

 

Facciamoli pagare lo scotto della crisi

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