La solidarietà internazionalista di un popolo sotto assedio

 La solidarietà internazionalista di un popolo sotto assedio. Cuba e l’orizzonte dell’utopia 

di Laura Tussi




Aggiungo la mia voce all’appello politico volto a mobilitare consenso e partecipazione attorno alla causa della solidarietà con Cuba, in particolare in relazione alla manifestazione nazionale prevista per sabato 11 aprile 2026 a Roma. L’iniziativa si inserisce in una tradizione di impegno internazionalista che interpreta la vicenda cubana non soltanto come questione nazionale, ma come simbolo di resistenza politica ed economica su scala globale.

Al centro del discorso vi è la denuncia del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, descritto come un fattore determinante nell’aggravare le condizioni materiali della popolazione cubana. In questa prospettiva, l’embargo rappresenta una forma di pressione sistematica volta a indebolire la sovranità dell’isola e a favorirne una resa politica. L’inasprimento delle misure restrittive viene interpretato come parte di una strategia più ampia, che includerebbe anche minacce di intervento e un isolamento internazionale sostenuto, almeno in parte, da una complicità occidentale.

In contrapposizione a questa lettura, il testo valorizza il percorso storico della rivoluzione cubana, avviata oltre sessant’anni fa sotto la guida di Fidel Castro, sottolineandone la capacità di affermare l’indipendenza politica e di promuovere un modello sociale alternativo. Tale modello viene delineato attraverso alcune delle sue principali conquiste, come l’accesso universale alla sanità, all’istruzione e all’abitazione, nonché attraverso l’attenzione ai diritti civili, evidenziata anche da recenti riforme legislative.

Particolare rilievo è attribuito all’internazionalismo medico cubano, presentato come espressione concreta di solidarietà tra i popoli. L’invio di personale sanitario in diversi Paesi, tra cui l’Italia durante la pandemia di COVID-19, viene interpretato come testimonianza di un approccio fondato sulla cooperazione e sull’aiuto reciproco, in contrapposizione a logiche di natura militare o competitiva. Questa dimensione internazionale contribuisce a rafforzare l’immagine di Cuba come attore impegnato nella promozione del benessere collettivo anche oltre i propri confini.

Si sottolinea inoltre l’importanza delle iniziative di solidarietà dal basso, come la raccolta e l’invio di farmaci e dispositivi medici, nonché le attività di informazione e sensibilizzazione. Tali pratiche vengono considerate strumenti fondamentali per contrastare l’isolamento dell’isola e per diffondere una narrazione alternativa rispetto a quella dominante nei media occidentali.

In questo quadro, la partecipazione alla manifestazione viene proposta non solo come gesto simbolico, ma come atto politico concreto, volto a sostenere il popolo cubano e a riaffermare il valore dell’internazionalismo. L’adesione da parte di organizzazioni come la Rete dei Comunisti e di altri soggetti collettivi si configura quindi come espressione di un impegno condiviso, orientato alla costruzione di legami di solidarietà e alla difesa di un modello politico ritenuto ancora attuale e significativo nel panorama contemporaneo

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