Educare alla guerra, divertirsi giocando alla guerra, far passare il concetto di normalità della guerra

Poche settimane fa si è tenuta a Parma la Fiera Eos  (European Outdoor Show) con tre padiglioni da 60 mila metri quadri per ospitare trecento espositori  e produttori di armi (pistole, fucili....). EOS | European Outdoor Show | 28-30 Marzo 2026 Fiere di Parma


Rispetto al passato queste Fiere sono fenomeni di massa, in due giorni hanno venduto ben 40 mila biglietti. Di questa fiera nulla sapevamo ma ancor meno eravamo informati del grande successo di pubblico che ha attraversato i padiglioni, un pubblico di tutte le età, numerosi minorenni e adolescenti. Il fascino esercitato dalle armi e dai sistemi tecnologici bellici sono anche amplificati dai giochi elettronici ma il successo va ben oltre, sta per essere sdoganata la normalità della guerra e le armi, prima ancora di essere utilizzate, diventano dei fenomeni di culto da ammirare, esporre, decantandone le lodi.

 La banalità della guerra e il fascino indiscreto delle armi, tra giovani e meno giovani sono diventati oggetto di culto. E anche in questa occasione l'attenzione della Fiera era rivolta soprattutto agli under 18, presenti solo se accompagnati da un adulto ma liberi di impugnare, maneggiare le armi leggere come un normale strumento di gioco e di divertimento. Forse ai più giovani il tutto è sembrato normale abituati come sono ai videogiochi, alle lezioni impartite a scuola, alla presenza in classe di militari.

Un anno fa questa Fiera era stata contestata a Verona e, dopo le proteste di tanti attivisti contro la guerra, era stata spostata a Parma ove alcune realtà sono scese in piazza in concomitanza con l'evento a cui hanno partecipato i principali produttori di armi e munizioni leggere tra i quali anche  aziende in affari con Israele (di cui ci parla Il Fatto Quotidiano nella edizione del giornale del 5 Aprile). 

E nella occasione non potevano mancare le scolaresche in visita alla Fiera, portate ad ammirare le armi trattate alla stessa stregua di opere d'arte, hanno unito le visite ai padiglioni con lezioni sulla cacciagione (alla presenza degli studenti dell'istituto alberghiero), un ottimo mix per esaltare le armi, normalizzare la presenza delle scuole in contesti militari o militarizzati, trasformare un expo di armi in evento culturale, affiancare le armi con prodotti eno-gastoronimici. 


Siamo davanti alla ennesima, grande e sinistra lezione di come certi argomenti (il riarmo, la guerra, la professione del militare, il militarismo) possono essere trattati in contesti apparentemente neutri o di come una fiera di armi diventa un fenomeno di massa attirando giovani e meno giovani coinvolti in giochi apparentemente neutrali (che poi neutrali non sono) perchè ci abituano alla normalità della guerra, fanno dimenticare alla occorrenza le complicità di tante aziende con il Genodicio del popolo palestinese.  


Una lectio magistralis, suo malgrado, di come si costruisce business, egemonia ideologica e assuefazione alla guerra, i numeri dei visitatori sono una dimostrazione lampante di quanto abbiamo appena detto.

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