Aeroporto militare di Pisa: 6 milioni di euro per due depositi di esplosivo.
Aeroporto
militare di Pisa: 6 milioni di euro per due depositi di esplosivo.
a cura della CUB PISA
La
denuncia arriva da Diritti in Comune che porta alla luce l’ulteriore grande
opera militare che va ad aggiungersi a quelle già realizzate e previste e per
le quali esistono grandi stanziamenti economici come la base del Tuscania tra i
territori dei comuni di Pisa e Pontedera. per non parlare poi della costruzione
di una stazione ferroviaria e del dragaggio del Fosso dei Navicelli (a uso
della base Usa di Camp Darby) che ha rappresentato, nel silenzio generale,
l’incipit del processo di militarizzazione dei nostri giorni.
Anni
fa venne deciso di spostare dal Veneto a Pisa un grande Hub che è rimasto
incompleto ma sarà invece reso operativo dai prossimi investimenti. Questi
fatti dimostrano come in anni lontani il territorio della città toscana era già
considerato strategico a fini militari.
Lo
era come snodo ferroviario nella seconda Guerra Mondiale, lo era negli anni
della Guerra del Vietnam o nelle guerre del Golfo e in Medio Oriente quando da
Camp Darby partivano ingenti quantitativi di armi e di militari, lo sarà in
misura ancor maggiore nell’immediato futuro.
La
prossima Legge di Bilancio prevede i
primi stanziamenti per un piano da 900 milioni che include anche il supporto
logistico dei velivoli C-130J della 46ª Brigata Aerea. Poi i fondi per la nuova
base del Tuscania, un grande programma pluriennale di supporto logistico e
manutenzione e specifici investimenti infrastrutturali che riguardano anche il
territorio pisano con la base militare di San Giusto considerata scalo
operativo polo logistico prioritario insieme a Sigonella.
Il
raggruppamento industriale individuato per la manutenzione dei C.130 comprende
Leonardo, Lockheed Martin e GE Avio che potranno magari avvalersi di aziende
del territorio alla ricerca di un rilancio attraverso la conversione da civile
a militare.
E
poi il Nuovo Hangar (circa 40 milioni di euro) per realizzare una grande
aviorimessa per il ricovero e la manutenzione pesante dei velivoli C-130J Super
Hercules e C-27J Spartan con adeguamenti degli impianti, dei depositi e delle
infrastrutture, anche digitali, che si avvarranno dei fondi PNRR
Dalla
documentazione ufficiale del Ministero della Difesa presentata dalla lista Una
città in Comune ampio riscontro degli interventi infrastrutturali a fini
militari a ridosso per altro di un quartiere densamente abitato come quello di
San Giusto e a poche decine di metri dall’aeroporto civile di media grandezza
Galilei.
Se
l’aeroporto militare di Pisa acquisterà sempre maggiore valenza strategica come
polo logistico e di materiale bellico, ospitare depositi di armi rappresenta un
pericolo oggettivo per tutta la popolazione che vive nel quartiere realizzando
quel progetto di grande Hub militare abbozzato a inizio secolo.
Da
Pisa il trasporto e la movimentazione di armi saranno in continua e rapida crescita
come attesta la realizzazione di due magazzini militari che ospiteranno armi
delle quali i cittadini nulla sapranno per le note normative che impongono la
massima riservatezza. Ci chiediamo allora quale sia il ruolo del Comune di Pisa
e della Regione Toscana in questa nuova grande infrastruttura militare che fa
del territorio toscano un’area logistica determinante per gli scenari di guerra,
quali saranno le posizioni del centro sinistra e dei sindacati. Schierarsi
contro la economia di guerra significa anche opporsi ai processi di
militarizzazione sui territori.



Commenti
Posta un commento