venerdì 25 maggio 2018

La casa è di chi l'abita. Bocciate le norme anti migranti

Finalmente  una buona notizia che dovrà essere tenuta in considerazione. Parliamo della sentenza della Corte Costituzionale che proprio ieri ha bocciato la legge della Regione Liguria, governtata dalla destra,sui criteri di accesso agli alloggi di edilizia popolare.

La Regione Liguria aveva deciso di inserire nella legge Regionale il requisito della  residenza da almeno 10 anni consecutivi  in Italia, un tempo giudicato troppo lungo dalla Corte Costituzionale che riprende una normativa Europea che prevede la residenza in uno stato da almeno 5 anni  e equipara i soggiornanti di lungo periodo  ai cittadini italiani almeno per quanto concerne il godimento delle prestazioni sociali tra i quali si trova appunto anche l'assegnazione delle case popolari.

In realtà esisteva un precedente negativo, quello della Regione Valle D'Aosta che aveva elevato il termine di residenza a 8 anni ma l'intervento della Corte è scaturito dal limite dei 10 anni nella Liguria con tanto di legge Regionale

La questione è di non poca rilevanza, il problema è ben altro che limitare l'accesso ai migranti, ossia un piano di edilizia popolare pubblica destinata alle famiglie meno abbienti , a quelle monoreddito, a chi oggi percepisce redditi da fame e non puo' certo permettersi un affitto oneroso.

1 commento:

  1. Bene la Sentenza, ma occorre eliminare dalla L.R. Toscana 96/96 (voluta dalla renziana Saccardi) l'incostituzionale divieto di fare domanda di casa popolare anche agli italiano se non residenti o con lavoro stabile da almeno 5 anni in Toscana; cosa che invece non ci risulta che l'attuale maggioranza in Regione abbia intenzione di fare !

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